© GettyImages

C’è il pensionato Inps più ricco d’Italia: 90000 euro al mese. Ci sono i tre onorevoli che sono stati in Parlamento un solo giorno e prendono la pensione da parlamentari per tutta la vita. C’è l’ex presidente del Consiglio che ha tagliato le pensioni altrui e ne ha ottenuta per sé una da 31000 euro al mese. C’è l’ex presidente della Repubblica che, oltre al vitalizio, incassa 4766 euro netti al mese come ex magistrato, pur avendo lavorato come magistrato solo 3 anni. Ci sono le baby pensioni, le pensioni ai mafiosi, le doppie, triple e quadruple pensioni: mentre ai cittadini comuni vengono chiesti continui sacrifici sul fronte previdenziale, mentre l’Europa insiste per allungare la vita lavorativa e i giovani non sanno se potranno mai avere una vecchiaia serena, la casta dei pensionati d’oro mantiene i suoi privilegi, anzi, se ne riserva sempre di nuovi. Dal dirigente della Banca d’Italia che va a riposo a 44 anni con 18000 euro al mese, al burocrate che ancora nel 2009 va in pensione a 47 anni con 6000 euro netti (e l’incarico da assessore), dal commesso del Senato che prende 8000 euro al mese, alla bidella pensionata a 29 anni.
Si presenta così Sanguisughe , il nuovo libro di Mario Giordano in uscita il prossimo 5 aprile 2011 (Mondadori, 176 pagine, 18,5 euro). Un viaggio negli scandali, negli inganni e negli abusi della previdenza italiana che non comprende solo i grandi nomi della politica, dell’economia e dello spettacolo, ma parla anche di semplici e disonesti cittadini come ad esempio Francesca Z., collaboratrice scolastica in pensione dal 1983, all’età di 32 anni, e che ha già ricevuto dallo Stato 280 mila euro (261 mila euro più di quanto abbia versato in tutta la sua carriera). Tra i tanti nomi noti del libro del direttore di NewsMediaset , c’è quello di Carlo De Benedetti, Cesare Romiti, Adriano Celentano, Raffaella Carrà, Sophia Loren, ma anche quello della moglie di Umberto Bossi, Manuela, insegnante andata in pensione all’età di 39 anni.
Più che le superpensioni di onorevoli e dirigenti, forse quello che fa più riflettere è l’attacco del libro: la riproduzione di un estratto conto di una pensione minima da 402 euro che, tra tasse e trattenute, arriva a un totale di 78 centesimi. “Quando uno Stato si accanisce su una pensione minima di 402 euro (che è già una miseria) – scrive Giordano – e la riduce a 0.78 centesimi (che è appunto un insulto) mentre lascia inalterati i supervitalizi dei parlamentari, il loro insindacabile diritto al cumulo, o gli assegni regalati a qualche burocrate d’oro, ebbene, noi non possiamo far finta di niente”.