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Allegro, deciso, che richiama le sfumature del nostro mare, della nostra terra e dei sapori mediterranei. È stato il colore il protagonista assoluto della kermesse Pitti Immagine Uomo, tenutasi a Firenze presso la Fortezza da Basso, dal 19 al 22 giugno. Circa 1.053 i marchi presenti alla 82ª edizione, che attendeva oltre 30 mila visitatori tra cui numerosi buyer da tutto il mondo. Pubblico e acquirenti hanno apprezzato le novità relative alle tendenze del menswear per la primavera/estate 2013, lamentando, tuttavia, alcune carenze da parte dell’organizzazione, specie nei servizi e nelle strutture della location nell’ambito di una manifestazione “rovente”. “WonderFood” il tema scelto per quest’ultimo appuntamento del Salone internazionale: nei vari cortili erano stati allestiti 30 orti e frutteti dalle invitanti primizie, sorvegliati a vista da originali spaventapasseri vestiti di tutto punto. E in fatto di stile e ed eventi, ce n’era davvero per tutti i gusti…

SOLARITÀ MEDITERRANEA

Tra gli stand si sono respirate le atmosfere delle nostre isole e della Costiera Amalfitana grazie a capi e accessori giallo limone, decisamente il colore più in voga, e poi arancio, turchese e fucsia. Cruciani, per esempio, per la prossima primavera/estate s’ispira a eleganti località di mare come Forte dei Marmi, Capri e Taormina per introdurre i costumi da bagno e per le sue preziose maglie che giocano su micro punti, ricercati dettagli e filati leggerissimi come il lino, il cashmere e un inedito cotone super soft, donando una nuova vestibilità.

Puntano sulla leggerezza e il comfort anche Cantarelli (jersey, cotone, lino e canapa, per una sensazione di freschezza e stile impeccabile per la sua “Absolute Light Jacket”) e Fedeli, che crea una maglia di 20 fili di cotone con motivo a treccia completamente realizzata a mano.

Il trend per la prossima estate sarà ancora una volta all’insegna dell’informalità, e della comodità (come si evince dagli accessori: borse decostruite, mocassini ultraflessibili, cinture colorate, tante sneakers e il ritorno dell’espadrillas), ma non certo della trasandatezza. E attenzione a non dare per “finito” il gusto più formale e classico. Nel guardaroba maschile non mancheranno blazer destrutturati, ma sartoriali, e giacche monopetto avvitate per gli amanti del slim fit dal sapore artigianale. Grande cura nei dettagli: asole e cuciture in primis, oltre alle meticolose rifiniture esterne e interne.

Come da Moorer, dove troviamo l’autentico stile “made in Italy” nei giubbini, nelle giacche – particolarmente interessante il modello “Pradof” con tessuto esterno idrorepellente resinato che presenta una leggera imbottitura dall’effetto piuma – nei gilet e nei trench: design d’avanguardia, tessuti pregiati e altamente performanti allo stesso tempo vestibilità impeccabile e massima cura dei dettagli.

 

TESSUTI INEDITI, ELEGANZA INSOLITA

Stesse caratteristiche e analoghi valori si ritrovano senza dubbio in marchi come Lubiam e Lardini. Il primo lancia “Brando”, giacca slim monopetto sfoderata e decostruita in fantasia madras (con sottocollo rifinito a mano e bottoni in metallo con finitura argento antico), sviluppata su una base di lino ritorto: un filato irlandese di altissima qualità, che garantisce una caduta naturale, ma impeccabile. Il secondo brand, invece, punta su un concetto nuovo di eleganza che nasce dall’imperfezione: lo dimostrano capi per i quali, talvolta, i tessuti vengono realizzati con antichi telai a mano per un voluto malfatto e i disegni sono delineati attraverso segni grafici incompiuti. Novità assoluta del brand la “sponge jacket”: la prima dinner jacket in spugna sfoderata con rever e bottoni in raso di seta.

Anche da Aquarama arrivano accostamenti insoliti per le sue giacche: ispirandosi allo stile di vita autentico ed essenziale dei frati francescani, il brand ha presentato la giacca saio, realizzata interamente in juta e rifinita con bordi tagliati al vivo.

E proprio perché la ricerca nei tessuti e dettagli è senza dubbio uno dei fenomeni più forti delle ultime stagioni, dal confronto continuo del lavoro manuale con le forme e i materiali più diversi e la rielaborazione creativa delle tradizioni, all’interno della Fortezza è stata creata “Make”, una suggestiva area allestita dalla rinomata designer Patricia Urquiola. Pezzi unici o piccole serie, con una grandissima attenzione alla cura del dettaglio di interessanti realtà internazionali quali, tra le altre, Chez Dédé, Croots England, Mark/Giusti, Sartoria Cicli, Takizawa Shigeru e Zabattigli Capri. Grazie a moderni trattamenti e tecnologie all’avanguardia i tessuti si trasformano, si mixano, si fondono creando stupefacenti risultati e infinite combinazioni per altrettanti affascinanti risultati.

 

TRA RICERCA HI TECH E NOSTALGIA

Novità sorprendente per la camiceria è stata presentata da Era Milano. Su alcuni modelli, infatti, sono stati applicati dei particolari bottoni trasparenti, apparentemente classici, che cambiano colore (coordinato alle nuance e alla fantasia di ogni singolo capo) quando sono esposti alla luce del sole. Parlando invece di pantaloni (vero tripudio di chino’s e bermuda dai colori vitaminici) il capo “ever-green” rimane il jeans, che da ormai diverse stagioni si reinventa assumendo infiniti aspetti grazie a elaborati tipi di finissaggi e trattamenti. G-Star, per esempio, ha presentato la Raw Denim Dome: una mostra-evento allestita negli spazi della Sala Ottagonale della Fortezza da Basso dove sono stati esposti alcuni ironici capi che si rifanno all’antica divisa austroungarica. Gaudì invece ha scelto di applicare delle lamine al denim trattato (una precedente decolorazione delle tele un successivo trattamento con tinture a freddo nei toni naturali delle terre), mentre Haikure, brand ecosostenibile, ha presentato dei modelli nati in collaborazione con alcuni studenti dell’Accademia della Moda Altieri di Roma, in cotone organico lavati con procedure naturali attraverso effetti laser, trattamenti all’ozono e con pietre che donano un sofisticato effetto “fade”. L’ennesima conferma che il vintage regna ancora sovrano nello sportswear arriva da Brooksfield, dove abbiamo trovato il maglione delavè con collo a cratere il cui effetto sbiadito sembra sia stato creato dal mix di sole e salsedine. O, ancora, da Etiqueta Negra dove i finissaggi dei capi, a partire dalla polo, capo icona del brand, non si limitano all’effetto “sbiadito” ma, grazie a sapienti trattamenti post tintura, donano alle linee profondità e movimento.

E proprio la polo è, assieme alla giacca, il capo che abbiamo visto maggiormente negli stand dei brand presenti. Formale più di una t-shirt, ma meno di una camicia, è il vero passpartout estivo. Più sportiva da Henry Lloyd, Lacoste e North Sails, più formale da John Smedley, il celebre marchio di maglieria inglese fondato dal 1784, in piquet extrafine 100% cotone con collo smacchinato calato, spacchetti sui fianchi rivestiti con fettuccia herringbone, il fil rouge è lo stesso: l’effetto e l’allure vintage.

 

ANNIVERSARI CELEBRATIVI

Diversi marchi, infine, hanno scelto di festeggiare alla Fortezza da Basso del capoluogo fiorentino il proprio anniversario, tra cui Bric’s (60 candeline), Stone Island (con una grande mostra-evento alla Stazione Leopolda e un libro che ripercorrono i 30 anni del brand) e WP Lavori in Corso (che, raggiunti a sua volta tre decenni di attività, ha presentato la prima collezione realizzata per l’iconico brand Baracuta, nuovo acquisto della sua scuderia).Importanti ritorni (come Siviglia e Pirelli PZero) e interessanti “new entry” come Carven, storico brandparigino guest star di questa edizione o l’inglese Ben Sherman, che ha lanciato EC1, un particolare chino proposto in cinque vestibilità e realizzato con tessuti che spaziano dai popeline di cotone ai twill fino allo Spinker Drill, tela di cotone appositamente concepita per le operazioni africane della British Army negli anni ‘40. Da segnalare il debutto di 7 For All Mankind, marchio californiano famoso per il suo denim che ha scelto il palcoscenico di Pitti Uomo per lanciare in Europa la sua linea di ready to wear e gli italiani Gaudì, Manas e Cesare Paciotti.

Grande attenzione, infine, per lo show che più di ogni altro ha richiamato su di sé l’interesse collettivo, la sfilata uomo Valentino PE 2013, e per la presentazione della collezione di Edun, brand eco-fashion creato da Ali Hewson, moglie di Bono Vox degli U2.Pitti Uomo, ancora una volta, si riconferma appuntamento imperdibile per buyer, stampa e appassionati del settore. Appuntamento quindi a gennaio, perché la moda del futuro parte da qui.