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Lo 007 Daniel Craig in una scena di Spectre © Getty Images

Per gli amanti della stagione sciistica è arrivato il momento ideale per godersi un po’ di divertimento sulle piste, prima della primavera.
Attenzione però, in montagna basta poco per scivolare nel cattivo gusto, e se eguagliare l’eleganza (tecnica e formale) e lo stile d’antan non è impresa semplice, si può almeno evitare di ripetere esperienze tragicomiche come la rovinosa discesa “a pelle d’orso” di Paolo Villaggio nei film di Ugo Fantozzi. E non è solo questione di preparazione atletica: anche nell’abbigliamento sportivo esiste un’etichetta, costruita tra funzionalità e moda, che consente di coniugare l’esigenza pratica – mantenere al caldo il corpo offrendo al contempo una tenuta confortevole nel movimento – con esigenze “social” dettate dall’origine di uno sport votato all’upperclass. Non a caso, infatti, le destinazioni ideali per la settimana sugli sci sono luoghi esclusivi: da Gstaad a St. Moritz a Cortina, luoghi desiderati o vissuti dall’alta società e dalle stelle di Hollywood negli anni ‘60, che evocano il fascino dello sport invernale così come il comfort del relax après ski. Ai colbacchi in pelliccia delle signore, si affianca un’eleganza senza pari anche per i gentleman dalle esili silhouette, un po’ alla Cary Grant in Sciarada o alla Gregory Peck in Io ti salverò , o ancora, per tornare a tempi più recenti, come la figura slanciata dell’Avvocato che sulle piste indossava un dolcevita e lo stivaletto nero.

Herbert von Karajan, Elmy Holgerlof, Giovanni Agnelli © Getty Images (2)

A sinistra il direttore d’orchestra Herbert von Karajan con la moglie, il soprano Elmy Holgerlöf (anni '60), a destra Giovanni Agnelli

Senza bisogno di emulare i look monocromatici o gli spezzati rigidamente bicolor degli anni ’30 e ‘40, oggi ci si rivolge soprattutto agli esiti dell’innovazione tecnologica che, dagli anni ‘50 in avanti, ha riguardato in prevalenza l’ambito tessile con l’introduzione di tessuti sintetici in sostituzione delle fibre naturali. Gli anni ’60 e ’70 hanno poi introdotto colori saturi e accessori visionari, mentre gli ’80 si sono presi la “responsabilità” di sdoganare lo stile sportivo connotato dai colori fluo.
Oggi, per non sbagliare, una buona norma – seguita, non a caso, da parecchi brand del lusso del settore abbigliamento – consiste nel “guardare indietro”, e se la priorità rimane proteggersi dal freddo, la tecnologia viene in aiuto: immancabili occhiali mitici come i Ray Ban declinati in versioni con lenti specchiate e colorate, maglie stretch con cuciture piatte, scarponcini in pelle con interni in pelliccia e i classici Moon Boot, anche per l’uomo.

Guardando all’evoluzione storica del settore, risulta chiaro che gli stili cui ispirarsi possono essere tanti, da quello tradizionale a quello più spiccatamente sport oriented, sempre rispettando almeno un po’ il principio della sobrietà. L’abbigliamento tecnico per fortuna, grazie all’innovazione dei materiali, riduce sempre più gli spessori (aumentando le performance) fino a creare guaine confortevoli per assecondare i movimenti di sciatori anche “estremi” senza ingoffarli, come facevano le salopette imbottite di una volta. Chi preferisce uno stile freestyle e vuole mantenere uno sguardo ancora più aggiornato sulla moda, può scegliere invece lo stile snowboard, decontracté, colorato, largo e comodo, ma sempre caldo. Il tutto con un occhio alle piste e uno al guardaroba, per evitare scivoloni reali o metaforici.

Emanuele Filiberto-Valentino

A sinistra l'erede di casa Savoia Emanuele Filiberto, a destra Valentino

PERFORMANCE in superficie
La giacca è chiaramente un capo imprescindibile per la difesa contro il freddo nella stagione sciistica, ma per lasciare agio ai movimenti sportivi, e garantire alte performance, è opportuno fare particolare attenzione a sceglierne una che offra un ingombro minimo. Come nella proposta di Colmar, storico brand legato allo sport invernale, la cui giacca è in poliestere, imbottita con ovatta che garantisce una elevata termicità, un peso contenuto e un minimo ingombro. Il tessuto è resistente, impermeabile, idrorepellente, e traspirante. Esplora invece uno stile “vintage”, sempre garantendo prestazioni adatte allo sport, la giacca da sci con cappuccio e tasche capienti firmata Peak Performance, giocata nel contrasto di celesti e rosso. Mentre Mountain Affair, che propone un capo reversibile e idrorepellente, dotato di chiusura a zip e cappuccio, punta su un morbido piumino d’anatra. Infine, Timberland accompagna il tempo libero con un giaccone impermeabile con fodera removibile in caldo pile.

Abbigliamento sulla neve 

RELAX Après ski
Se coltivate la passione per il sobrio stivaletto scuro, la scelta dei modelli da indossare appare molto vasta. Dallo scarponcino marcatamente sportivo Timberland, in pelle di prima qualità e dettagli in lana, ai boots in pelle foderati in pelo della collezione special Après-Ski di Massimo Dutti. Agli amanti dell’originalità e dell’eleganza si può invece proporre il comodo stivaletto in astrakan dégradé nero, chiuso con zip su due lati, con intersuola fasciata in gomma marmorizzata multicolor, e suola carrarmato in gomma di Emporio Armani.
Ad accontentare poi i nostalgici degli Eighties ci pensa il Moon Boot Lem, la prima scarpa dedicata all’uomo che mantiene inalterate le caratteristiche peculiari della linea tradizionale: colore e leggerezza. Estremamente comoda, calda e protettiva, si adatta a tutte le situazioni di freddo, non solo sulla neve, grazie a una tomaia in nylon dotata di una scarpetta estraibile con membrana waterproof, allacciatura speedlace e suola in eva/ gomma.

SOTTO SOTTO... ma sempre al caldo
In montagna, per mantenersi sempre al riparo dal freddo, il consiglio inossidabile resta quello di vestirsi “a cipolla”, sovrapponendo diversi strati, all’occorrenza facilmente eliminabili. Lo pensa anche Tatras che accosta vest e downjacket ultra light, in jersey o nylon, a pratiche felpe, o Think Pink che propone una felpa in pile ricciolo, bordeaux, con zip e dettagli a contrasto, e North Sails con una felpa in pile peloso con cappuccio e tasca a marsupio.
L’innovazione dei tessuti però aiuta a diminuire gli strati come fa Haglöfs con la linea Actives warm, proponendo un top in tessuto tecnico stretch e lana merino, confortevole sulla pelle grazie alle cuciture piatte e ideale per condizioni di freddo estremo durante la pratica di sport ad alta quota. Si parla invece di innovazione “tipologica” in casa La Martina – marchio argentino leader nell’abbigliamento per il polo – che, con il progetto “Polo- Duvet La Martina for Maserati”, lancia appunto una polo invernale, imbottita in trapunta outdoor “cashmere insulate”. Oltre ad altri sofisticati dettagli, la fibra in cashmere, al pari di piuma e poliestere, consente la naturale creazione di intercapedini d’aria che assicurano un miglior isolamento termico. Infine, due soluzioni intercambiabili di manica in dotazione alla giacca (corta e lunga) consentono l’uso del capo in diverse stagioni.

SGUARDO MISTERIOSO e occhi protetti
L’occhiale in montagna è indispensabile per garantire una buona protezione dai raggi ultravioletti, preservando gli occhi dall’abbagliamento, e assicurando una visione nitida anche agli sciatori. I più sportivi possono scegliere tra forme aerodinamiche e fascianti che permettono una perfetta aderenza al viso, come nel caso dell’occhiale tecnico da sole Oakley, o modelli come quello della nuova collezione Prada Linea Rossa L.J. Silver, dotato di frontale avvolgente a mascherina, con lente libera fissata ad aste in acciaio inossidabile e rivestite di gomma. Senza tralasciare la qualità tecnica della visione, sono invece più adatti anche a occasioni di relax ad alta quota, il modello Caves in nylon con lenti Maui HT come il classico Ray-Ban Caravan, dotato di montature in metallo e lenti a specchio nei colori grigio-porpora, rosso, lilla o blu.