Brioni © Getty Images

La moda italiana è talmente apprezzata all’estero che i big mondiali del fashion fanno a gara ad accaparrarsi i brand simbolo del made in Italy. Come la coreana Cheil Industries, braccio tessile di Samsung, che di recente ha fatto proprio lo storico brand di pelletteria milanese Colombo via della Spiga. Ma questa non è che l’ultima di una lunga serie di acquisizioni che nel 2011 hanno portato tanti marchi nati in Italia oltre confine. Una lista piena di nomi eccellenti. Come Bulgari, finito nella scuderia LVMH, o Brioni, volato anch’esso in Francia, ma alla corte di PPR. In Austria, da Labelux, è invece ormai di casa Belstaff. Approdi ben più esotici per altri brand. Come Gianfranco Ferré approdato, dopo un anno passato in amministrazione controllata, al Paris Group di Dubai, oppure Allegri oggi nella mani dei corani di LG Fashion. Sempre in Corea, però presso il gruppo E.Land sono invece giunte Mandarina Duck e Coccinelle. Da mesi poi lo storico magazzino La Rinascente non parla più italiano, bensì thailandese come i suoi nuovi proprietari, i magnati della Central Retail Corporation.