Lusso: come cambia nell'era dell'experience economy

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Il mercato del lusso sta evolvendo, e insieme a lui, i consumatori e le loro esigenze: il cliente diventa sempre più internazionale e globetrotter, crescono i millennial, connessi e digitali, dediti all’omnicanalità e sempre alla ricerca, oltre che dell’esclusività del lusso, di originalità e divertimento. Il negozio si fa sempre più connesso, diventa “phygital”, fornendo al cliente servizi che lo avvicinano al mondo dello shopping online, ma mantenendo le caratteristiche distintive di artigianalità ed esclusività proprie dei marchi del lusso. Queste le principali evidenze che emergono dal White Paper Come cambia il mercato del lusso nell’era della experience economy  elaborata da M-Cube Digital Engagement, gruppo italiano attivo nel retail digital engagement per grandi marchi retail e fashion, che ha fotografato il mercato luxury a livello mondiale e analizzato le tendenze future.

I sette trend topic del lusso da tenere a mente

  1. L’artigianalità assume più importanza dell’estetica: tornano valori quali esclusività, artigianalità, qualità e classicità, essenziali per i consumatori core che attribuiscono loro un peso ben superiore rispetto alla qualità come riconoscibilità del brand e alla componente estetica.
  2. Il “made in” punto distintivo dell’attrazione: la provenienza dei prodotti è una discriminante per l’80% dei consumatori, soprattutto nei paesi emergenti. In questo senso il made in Italy riscuote ancora ampi consensi, superando il primato del Made in France, e posizionandosi ancora come meta preferita per i clienti a livello internazionale.
  3. Il passaparola è un differenziale del business: i 2/3 dei consumatori sono soliti raccomandare e suggerire i propri brand preferiti. 
  4. Gli uomini i nuovi protagonisti dei consumi di lusso: il segmento maschile è in crescita e acquistano per sé ma anche per gli altri, con i regali che rappresentano il 30% dei loro acquisti.
  5. Assortimento e prezzo come binomio che guida l’interesse: il nuovo consumatore effettua molti dei propri acquisti al di fuori del proprio paese, a causa di prezzi più convenienti e maggiore assortimento.  Milano si registra come seconda solo a Parigi come meta di shopping, con Mosca, Singapore e Macao che si avvicinano alle principali città italiane nelle preferenze dei consumatori. 
  6. Localizzazione dei concept store in base alle aree geografiche: i consumatori dei paesi maturi preferiscono negozi specializzati in location esclusive che consentano un’esperienza d’acquisto intima mentre quelli delle realtà emergenti prediligono i grandi flagship store in cui la tradizionale esperienza fisica si fonde con quella virtuale e digitale. 
  7. Convergenza phygital (physic & digital): il mondo digitale influenza oltre il 50% degli acquisti: i clienti si sono abituati a cercare online informazioni e opinioni, molto prima dei prodotti e oltre a un exploit dell’e-commerce, che passerà dall’attuale 5% del totale al 15%.