Gli italiani tornano a viaggiare dopo anni di "tagli". Secondo Confesercenti, pur con un budget ancora limitato, si vede una prima ripresa per il turismo. Nell'estate alle porte, andrà in vacanza il 68% dei nostri connazionali, che vuol dire 32 milioni di persone: 2,5 milioni in più rispetto allo scorso anno. Ancora limitatala spesa media prevista: 840 euro, -18% rispetto ai 1.022 del 2010 (dato Confesercenti-Swg). SOlo per il 29% dei viaggiatori tricolori il bugdet è rimasto invariato.

MOTIVAZIONI. Se il fattore decisivo per la scelta è la disponibiltà economica per il 45% dei partenti, è abbastanza generalizzata la ripresa della fiducia: solo il 13% (dal 16%) è preoccupato per i conti pubblici e appena il 10% teme di perdere il posto di lavoro (era il 14%). D'altra parte, però, l'11% di chi non partirà lo farà per i troppi impegni di lavoro (non accadeva da cinque anni un dato così alto). Il 51% di quelli che resteranno a casa lo farà proprio per motivi economici: un dato in controtendenza e in crescita del 9% (12% per problemi familiari, 13% sposterà il periodo).

DESTINAZIONI. Per quanto riguarda le mete, torna a farla da padrone il mare per il 54% dei vacanzieri. In leggera crescita le città per l'effetto Expo. E il 45% sceglierà il lido organizzato. In Italia vince ancora la Puglia (17%), davanti a Sicilia (14%) e Toscana (13%). Battuta tra le destinazioni estere la Spagna per la prima volta dal 2008: vince la Croazia col 27%. Bene anche la Grecia (23%), crolla il Regno Unito al 4%.

SISTEMAZIONI. Volano le prenotazioni di case in affitto (dal 15% al 25%) grazie ai servizi web. Dominano ancora gli alberghi tuttavia col 36% delle preferenze. Il 40% dei turisti richiede il wi-fi, il 18% la piscina e l'11% chiede servizi benessere.

INTERVENTI. «Dalle rilevazioni emerge un quadro complessivamente positivo, rafforzato anche dal meteo estivo: l'arrivo di Scipione e la prospettiva di un'estate calda contribuiscono ad aumentare la voglia di vacanza degli italiani», assicura commenta Claudio Albonetti, presidente di Assoturismo-Confesercenti. «Gli italiani appaiono un poco meno preoccupati della scorsa estate: un miglioramento del clima che si riflette anche sul turismo interno. Adesso è necessario capitalizzare questi primi spiragli di ripartenza: per farlo serve una svolta profonda delle politiche turistiche. Il settore soffre ancora e ha bisogno di interventi, anche sul fronte della promozione, per aiutare lo la ripresa del turismo sui territori. Ma serve agire anche sul fisco, per ripristinare condizioni paritarie di concorrenza con gli altri Paesi europei sull'Iva, da noi ancora troppo elevata».