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In ordine innanzitutto

In ordine innanzitutto Torna a Moda: siete d'accordo con Giorgio Armani?
Giovedì, 27 Ottobre 2016

Csaba dalla Zorza, food writer e conduttrice Tv

Come considera l’estetica?
La definirei l’involucro che rende più bella la sostanza, aiuta a convogliarla entro qualcosa di maggiormente apprezzabile. Io sono stata forse la prima italiana ai fornelli con la camicia sempre stirata. Ma sono così nella mia vita vera, non solo in Tv... Credo che gli stilisti oggi esprimano in modo poliedrico e personale molteplici stili. Ciascuno deve individuare il proprio in base al ruolo che esercita. Un uomo che non si cura è sciatto, non mi piace. Considero poco rispettoso delle regole della società colui che pretende di non dare importanza al proprio abbigliamento in ufficio. Trovo che il look sia fondamentale e non credo affatto a chi dice che guardare all’estetica significhi essere frivoli o superficiali.

Trova che il fashion stia esagerando con certe provocazioni esasperate?
Sono d’accordo col signor Armani. Oggettivamente il settore in Italia, ma anche in altre parti del mondo, viene eccessivamente strumentalizzato. Lo stesso avviene per la cucina. Vestirsi, così come il modo in cui mangiamo, non può essere qualcosa di casuale. La funzione della moda è codificata e necessaria, serve a proiettare un’immagine migliore di noi e ci permette di trovare una modalità espressiva dal punto di vista estetico. Ritengo che lo stile debba sempre prevalere sulla moda stessa. Sono due ambiti distinti.

Quanto è importante seguire un dress code pertinente alla propria figura professionale? Francamente, mi dà fastidio vedere il premier Renzi con indosso solo la camicia senza giacca né cravatta: non rispecchia la sua funzione istituzionale. Così come mi aspetto un determinato outfit da un’hostess dell’Alitalia o un fattorino di Dhl. Leggo, invece, un grande desiderio da parte di molti di vivere in modo comodo e senza troppe regole. Non sono d’accordo. Reputo che vestirsi adeguati all’occasione sia non solo corretto nei confronti degli altri, ma esprima anche un senso di necessaria educazione, oltre a essere gratificante per l’individuo. L’abbigliamento dà inoltre la possibilità di essere identificato dagli altri. Mi piace l’ordine visivo, trovo che le aziende abbiano un codice di immagine e che chi lavora per un gruppo debba fare lo sforzo di interpretarlo al meglio.

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MI DÀ FASTIDIO CHI VESTE IN MODO

NON CONSONO AL PROPRIO RUOLO:

L’EDUCAZIONE NELL’ABBIGLIAMENTO

È GRATIFICANTE PER L’INDIVIDUO

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Armani lancia una stoccata anche ai mass media...
Viviamo in un mondo di grande affollamento mediatico. Chi si occupa di comunicazione e giornalismo spesso ha la necessità di andare un po’ oltre alla rappresentazione della realtà, interpretandola, decodificandola, raccontandola con uno storytelling che deve incuriosire il lettore. È costui, semmai, che deve capire fin dove può spingersi. Del resto, anche i piatti dei grandi chef e ciò che viene narrato televisivamente spesso non è minimamente utilizzabile nella realtà! Ma fa pensare, offre suggerimenti e suscita interesse.

Lei è un’esperta dell’arte del ricevere e delle buone maniere. A fine ottobre uscirà il suo nuovo libro Csaba 5 Seasons (Guido Tommasi Editore). È possibile traslare le dichiarazioni dello stilista anche in tali ambiti? Qual è l’attuale stato dell’arte?
Insisto sull’importanza delle regole, di un sistema di classificazione che, a tavola come nell’abbigliamento, esiste e serve per semplificare la vita, non per complicarla! Non intendo essere né elitaria né snob, tuttavia noto che oggi tante pseudo-esperte, soprattutto in Rete, si riempiono la bocca con parole come “bon ton” e “galateo” senza sapere di cosa si stia davvero parlando. Purtroppo la despecializzazione a cui oggi assistiamo – e che Internet ha solo amplificato – è inficiante nei confronti di mestieri autorevoli, per i quali è stata necessaria una formazione specialistica ad hoc. Dall’abbigliamento al modo di porsi nel mondo, essere moderni e contemporanei non significa non avere considerazione, anche in modo piuttosto strafottente, di certe norme sociali. La libertà individuale finisce dove inizia il rispetto dell’altro.

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