Eddie Vedder

Eddie Vedder, il carismatico leader della band nata sulla West coast all’inizio degli anni ‘90

C’era una volta, poco più di vent’anni fa, un momento in cui l’atlante mondiale del rock aveva eletto a sua capitale Seattle. Nirvana, Soundgarden, Mudhoney, Screaming Trees e Alice in Chains erano in prima fila a guidare il movimento grunge, pura invenzione giornalistica creata per sintetizzare (e banalizzare) quello che fu in realtà un fenomeno importante, che fece conoscere eccellenti musicisti e altrettante opere di valore. Tra cui quelle sfornate dai Pearl Jam, una band che per volumi di vendite, scelte stilistiche ed etica sembrava perfetta per recitare il ruolo del gruppo “destinato a durare a lungo”. Oggi, alla vigilia dell’uscita del loro nuovo album, Lightning Bolt, fissata per il 15 ottobre vale la pena “rispolverare” qualche tappa importante nella storia della band. Ossia una manciata di album (guarda caso, tutti usciti nella prima parte della carriera dei PJ) che ha autorizzato in molti a garantire al gruppo un posto tra i grandi – o presunti tali – della scena mondiale al fianco dei vari U2, R.E.M. et similia. Eccoli.