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Salone del Mobile: È ora di cambiare marcia

Salone del Mobile: È ora di cambiare marcia Torna a Salone del Mobile: il design formato Millennial
Giovedì, 06 Aprile 2017

«Gli strumenti digitali sono perfetti per far conoscere i contenuti della qualità italiana in tutto il mondo, ma c’è molto da fare», sostiene l’architetto MarcoDeAllegri, cofondatore e Content Curator di Digital Strategies for Design (dsfordesign.it). Un laboratorio che sin dal nome e dalla mission – «raccontare il “saper fare” italiano in modo più efficace e far crescere col digitale il made in Italy nel mondo» – punta a portare novità nelle tecniche comunicative del settore.

Le aziende italiane sanno fare design, ma non sanno parlarne ai Millennial?
Sono tutor di un corso di Design al Politecnico Bovisa, quindi mi relaziono spesso con i giovani. Non sono molto diversi dai ragazzi di qualche anno fa nelle motivazioni e nei sogni, ma hanno a disposizione tecnologia e informazioni in maniera smisurata. Dialogano e comunicano in modo nuovo. Se il nostro settore non si svecchia, rischia di perdere opportunità. Il Salone del Mobile ci sta provando, ma manca ancora di una strategia comunicativa unica che lo trasformi in una piattaforma digitale capace di raccontare il design italiano nel mondo. Ci sono aziende blasonate che si muovono in modo artigianale anche sui social, magari hanno migliaia di follower, senza sapere che farsene.

Instagram è lo strumento su cui puntare?
Facebook, ormai si sa, piace più a fasce di età superiori. Gli under 35 usano più Instagram e Snapchat, che permettono un’interazione più immediata e lasciano meno tracce. Solo partendo dalla nostra cultura del design si può sperimentare e cercare il modo più efficace di raccontare a una platea dai numeri inimmaginabili. La comunicazione top-down su questi canali non funziona. Tutto questo lavoro va unito alla classica pianificazione cartacea. Bisogna integrare le diverse modalità, l’online con l’offline.

Migliaia di ragazzi di tutto il mondo frequentano il Salone e il Fuorisalone. Perché ci si dimentica di loro nella comunicazione?
Manca l’interesse o il tempo, dicono molti addetti. Ma sono occasioni di business perse. Tutto il mondo guarda all’Italia per la sua estetica e oggi abbiamo gli strumenti per mostrarla a livello globale. È un lavoro che costa, e magari non porta risultati immediati, ma è indispensabile. Nel mio piccolo, sui miei canali personali, ricevo contatti da aziende di Canada, Regno Unito, America Latina. Gli utenti scelgono in una frazione di secondo cosa guardare sullo schermo dello smartphone, e noi italiani sappiamo bene come catturare quell’istante di attenzione.

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