Ci sono oggetti muti, dimenticati, cimeli di epoche passate. E ci sono oggetti che raccontano storie. Si presenta così Icone d’impresa  (Carocci editore, 256 pag., 24 euro) uno straordinario viaggio tra quelle invenzioni che hanno fatto grande l’industria italiana. Tra le pagine redatte da Francesca Molteni con la collaborazione dei curatori degli archivi dei musei aziendali, si alternano, secondo una linea temporale, l’avventura di tante imprese, di fabbriche, architetti, imprenditori e artigiani che, insieme, raccontano la grande realtà del Made in Italy, imitato e invidiato in tutto il mondo.

All’interno del saggio ogni azienda trova spazio attraverso il suo oggetto-icona più rappresentativo, il più antico, il più venduto, il più curioso: un simbolo come il primo prototipo di Vespa o la bottiglietta in vetro del Campari; l’indimenticabile scatola di liquirizie Amarelli o lo pneumatico Pirelli. Oggetti di uso comune, accessibili a tutti, provenienti dai settori più disparati, ma uniti da una caratteristica: sono figli di quel “fare impresa” fatto di grandi visioni o di piccoli traguardi, di rischi, sacrifici e fortuna che hanno fatto grande l’Italia.