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Maurizio Cittone e ADD – Il controcorrente

Maurizio Cittone e ADD – Il controcorrente Torna a piumini imprenditori italiani storia
Venerdì, 22 Febbraio 2019
Maurizio Cittone Add Milano

Maurizio Cittone

Altro enfant prodige del comparto capispalla, il marchio nato nel ‘99 e guidato da Maurizio Cittone attinge all’expertise familiare che già negli anni ‘80 trattava per conto terzi vari capi, tra cui i piumini realizzati in Cina. Oggi non ha perso la dimensione familiare, ma ha un respiro internazionale, anche se frutto di un percorso “alla rovescia”.

In che senso la crescita di Add è controcorrente?
L’azienda di famiglia era votata al commercio estero, importando dalla Cina per conto terzi. Col tempo invece di dismettere competenze per il costo elevato, ne abbiamo acquisito altre in modellistica e prototipi per realizzare prodotti di qualità. Nel ‘99 nasce la prima collezione, che allora contava pochi capi, che univano la sartorialità classica con i nuovi materiali sintetici e piumini. 

Come spiega il boom del piumino?
Che stesse cambiando qualcosa, dalla fine degli anni ‘80 era evidente, chi aveva accesso ai volumi e alle collezioni qualcosa doveva intuire. Il vero miracolo è l’ingresso del piumino nell’alta moda. È diventato un oggetto di lusso e da esibire e non solo un capo pratico. 

Sarà una tendenza destinata a durare?
Credo che il piumino non passerà mai di moda. Avrà il suo ciclo, come altri fenomeni, ma dalla sua ha una grande vestibilità, a prescindere dai volumi. Add si è fatta un nome sul fittato, sulla capacità di assottigliare. 

La produzione è in Italia?
Il 100% della progettazione è in Italia, mentre le produzioni sono per la maggior parte in Cina, ma stiamo tornando in Europa, visto che usiamo materiali europei. Siamo nati portando i piumini cinesi in Italia, ma con la ricerca sui tessuti di alta qualità, se il materiale è disponibile da questa parte di mondo non ha senso spostarlo in un altro continente. 

Quali sono i canali del futuro?
Le forme di vendita nella moda cambiano con le stagioni, certo l’online è importante oggi, con catene e-commerce che registrano performance molto positive in termini di stabilità d’acquisto. Ancora siamo sul 15% del totale vendite, ma è un dato destinato a crescere.

Come influisce sui vostri investimenti in fatto di promozione e adv?
Puntiamo molto sulla presenza in digitale, in direzione di una diffusione su media online. La fascia di pubblico piu giovanile a cui ci rivolgiamo naviga e usa device smart. E naturalmente puntiamo sull’identità del prodotto in modo che sia riconoscibile. 

Qual è il vostro volume produttivo?
La linea Add conta 100 mila capi all’anno, con prevalenza donna al 70%. Negli ultimi anni registriamo una crescita molto importante delle esportazioni, che pesano sul fatturato per il 60%. Tra i Paesi che ci acquistano di più c’è la Russia, anche se il primo amore, il Giappone, non si scorda mai.

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