Tutti in barca. È tempo di fare i bagagli, mollare gli ormeggi e prendere il largo. Perché le correnti delle Love Boat 2.0 stanno ridisegnando il mondo delle crociere con nuove rotte e modi di vivere le vacanze in alto mare. I grandi classici restano ancora sulla cresta dell’onda: la calma possente del Mediterraneo, il verde e il turchese dei Caraibi o il blu notte dei fiordi del Nord Europa. Ma gli scafi delle navi da crociera cominciano a increspare anche i corsi d’acqua dei grandi fiumi del pianeta, e anche mete un tempo considerate estreme, fino a lambire Polo Nord e Polo Sud. Dopo qualche anno di sbandamento, giusto per assorbire il trauma del folle naufragio del comandante Schettino, ma soprattutto per lasciarsi alle spalle gli anni di crisi economica, la passione per il viaggio sulle grandi navi è tornata prepotentemente a galla. Un ritorno che procede a ritmi di record per numero di passeggeri e che si contraddistingue per il rinnovo dell’offerta sia a bordo sia in tema di destinazioni.

L’industria delle crociere, oggi, gode di ottima salute e viaggia sui 117 miliardi di giro d’affari l’anno. E per rendersi conto di questo boom, a noi italiani basta girare l’angolo. Non solo perché nei nostri porti salpano le crociere più ambite d’Europa. Ma anche perché la crescita vorticosa delle crociere in tutto il mondo è un fenomeno che si può osservare sotto casa, negli stabilimenti di Monfalcone, Sestri Ponente e Marghera di Fincantieri, dove si lavora a pieno ritmo, con volumi di ordini che non si vedevano da un bel pezzo. In tutto, da qui al 2020, sono 55 le imbarcazioni da crociera ordinate dalle compagnie. Di queste, 16 sono grandi navi, con stazza superiore alle 100 mila tonnellate, e la metà porterà la firma di Fincantieri.

A trainare la ripresa della crociera nell’alveo delle vacanze più amate ci sono tre fattori dirompenti: lo sviluppo del mercato su nuove rotte (lungo i fiumi e destinazioni sempre più esotiche), i passeggeri in forte crescita dei Paesi asiatici e l’innovazione, sia a bordo che in sala macchine, delle grandi (e piccole) navi. Nel 2014, nel mondo, sono salpati più di 22 milioni di passeggeri per godersi una vacanza rilassante in alto mare. Il 57% dei viaggiatori a bordo sono turisti americani. Ma anche gli europei fanno la loro parte, stabilendo il nuovo record di viaggiatori: 6,4 milioni l’anno scorso, contro i 4,4 milioni del 2008. Di questi, 842 mila sono italiani, terza potenza economica europea per crocieristi, dietro a tedeschi e inglesi. Un esercito di turisti dai mille gusti che l’industria della vacanza in alto mare si prepara ad accontentare.

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A TRAINARE LA RIPRESA

LO SVILUPPO DI NUOVE ROTTE,

PASSEGGERI IN CRESCITA

IN ASIA E INNOVAZIONE

(A BORDO E IN SALA MACCHINE)

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ALL INCLUSIVE ADDIO. Crociera uguale low cost. Per anni, l’assioma è volato di bocca in bocca, fino a inculcarsi nella cultura popolare. Una settimana nel Mediterraneo a bordo di una grande nave, in effetti, costa sempre meno, adattandosi a quasi tutte le tasche. Ma il settore è in pieno rinnovamento e sta cambiando la sua proposta, prendendo spunto dal modello delle compagnie aeree no frills (letteralmente “senza fronzoli”). Ovvero, i prezzi di base rimangono molto abbordabili, tuttavia cominciano ad aumentare gli optional a pagamento, dai vini al ristorante, ai cibi speciali, alle cabine per single, fino alla connessione Internet. Il target resta la famiglia o la coppia. Ma le compagnie puntano ad attrarre anche persone che fino a ieri rimanevano escluse dai pacchetti vacanza. In primis i single, che oggi in molte imbarcazioni possono trovare offerte dedicate. E poi i professionisti, quelli che non possono staccarsi dallo smartphone neppure in vacanza. Del resto sul fronte della tecnologia e del wi-fi a bordo, le grandi compagnie stanno investendo moltissimo, pur di non far mancare ai passeggeri anche la navigazione virtuale, sia da satellite che da wi-fi terrestre.

Ma non solo. Su questa scia l’assortimento dei servizi e dei prodotti a pagamento si sta allargando sempre di più. Che significa maggiori incassi per le società, ma anche un’offerta a ventaglio che si adatta ai desideri e alle possibilità di tutti. C’è chi punta sull’intrattenimento di qualità – con tanto di burlesque e circhi ospitati nel teatro di bordo – mentre altri imbarcano piccoli casinò dove giocare a carte o scommettere alla roulette, e tutti, o quasi, firmano partnership con i grandi marchi della moda per aprire a bordo negozi da far invidia alle vetrine del lusso delle metropoli. Tutto questo fermento ha ragioni evidenti di riorganizzazione aziendale. E anche un nuovo target nei radar delle società: i crocieristi asiatici.

Vere e proprie città galleggianti in grado di ospitare a bordo più di 3.500 persone, allestire attrazioni da intrattenimento hollywoodiano (mega-scivoli, ristoranti per ogni forchetta, free climbing tra un ponte e l’altro, simulazioni di Formula 1, piste da jogging) e così fare leva sui volumi per consentire prezzi sempre più bassi. Si calcola che la stazza media delle navi sia aumentata del 18% negli ultimi cinque anni. L’ultima a solcare i mari del pianeta è stata quel mastodonte dei mari che si chiama Oasis of the Seas, alta più di un palazzo di 20 piani e con una superficie di tre campi e mezzo di calcio, servita da 241 chilometri di tubi e 5.310 di cavi elettrici. La Oasis of the Seas può accogliere a bordo – oltre ai 2.165 membri dell’equipaggio – fino a 6.296 passeggeri. Il trend del gigantismo dei mari sarà confermato nei prossimi anni. Ma non è l’unico. Perché accanto alle città galleggianti si stanno affermando anche crociere piuttosto elitarie, anche sul fronte dei prezzi, che imbarcano meno di 300 persone.

 

VIAGGI D’ACQUA DOLCE. Non aspettatevi piscine-spiaggia e scivoli mirabolanti, dozzine di ristoranti in fila, pronti a servirvi 24 ore su 24, e intrattenimenti da villaggio turistico. Le crociere fluviali, per evidenti ragioni di stazza della nave e di spazio, sono – in genere – molto più intime e trasportano dai 140 ai 260 passeggeri. Ma la dimensione più raccolta vi porterà a scoprire, in sbarchi rapidi, i castelli e i paesi lungo la Loira; il fascino della foresta del Rio delle Amazzoni, oppure il Vietnam inesplorato lungo il serpente d’acqua del Mekong. I fiumi navigabili del pianeta, dal Danubio al Nilo fino allo Yangtze, stanno diventando una meta sempre più gettonata del turismo globale. E oggi rappresentano una delle più significative evoluzioni dell’industria crocieristica.

Fino a 20-30 anni fa questo tipo di vacanza collettiva sull’acqua praticamente non esisteva, e solo qualche privato benestante e fortunato si poteva permettere di solcare i fiumi con la propria imbarcazione, ospitando amici e parenti. Poi dagli anni Duemila sono nate diverse compagnie che propongono soggiorni di lusso lungo i corsi d’acqua dei quattro continenti. E dopo un periodo di rodaggio, il settore comincia a viaggiare a vele spiegate. Secondo le stime della Cruise Lines International Association, quest’anno le compagnie investiranno 4 miliardi di euro per ordinare 22 nuove navi da crociera. Ebbene, se in passato questi ordini riguardavano principalmente città galleggianti per le grandi crociere (il 70% delle ultime 93 navi acquistate), oggi di queste 22 navi 16 saranno destinate agli itinerari sui fiumi.

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IL SETTORE STA CAMBIANDO

LA SUA PROPOSTA PRENDENDO

SPUNTO DALLE COMPAGNIE AEREE

"NO FRILLS" ("SENZA FRONZOLI")

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NUOVE ROTTE. Relax, buona cucina e destinazioni piacevoli. Una vacanza tranquilla, senza scossoni, adatta al popolo degli over “anta”: almeno questa è la solida reputazione che si è conquistata la crociera. Tutto vero, almeno fino a ieri… Perché l’industria crocieristica si è data molto da fare in questi anni per allargare la proposta a un pubblico di tutte le età, di ogni estrazione e per ogni gusto. Certo, il trend “generalista”, all’insegna del divertimento spensierato, per turisti cullati dal mare e dall’equipaggio per una settimana di viaggio, resta il core business delle compagnia. Ma si stanno affacciando una serie di offerte sempre più particolari. Tutto è cominciato con le crociere tematiche: per single, per ciclisti, per tifosi di calcio, e anche crociere letterarie.

Provate a cercare sui motori di ricerca online abbinando la parola crociera a qualsiasi tema di vostro interesse. Il settore ne ha sicuramente pensata una per voi. Negli Stati Uniti salpano addirittura le crociere dell’heavy metal, grandi navi che ospitano scalmanati pronti a saltare a tutto volume sul tranquillo Mare dei Caraibi. Fin qui la proposta si è articolata cercando di selezionare ospiti con interessi simili, ma oggi la vera innovazione sta negli itinerari, quelli che fino a ieri sembravano fuori dal perimetro del crocierista. Dalla Cina ci sono crociere che arrivano fino Mount Kumgang, in piena Corea del Nord. Dal Cile e dall’Argentina salpano piccole navi che raggiungono la fine del mondo, a Capo Horn e oltre, fino all’Antartide. Nei porti cresce la domanda di itinerari ancora più estremi, in luogo poco esplorati dall’uomo. E quest’anno partiranno crociere che si spingeranno fino al Mare del Nord della Russia e al plateau antartico.