L’uomo nell’ombra

È L’uomo nell’ombra di Roman Polanski il vincitore della 23ma edizione degli European Film Awards, assegnati nel week end al Nokia Concert Hall di Tallinn, in Estonia. ll film si è aggiudicato ben sei premi – su sette candidature: miglior film, regia, attore protagonista (Ewan McGregor), sceneggiatura (firmata dal regista insieme a Robert Harris), compositore (Alexandre Desplat) e production designer (Albrecht Konrad).

Il premio come migliore attrice europea è andato a Sylvie Testud per l’interpretazione in Lourdes di Jessica Hausner.

L’Italia è rimasta senza premi malgrado le tante candidature. Da Paolo Virzì ed Elio Germano, in nomination rispettivamente come miglior regista per La prima cosa bella e miglior attore europeo per La nostra vita, a Giuseppe Capotondi, candidato tra i migliori registi esordienti per La doppia ora (premio assegnato a Samuel Maoz per Lebanon); da Pasquale Catalano, compositore del film Mine vaganti a Paola Bizzarri, scenografa di Io, Don Giovanni. Baaria di Giuseppe Tornatore e Mine vaganti di Ferzan Ozpetek concorrevano tra i film premiati dal pubblico (riconoscimento assegnato a Mr. Nobody di Jaco Van Dormael).

Per quanto riguarda gli altri premi, a Giora Bejach (Lebanon) è andato il riconoscimento come miglior direttore della fotografia europeo; a Luc Barnier e Marion Monnier quello per il miglior montaggio (Carlos), mentre L’illusionista di Sylvain Chomet è risultato il miglior film d’animazione, Nostalgia de la luz di Patricio Guzman il miglior documentario e Hanoi-Warsaw di Katarzyna Kimkiewicz il miglior corto europeo.