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«Salite a bordo»

«Salite a bordo» Torna a Galata, mare nostrum
Giovedì, 16 Luglio 2015

Intervista a Maria Grazia Profumo, presidente del Mu.Ma (Istituzione musei del mare e delle migrazioni) e dell'Ammm (Musei del mare del Mediterraneo)

 

In poco più che un decennio, il Galata è diventato il primo museo genovese e ligure e oggi è uno dei più grandi del Mediterraneo. Qualche numero significativo
Inaugurato nel 2004, già dopo sei mesi contava 94 mila ingressi. Oggi ne registra circa 200 mila all’anno, di cui il 75% paganti: questo dato, in particolare, rende la struttura un’eccellenza nel panorama nazionale. Dall’apertura ai giorni nostri, inoltre, il numero di studenti di ogni ordine e grado, dall’asilo nido fino all’università, che hanno svolto laboratori e attività è via via aumentato assestandosi su circa 30 mila presenze annuali, cui possiamo aggiungerne altre 7 mila grazie al Festival della Scienza. Non era un primato scontato: ricordiamo che si tratta di un museo tematico, in un Paese come l’Italia dominato da gallerie d’arte di stampo tradizionale e siti archeologici.

Quali fattori innovativi si sono rivelati vincenti?
Solo fino a qualche anno fa, la museologia marittima era di fatto un’esclusiva del mondo anglosassone in cui prevaleva un atteggiamento “iperspecialistico”: un approccio, cioè, basato perlopiù sulla tecnica nautica e sulla sua evoluzione. Il Galata, invece, si è andato progressivamente affermando a livello internazionale puntando su caratteristiche differenti; per esempio, ha scelto di abbracciare un tratto didattico, aperto alla divulgazione, al dialogo tra popoli, culture e religioni rivolgendosi a un pubblico ampio e variegato.

Obiettivi da raggiungere entro fine 2015?
Consolidare la dimensione globale del Mu.Ma- Istituzione musei del mare e delle migrazioni; proseguire il rinnovamento di prodotto sperimentando allestimenti sempre più innovativi – nel prossimo biennio ne verranno realizzati alcuni dedicati alla pirateria –; realizzare il Progetto integrato delle migrazioni, volto a rafforzare il Padiglione Mem, Memoria e migrazioni, primo spazio museale italiano dedicato a questo tema nelle sue declinazioni di ieri e di oggi.

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IL NOSTRO APPROCCIO

È DIDATTICO:

RACCONTIAMO STORIE

AI “VISIT-ATTORI”

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Le attrazioni di maggiore richiamo?
Due progetti, in particolare: la musealizzazione del sommergibile Nazario Sauro, realizzata tra il 2009 e il 2010 e completata con la realizzazione di quello che potremo chiamare un “ecomuseo portuale” (Galata open air museum) e la realizzazione del Padiglione Mem, già citato. Vorrei però sottolineare che ogni singolo allestimento è stato pensato per i nostri “visit-attori” attraverso la nostra filosofia del “salire a bordo”, che offre al pubblico un’esperienza immersiva e coinvolgente.

Infatti, fin dagli inizi, avete optato per la formula peculiare dell’ “edutainment”...
Il Galata, al contrario di altre realtà museali di stampo conservatore, ha scelto di “parlare” e di raccontare storie, e lo ha fatto certamente con le sue opere, ma anche, e soprattutto, con aspetti curati nei minimi dettagli come la scenografia, la multimedialità e l’interattività. In quest’ambito, è fondamentale il coinvolgimento diretto del pubblico in una sperimentazione multisensoriale capace di trasferire messaggi in maniera immediata. Tale modus operandi ci ha consentito, tra l’altro, di agganciare target diversi e più giovani rispetto agli enti tradizionali.

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