Anna Casale

«Il design ci ha indirizzato verso un gusto molto pulito ed essenziale. Secondo me, oggi, c'è maggiore voglia di decorazione; alla lunga il minimalismo estremo, come tutti gli eccessi, ha finito per soffocare. Per quanto riguarda la crisi, chi ha investito nell'internazionalizzazione e nell'innovazione resiste, chi si è appiattito su modelli tradizionali, invece, soffre». Parola di Anna Casale, ideatrice di Lamur, al FuoriSalone nello stand di Tom Dixon. E prosegue: «Personalmente, però, sono ottimista e mi sento rincuorata dal ritorno di parte della produzione in Europa, come mi hanno confermato alcuni operatori stranieri con cui di recente ho lavorato. Come mai? Per esempio, in Cina i prezzi stanno aumentando, ci sono problemi di logistica e trasporto e non si presta alcuna attenzione a marchi e brevetti».
Alla kermesse milanese Lamur presenta «una installazione che consiste in una parete trompe l'oeil in cui è raffigurato un letto, con due lampade ai lati di forma semplice e schematica», spiega Casale. Punto forte dell’allestimento è la Chandelier, «una lampada decorativa, che, volendo, potrebbe sostituire un quadro, non è una luce tecnica, insomma». Casale, inoltre, ci anticipa: «Successivamente al Salone, abbiamo in programma il lancio di una nuova lampada, super lusso, rivolta principalmente al mercato dei Paesi mediorientali con cui abbiamo avviato contatti. Si chiamerà Emirates ed è realizzata in metallo con una finitura in oro a foglia; la luce passa attraverso dei piccoli Swarovski che ricoprono la parte interna del disegno».
Sempre con uno sguardo rivolto al futuro, Anna Casale esprime infine un auspicio, quello, cioè, di «crescere in un momento così difficile. Certo una bella sfida! In particolare, mio scopo è riuscire a coinvolgere giovani designer perché interpretino concept della lampada Lamur in altro modo, con occhi nuovi e diversi».