Senza i compratori cinesi, che Milano fashion week sarà?

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Il Coronavirus rischia di fare molto male anche alla moda italiana. Soprattutto durante la Milano fashion week, in programma da oggi fino al 24 febbraio: numerosi compratori cinesi, infatti, hanno dato forfait e la loro assenza potrebbe avere un effetto decisamente impattante. La Camera Nazionale della Moda Italiana, che gestisce la manifestazione, sta cercando di correre ai ripari, organizzando in extremis “Cina, siamo con voi”, iniziativa volta a esprimere solidarietà alle case di moda cinesi che, a causa delle restrizioni di viaggio, non potranno partecipare alle sfilate.

Fra le varie soluzioni messe in campo per fronteggiare il problema, ci sono anche i collegamenti video con gli eventi che si susseguiranno nei prossimi giorni. Un’idea sicuramente buona, ma forse non sufficiente. “Serve a dimostrare che gli siamo vicini ma non credo sarà efficace dal punto di vista delle vendite. Non cambia dal punto di vista pratico. Non è che questi signori faranno ordini guardando le sfilate sul video. Loro vogliono toccare i tessuti”, ha spiegato all’Agi Piero Cividini, fondatore, assieme alla moglie Miriam, dell’omonimo marchio di filati e maglieria di lusso.

Secondo l’imprenditore del cashmere, gli effetti dell’emergenza Coronavirus sulla moda italiana non saranno di poco conto. Specie per le aziende che hanno rapporti intensi con la Cina e i Paesi vicini, come la sua. Cividini stima che nel 2020, la sua impresa, fatturerà il 20% in meno a causa dell’epidemia. Il timore è che i compratori cinesi, che erano quelli che spendevano, annullino ordini già fatti: una situazione non recuperabile perché nel settore fashion ci sono momenti per l’approvvigionamento delle materie prime, altri per la trasformazione e altri ancora per la consegna.