© Valerio Pardi

Italia contesa, Italia divisa, Italia rattoppata. A pensarci bene non è cambiata poi tanto in 150 anni. Anche dopo il fatidico 17 marzo 1861 il nostro paese è stato un sali-scendi di masse entusiastiche, di grandi capovolgimenti di fronte, di straordinarie individualità, fatti di cronaca e politica che lì per lì hanno colpito duramente le coscienze di genti diverse, facendole sentire per alcuni indimenticabili momenti un popolo unito. Ma poi, diciamoci la verità, esauritosi quel temporaneo, fortissimo sentimento di coesione nazionale, ogni abitante della Penisola è tornato puntualmente a essere ciò che è sempre stato: un aspirante italiano. Chi è l’aspirante italiano? Per farsene un’idea negli ultimi mesi sono stati pubblicati un’infinità di libri che lo spiegano e lo raccontano. Sdoganata l’idea di un Risorgimento guidato da uomini non necessariamente eroici, senza macchia e senza peccato, messa da parte l’epopea di un popolo che reclamava a gran voce l’unità di un paese che non c’era – e che per alcuni ancora non c’è – molte di queste opere sono state prodotte per spiegare, più che per celebrare, i 150 anni della controversa storia dello stato italiano. Se non destano più scandalo le recenti indagini storiografiche che rivelano come il Meridione d’Italia abbia subìto un’invasione da parte del regno sabaudo, con perdite gravissime sia sul piano umano che su quello economico, potrebbe invece lasciare di stucco la confessione di un patriota doc come Carlo Azeglio Ciampi, che ammette amaramente che questo non è il paese che sognava. Però potrebbe essere interessante valutare questo secolo e mezzo di gattopardesche trasformazioni attraverso punti di vista inediti, come per esempio quello dei nostri scienziati, che forse hanno partecipato alla storia italiana più in sordina rispetto a quei personaggi i cui nomi affollano le vie e le piazze del Paese. Ma che hanno saputo affermare un’identità e un orgoglio nazionale vacillanti là dove probabilmente ce n’era più bisogno: fuori dai confini di una patria che sta ancora cercando la sua vera vocazione.

Brandelli d’Italia

Brandelli d’Italia
150 anni di conflitti Nord-Sud
Romano Bracalini
Rubbettino, 2010
Chi voleva davvero l’unificazione dell’Italia? Non certo gli abitanti del Meridione, vista la sanguinosa guerra civile che è seguita all’occupazione sabauda a Napoli e a Palermo, gabellata dai primi compiacenti storici del regno come brigantaggio. Né i popoli del Nord Italia, abituati da secoli all’autogoverno dei comuni e dei piccoli principati. Romano Bracalini spiega il modo in cui queste divisioni siano state trattate come brandelli da rattoppare piuttosto che come idee ed esigenze diverse da far collimare.

La Patria, bene o male

La Patria, bene o male
Almanacco essenziale dell’Italia unita in 150 date
Carlo Fruttero, Massimo Gramellini
Mondadori, 2010
Guida minima ai fatti che hanno reso l’Italia quello che è o, se preferite, che le hanno impedito di diventare ciò che non è. I 150 anni della storia nazionale sono stati sezionati in 15 decenni contraddistinti ognuno da 10 giornate fondamentali. Alcune, come quelle del rapimento Moro o della sconfitta di Caporetto, grazie all’avvincente prosa di Fruttero e Gramellini, riemergono nitidamente nella memoria, altre, legate a personaggi o eventi che si sono persi in grandi epopee, tornano a brillare nella loro verità documentale.

Controstoria dell’Unità d’Italia

Controstoria dell’Unità d’Italia
Fatti e misfatti del Risorgimento
Gigi Fiore
Rizzoli, 2007
Un libro che non nasce sull’onda dell’attenzione mediatica suscitata dall’avvicinarsi del 17 marzo. Gigi Fiore ha pubblicato la sua Controstoria dell’Unità d’Italia in tempi non sospetti, nel 2007, evocando, anche con durezza, ingiustizie e in alcuni casi vere e proprie stragi – tutte puntualmente suffragate da documenti – compiute dai Piemontesi ai danni del popolo dell’ex Regno delle Due Sicilie. Nel libro si trovano anche i resoconti dei primi accordi per la spartizione del potere tra istituzioni e malavita organizzata.

L’Unità d’Italia, una storia da riscrivere

L’Unità d’Italia, una storia da riscrivere
Meridionali sterminati come gli indiani d’America
Giancarlo Padula
Global press Italia, 2010
Nella corrente di pensiero che ha guidato ricercatori come Gigi Fiore si colloca anche Giancarlo Padula, che paragona allo sterminio dei nativi americani le violenze usate dai conquistatori del Nord contro i Meridionali all’indomani dell’unificazione. Le cifre, del resto, parlano chiaro: dopo il 1861 al Sud sarebbero state uccise 685 mila persone. Altre 500 mila invece furono arrestate dalle truppe sabaude, imprigionate e spesso sottoposte a torture inaudite.

L’Italia degli scienziati

L’Italia degli scienziati
150 anni di storia nazionale
Angelo Guerraggio, Pietro Nastasi
Bruno Mondadori, 2010
Un’altra prospettiva per leggere i 150 anni dell’Italia unita. Attraverso l’occhio della scienza e delle grandi personalità che dalla seconda metà dell’Ottocento fino ai recenti premi Nobel hanno contribuito a delineare l’identità della cultura italiana fuori e dentro i confini nazionali. Quelle di Fermi, Meucci e Marconi sono solo alcune delle vite straordinarie raccontate da Angelo Guerraggio. E forse non tutti sanno che anche Giuseppe Garibaldi era appassionato di scienze…

Non è il paese che sognavo

Non è il paese che sognavo
Taccuino laico per i 150 anni dell’Unità d’Italia. Colloquio con Alberto Orioli
Carlo Azeglio Ciampi, Alberto Orioli
Il saggiatore, 2010
Non si può pretendere che il presidente emerito della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi parli male del paese al quale ha dedicato praticamente tutta la propria vita. Eppure in questa lunga intervista concessa ad Alberto Orioli, Ciampi lascia spazio, oltre che ai ricordi, alle riflessioni e alle speranze, anche alle delusioni che l’Italia gli ha provocato.

I Padri Fondatori

I Padri Fondatori
150 anni dello Stato italiano
Giuseppe Talamo
Gangemi, 2010
Decisamente più nei ranghi questo libro a cura di Giuseppe Talamo. Nato da un’idea di Bruno Vespa, I padri fondatori celebra fondamentalmente le figure a cui, secondo gli autori, si deve il passaggio da una Nazione culturale a uno Stato vero e proprio, inserito negli equilibri del continente europeo. Piuttosto emblematico il fatto che il libro sia inserito tra le letture consigliate dal sito ufficiale del 150esimo anniversario dell’Unità d’Italia (www.italiaunita150.it).