Hotel L’O: lancette a quattro stelle

Status symbol, “beni rifugio”, frutto di un investimento sicuro – secondo recenti trend di mercato, le rivalutazioni dei pezzi più quotati possono oscillare dal 500% al 1000% dopo 10-15 anni dalla produzione – ma, soprattutto, accessori di lusso dal fascino eterno. È questa, in particolare, la caratteristica di maggiore appeal agli occhi dei collezionisti di orologi vintage d’alta gamma. Possedere un modello d’antan, inoltre, significa sfoggiare un piccolo scrigno che racchiude storie articolate ed emozionanti. Le stesse che da decenni tengono viva la passione di Sandro Fratini, patron di Rifle, azienda fiorentina specializzata nel denim, considerato un arbiter elegantiae . Il suo fiore all’occhiello – o, per meglio dire, in questo caso, al polso – sono i circa 2 mila esemplari che l’imprenditore toscano iniziò collezionare all’età di nove anni. 

«In occasione della prima Comunione mi fu regalato un Longines metalmisto. Fui subito attratto dal suo meccanismo e dal movimento dei suoi componenti. Fu lì che scoccò in me la scintilla del “grande amore”», ricorda Fratini. «Di tanto in tanto, da ragazzo, mia nonna mi comprava qualche modello». Eccezion fatta per il suo primo Rolex acciaio e oro, ricevuto in dono in gioventù, «mi avvicinai alle marche importanti solo dopo aver cominciato a guadagnare, diventando indipendente. Intorno ai 20 anni presi un cronografo Universal Genève. All’incirca a 30 acquistai un perpetuale targato Patek Philippe». Portano la griffe di quest’ultima maison svizzera due suoi Reference 1518 in acciaio inossidabile, con il calendario perpetuo con le fasi lunari; per intenderci, si tratta del leggendario modello di cui, a novembre 2016, un esemplare è stato venduto per 11 milioni di franchi svizzeri presso la casa d’aste Phillips. «Accanto ad altri Patek e al Rattrapante Rolex, sono i pezzi della mia collezione di maggior valore economico. A livello affettivo, però, sono legato anche a modelli meno costosi, che per me restano di grande appeal. Tra tutti, tutti quelli dai quadranti neri», commenta l’imprenditore, facendo riferimento alla parte dello strumento che per lui è un vero e proprio fattore discriminante che guida la scelta finale.

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In una simile raccolta sono compresi tanto modelli che risalgono agli anni ‘30, «come un monopulsante, sempre Patek Philippe, e alcuni Prince», quanto creazioni degli anni ‘70 e ‘80. Per portare avanti con piena soddisfazione la sua predilezione per l’haute horlogerie, Fratini può contare sul supporto di figure preparate e competenti. «Mi confronto spesso con il mio amico Davide Parmegiani, valido e serio commerciante. Per la manutenzione mi affido a un mastro orologiaio di Barberino di Mugello, Guerrino Fini, che garantisce grande abilità artigianale e cura certosina».

La maggior parte di quei piccoli tesori milionari è conservata nelle cassette di sicurezza di alcune banche, ma certe gemme preziose possono essere ammirate se si soggiorna presso i due hotel a quattro stelle L’O, presenti a Firenze e a Venezia, appartenenti al gruppo Whythebest (Wtb). È in tali contesti che il raffinato interesse di Fratini ha trovato un’originale declinazione. «L’hotel del capoluogo toscano è affacciato sulla piazza di Santa Maria Novella, in pieno centro cittadino, a pochi minuti dal Duomo e da Ponte Vecchio», spiega il proprietario. «L’arredo a tema è ispirato alla magia del mondo che mi ha conquistato, una perfetta alchimia tra creatività e precisione. Ciascun piano è un omaggio a una delle più quotate maison, da Rolex a Vacheron Constantin, fino a Patek Philippe. Ogni camera presenta un dipinto a olio, che raffigura lo specifico orologio da polso a cui è dedicata. Non mancano particolari curiosi, come le maniglie delle porte a forma di lancette e i rubinetti del lavello che sembrano corone di carica».

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Un progetto analogo è stato realizzato sulla Laguna, in un palazzo ottocentesco sul Canal Grande, vicino al mercato di Rialto. «In questo caso, i pezzi esposti, risalenti, soprattutto, agli anni ‘40 e ‘50, appartengono a varie maison, tra cui spicca, in particolare, Audermars Piguet, uno dei miei brand preferiti in assoluto. Gli arredi sono variopinti e arricchiti di vetri e di smalti, in linea con la tradizione artistica della città che li accoglie». Location ideali, per una clientela selezionata, dai businessman ai turisti facoltosi ed esigenti, sensibili all’estetica e in cerca di un’esperienza sofisticata. «Non ospitiamo solo appassionati e collezionisti come me, che rappresentano al massimo il 20-30% dell’utenza. Noto che anche chi non è un intenditore resta affascinato. Negli anni sono aumentati gli stranieri, provenienti perlopiù da America, Cina, Giappone, ma anche da altri Paesi del Vecchio Continente».

È prevista per il 2020 l’inaugurazione di un terzo L’O a Roma, vicino a Piazza Navona e al Pantheon. «L’albergo – l’attuale Tiziano – è già attivo e lavora bene, ma verrà chiuso per almeno un anno per essere ristrutturato ad hoc. Rispetto agli altri due, questo avrà come protagonisti gli orologi moderni». Per quanto riguarda il futuro, Fratini vorrebbe portare avanti un progetto di espansione a livello europeo, «magari contando sull’appoggio di partner e investitori». Moda, vintage horologerie e haute hôtellerie: per il patron di Rifle, il fil rouge che lega le sue attività è il binomio formato «dall’amore per quello di cui ci si occupa, che permette sempre di raggiungere un risultato che fa la differenza, e dal valore inestimabile del tempo riservato alle proprie passioni. Quest’ultimo, sì, un vero lusso».

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