Ludovica e Roberto Palomba © Max Zambelli

Secondo voi, è finita l’era del primato italiano nel settore design?
Dura solo ciò che è di qualità. L’Italia ha nel suo dna la capacità intrinseca di reinventare il concetto di pregio. Il nostro Paese può, senza dubbio, fare da guida in questo momento. E, in ogni caso, per noi la crisi è un’opportunità.

Verso che tipo di ricerca vi siete orientati per i vostri nuovi progetti?
Abbiamo indagato la casa nella sua totalità. Oggi lo spazio in cui viviamo è fatto di ambienti continui, connessi tra loro. Non ci sono più confini tra indoor e outdoor.

Attraverso quali creazioni principali, in mostra al Salone del Mobile, avete voluto raccontare questo mondo?
Innanzitutto con l’allestimento Brera Outdoor Village, realizzato con le più importanti aziende del settore, Enea Landscape Architecture, Exteta, Roda e DownTown. A palazzo Cusani presenteremo il nuovo wellness per l’outdoor. Anche per Driade abbiamo disegnato una collezione outdoor di sedute e poltrone, che richiama gli arredi in ghisa dell’epoca vittoriana. Senza dimenticare l’interno della casa: abbiamo disegnato, per esempio, divani per Driade e Zanotta, un nuovo sistema cucina per Elmar, una nuova cappa per Elica, nuove collezioni bagno per Laufen, Zucchetti e Kos.

ARTICOLO PRINCIPALE: Il design è dialogo