Passeggiate slow sotto portici infiniti, momenti d’incanto davanti a siti Unesco, soste in piazze rinascimentali, cibo buonissimo e la cordialità della gente che ti coinvolge. Sì… indovinato: siamo in Emilia Romagna. E in particolare in due delle sue più belle città d’arte, Ferrara e Modena, entrambe Patrimonio dell’Umanità. Sono affacciate sul Quadrilatero dell’Unesco (www.quadrilaterounesco.it), quel territorio attraversato dal Po, punteggiato da una serie di siti Unesco e dove ora è nato un circuito dedicato al turismo della bellezza. Insomma, la destinazione perfetta per un week end romantico d’autunno. Seguiteci nell’itinerario che vi proponiamo.

FERRARA

Venerdì pomeriggio: il fascino dell’architettura

Appena arrivati, per prima cosa memorizzate la posizione del Castello Estense (inconfondibile, ha anche il fossato con l’acqua): è il centro città e ospita l’ufficio turistico. Seconda cosa: dimenticate l’auto. A Ferrara non si guida, si pedala. Tanto si fa poca fatica, visto che non c’è ombra di salite. Quasi tutti gli hotel di questa Bike City italiana − fa concorrenza ai Paesi del Nord Europa per diffusione di due ruote − offrono il servizio bici. Altrimenti è possibile noleggiarla: circa 2 euro all’ora o 10 euro al giorno. Maggiori informazioni sono disponibili all’ufficio turistico (tel. 0532 209370), dove è possibile richiedere anche la mappa da bici: ha due tagli strategici da infilare sui manubri in modo da averla, ben aperta, sempre sott’occhio. L’autunno ferrarese è il momento giusto per assistere a un fenomeno sul qual nessuno è riuscito ancora dare una spiegazione. Al monastero di Sant’Antonio in Polesine, la tomba di Beatrice d’Este è nota per il particolare fenomeno del liquore acquoso che stilla dalla Pietra Sacra. Un fatto inspiegabile, perché l’ambiente è secco e non vi sono crepe o scanalature. Si verifica da novembre a marzo. Il monastero, fondato (1250) dalla giovane Beatrice (sorgeva su un’isoletta) è uno dei luoghi più misteriosi e affascinanti della città.

Sabato mattina: in bici lungo le mura

Con due pedali sotto i piedi, il giro classico è quello delle mura. Si pedala dolcemente per nove chilometri, su un terrapieno alberato passando davanti a torrioni e fortificazioni. All’altezza di Corso Ercole, uscite un momento alla Porta degli Angeli e prendete a destra per l’ingresso (sul Corso) di parco Massari: questa era l’entrata del Giardino dei Finzi Contini nell’omonimo film di Vittorio De Sica. Alla Porta degli Angeli si è già davanti a Palazzo dei Diamanti (1492), cuore della zona rinascimentale. Una costruzione incredibile. È ricoperto da 8.500 piccoli blocchi di marmo bianco venato di rosa: l’orientamento delle punte crea uno scenografico effetto ottico. Secondo la leggenda, in uno dei blocchetti è celato un diamante vero. Nessuno però sa dove, anche perché il capomastro che diresse i lavori fu ucciso poco dopo. Di certo, il Quadriviofra Palazzo Diamanti e Piazza Ariostea è il punto più magico della città: fu fatto progettare a tavolino da Ercole d’Este (la Signoria che governò Ferrara per 300 anni) con l’aiuto anche di astrologi e kabbalisti. La Ferrara del Medioevo si concentra intorno al Castello e alla Cattedrale. Da qui si srotolano le stradine più caratteristiche della città: San Romano, Via delle Volte, arrivando in Via Mazzini (dove c’era il Ghetto ebraico). Non ripartite senza aver visto Palazzo Schifanoia, dove la Corte Estense “schivava la noia” fra feste e balli.

MODENA

Sabato pomeriggio: un tuffo nella storia

Da Ferrara in poco più di un’ora si raggiunge Modena. Dove scattare la prima foto ricordo? Che domande, in Piazza Grande davanti al Duomo e alla Torre della Ghirlandina. Anche questo tris di meraviglie è stato nominato dall’Unesco Patrimonio dell’Umanità. Il Duomo è semplicemente grandioso, completamente rivestito in marmo bianco. Un susseguirsi plastico e infinito di colonne, capitelli, bassorilievi, figure di profeti, esseri fantastici, chiaro-scuri di luci e ombre. Nel vicino Palazzo Comunale e per l’esattezza nel Camerino dei Confirmati è custodito uno dei simboli della città: la Secchia rapita. A vederlo è un normale secchio di legno, ma rappresenta una grande vittoria per la città. Secondo un’antica cronaca, i modenesi sottrassero la secchia a un pozzo bolognese, e la riportarono in città come trofeo, nella contesa (1325) fra Bologna e Modena. Su un angolo dietro Piazza Grande c’è il Mercato Albinelli. Frequentatissimo dai modenesi: la cancellata in ferro battuto di questo delizioso mercato in stile Liberty (1931) si spalanca alle 6.30 del mattino. Gironzolate fra i banchi di marmo e la fontana centrale a forma di fanciullina con canestro di fiori. Modena è anche una delle capitali della Terra dei motori (è il territorio dove sono nate tutte le leggende del motorismo mondiale). A ricordarlo c’è uno splendido posto: il Museo Casa Ferrari, all’indirizzo dove nacque (1898) Enzo Ferrari, via Paolo Ferrari 85. Il tetto è uno sterminato cofano giallo di alluminio. Le pareti in vetro. E dentro ecco una sfilata di vetture da sogno (www.museocasaenzoferrari.it).

Domenica mattina: dal Medioevo al Liberty

Una passeggiata da non perdere è quella per Corso Duomo: botteghe storiche, atmosfera medioevale e bel voltone antico. Anche qui c’è una storia da scoprire. Nel 1598 il ricchissimo conte Sartorio Sartori donò 22 arazzi alla Cattedrale. La parrocchia non li aveva e in occasione delle grandi feste e ricorrenze era costretta a noleggiarli. Oggi sono conservati nei Musei del Duomo (tel 059/4396969). Poco lontano c’è la Piazzetta della Pomposa. Ha tutta l’aria di un angolo di altri tempi questo spazio alberato abbracciato da case porticate color pastello, lampioni di ferro, una chiesetta e una fontanella. Perfetto per una passeggiata romantica dopocena. Non ripartite senza aver visto l’Accademia Militare, in piazza Roma. È la scuola che prepara i giovani ufficiali dell’Esercito Italiano. Il palazzo è sfavillante, fitto di torri, cornici, statue: è il Palazzo Ducale della corte degli Este. Le visite sono possibili per l’appunto la domenica mattina (tel 059/2032660).

COSA ASSAGGIARE
Il pane di Ferrara è speciale. Non a caso l’Unione Europea ha attribuito alla “coppia ferrarese” (pane a forma di cornetti) il riconoscimento Igp. L’autunno è il momento della zucca e allora non perdetevi i cappellacci ripieni di zucca e parmigiano. Merita diverse forchettate anche la salama da sugo, insaccato stagionato e cucinato. Tutto accompagnato dai vini Doc Bosco Eliceo. Per il dessert? Il pampepato o i mandorlini del ponte. E come souvenir una confezione d’anguilla marinata di Comacchio nella sua tipica scatola di latta. Nelle enogastronomie sotto i portici del centro storico di Modena si acquista il preziosissimo aceto balsamico tradizionale Dop (la stagionatura può arrivare a 50 anni!), pasta fresca e prosciutto di Modena Dop, mentre all’Ufficio turistico si possono prenotare visite in acetaia di aceto balsamico Dop, alle cantine di Lambrusco Doc, ai caseifici di Parmigiano Reggiano Dop. Non mancano diversi Musei del Gusto: l’Enoteca regionale di Castelvetro, il Museo del Balsamico a Spilamberto e in Appennino il Museo del Borlengo e del Castagno e quello della Tigella.