Continua a crescere il peso dei brand italiani sul totale del mercato mondiale del lusso. Se nel 1995 pesavano per il 21%, oggi valgono al pari dei campioni francesi, il 24% del mercato. Sono questi i dati più significativi per il nostro Paese che emergono dall’Osservatorio mondiale sui mercati del lusso 2013, la ricerca sul mercato mondiale del lusso presentata oggi a Milano, condotto da Bain & Company in collaborazione con Altagamma. Al di là del caso italiano, dal report emerge come a livello mondiale, la spesa dei beni personali di lusso crescerà nel 2013 del 2% raggiungendo i 217 miliardi di euro (a tassi di cambio correnti), e ciò a causa della persistente crisi economica europea e al cambio di rotta della Cina, che è passata da una fase di forte espansione al consolidamento delle posizioni e alla manutenzione della rete effettuata da importanti brand di lusso entrati nel paese nel corso degli ultimi anni. Tuttavia, è importante notare che le fluttuazioni delle valute hanno avuto un impatto significativo sulla crescita che, a cambi costanti, avrebbe invece raggiunto il 6% in lieve crescita rispetto al +5% dell’anno scorso. L’importante svalutazione dello yen è causa di oltre la metà di tale divario.

In particolare l’Europa vedrà il 2% di crescita, con un aumento degli acquisti da parte dei turisti che contro-bilanceranno con il rallentamento, in alcuni casi riduzione, della spesa dei consumatori locali europei. I turisti rappresentano metà del mercato in Italia, il 55% nel Regno Unito e il 60% in Francia. Il Giappone subirà invece un calo del 12%, sebbene in termini reali il consumo giapponese aumenti del 9% dopo molti anni di stagnazione. Il forte deprezzamento dello yen ha penalizzato i risultati dei brand, anche se i consumatori in realtà sono tornati ad “affollare” i negozi del lusso. La crescita del 4% della Greater China include un gap nelle performance tra Mainland China, che crescerà al 2,5% e Hong Kong e Macao, che sempre più catturano lo shopping cinese in quanto mercati turistici più vicini e convenienti. Nel complesso, i consumatori cinesi si confermano come prima nazionalità del lusso, raggiungendo quasi il 30% del mercato globale, tra consumo locale e turistico. Il Sud-Est asiatico è ormai diventato la nuova “Asia emergente”, con una crescita dell’ 11%, non solo all’interno del nucleo storico di Singapore, ma anche in Malesia, Indonesia, Vietnam e Tailandia. Il Medio Oriente registra una buona performance, mostrando un 5% di crescita. Dubai è sempre la più importante shopping destination dell’area, mentre l'Arabia Saudita si conferma il secondo più grande mercato del lusso della regione. L’Africa emerge come area ad elevata attrattività come territorio ad alto potenziale come spending potenziale, con l’11 % di crescita e la nascita di nuovi mercati come l'Angola e la Nigeria, oltre ai mercati più consolidati di Marocco e Sud Africa.

Le vendite online continuano a crescere a doppia cifra, arrivando al 28% di crescita annuale e raggiungendo quasi i 10 miliardi di euro, circa il 5% delle vendite totali del mercato dei beni di lusso e comparabile ai ricavi di tutta la Germania. Questo livello di penetrazione dell’online sta spingendo le aziende a trattare questo canale come parte integrante della propria strategia globale, piuttosto che come fonte occasionale di business opportunistico. La categoria più performanti on-line sono è quella delle calzature, soprattutto da donna. Inoltre, lo studio rileva che gli accessori, tra cui pelletteria e calzature, sono definitivamente diventati il più grande segmento del lusso personale, segnando un +4% nel 2013 per raggiungere il 28% del totale del mercato. Per contro, l'abbigliamento è ora un quarto del mercato e cresce all’1%. Profumi, cosmetici e hard luxury invece concluderanno l’anno con un 2% di crescita.

Al di là dei beni personali di lusso, l’analisi e le previsioni di Bain si focalizzano anche sugli altri settori del lusso. Auto, vino e liquori, alberghi, gourmet food, arredamento e yacht registrano una crescita annua positiva, con auto di lusso, vino e liquori, alberghi che superano i beni di lusso personali e portano il mercato complessivo del 2013 a 800 miliardi di euro, quasi il 6% in più rispetto al 2012. Questa cifra indica che il mercato è sulla buona strada per avvicinarsi al trilione entro i prossimi cinque anni.