Carlos Santana. Il chitarrista rimane uno degi artisti più influenti della scena rock a livello mondiale

Quarant’anni fa videro la luce opere che hanno tracciato un solco indelebile e creato stili, influenzato generazioni di musicisti. Tra di esse va di certo annoverato l’album Abraxas di Carlos Santana uscito nel 1970 (a settembre, ma le registrazioni iniziarono a febbraio nei Wally Haeider Studios di San Francisco). Il secondo disco della discografia del gruppo che prende nome da grande chitarrista messicano rimane, infatti, un’opera fondamentale grazie alla sua capacità di miscelare l’archetipo del rock-blues con sonorità latine e jazz in modo mirabile. Una scaletta prodigiosa che presenta brani di altri autori, come Oye como va (di Tito Puente), Black Magic Woman/ Gispy Queen, la prima di Peter Green dei Fleetwood Mac e la seconda di Gabor Szabo, Mother’s Daughter e Hope You’re Feeling Better di Gregg Rolie (le sue tastiere sono l’altro timbro di fabbrica del gruppo) rilette in modo originale ma sempre pensando a creare qualcosa di coinvolgente. Un lavoro di sperimentazione digeribilissimo al pubblico. Una citazione speciale la merita la leggendaria Samba Pa Ti, composta da Santana, con il suo assolo di chitarra morbido e avvolgente. Tuttora uno dei brani simbolo del chitarrista messicano.