La spiaggia di Sperlonga, nel Lazio, tra le Bandiere Blu 2016 (foto © Emma C.)

Le spiagge laziali sono più ecosostenibili di quelle siciliane e calabresi. È quanto emerge dall’annuale assegnazione delle Bandiere Blu: il riconoscimento internazionale del Foundation for environmental education (Fee) che premia i Comuni che si sono distinti per la cura riservata ai propri lidi. Tra i fattori presi in esame figurano la “assoluta validità delle acque da balneazione”, l’efficacia della depurazione, la gestione dei rifiuti, l’accesso alle spiagge e i servizi ai bagnanti. Ebbene, il Lazio risulta tra le regioni che hanno ottenuto più riconoscimenti, superando persino la Calabria (5 bandiere) e la Sicilia (6 bandiere). Ben otto le località laziali che hanno ricevuto il riconoscimento: la spiaggia di Tor Caldara ad Anzio, in provincia di Roma, e i litorali pontini Latina Lido, Sabaudia, San Felice Circeo, Terracina, Sperlonga, Gaeta e Ventotene. In particolare, Ventotene è al quinto riconoscimento consecutivo dopo anni di esclusione. «Adesso vogliamo fare un salto di qualità con il nostro porto, e farlo diventare un Approdo Blu», rilancia l’assessore al turismo Daniele Coraggio.

LIGURIA AL PRIMO POSTO. Il vero asso pigliatutto è, però, la Liguria, che ottiene ben 25 bandiere blu e due new entry in classifica, ossia i lidi Ceriale e Levanto. Seguono la Toscana (19 e l’ingresso di Massa) e le Marche (17 bandiere). Nel complesso, quest’anno sono state premiati 152 Comuni e 293 spiagge contro le 147 amministrazioni e le 280 location del 2015. «L’obiettivo principale del programma è promuovere nei Comuni rivieraschi una conduzione sostenibile del territorio, attraverso una serie di indicazioni che mettono alla base delle scelte politiche l’ attenzione e la cura per l’ambiente», precisa la Fee.