Un ambiente del centro benessere dell’Alpenpalace, hotel a cinque stelle lusso nella valle Aurina (Alto Adige). Quasi la metà delle spa italiane è associataa strutture ricettive. Nel 75% dei casi si trovano al Centro-Nord

Crisi o meno. Gli italiani non rinunciano a stare in forma. E oggi più che mai, in una società che mette al primo posto l’aspetto fisico, sono sempre di più quelli che si prendono cura del proprio corpo. Frequentando le palestre. Visitando sempre più i centri benessere. Le spa e i centri termali non sono mai stati cosi gettonati. In un clima di austerità come quello che stiamo attraversando, farsi “coccolare” è un lusso al quale non si rinuncia. E i numeri lo dimostrano. I dati ufficiali (maggio 2010) comunicati dall’Aiceb (Associazione italiana centri benessere) in occasione della quinta edizione della manifestazione più importante al livello nazionale del settore, il Riminiwellness dicono che tra il 2004 e il 2008 le imprese sono aumentate di quasi 6 mila unità (+24%). Sono attualmente 34.542 (incluse le strutture ricettive nelle località termali) di cui il 75% nel Centro-Nord, e impiegano circa 70 mila addetti. I centri benessere (la metà dei quali collegati ad hotel) sono 2.488. Per quanto riguarda il giro d’affari da loro generato, si stima abbia superato il miliardo di euro nel 2009 e raggiunto i 4 miliardi, se si considera anche l’indotto. Secondo un’indagine commissionata da Rimini Fiera, sono 8 milioni i consumatori italiani di fitness e wellness. Si apprende così che gli appassionati spendono soprattutto per le attività di fitness: il 48% degli uomini oltre 50 euro al mese, l’11%, addirittura, oltre 100 euro. Seguono le spese destinate ai trattamenti per la cura della persona: il 32% da 26 a 50 euro, il 27% fino a 25 euro, il 29% oltre i 50. Tra le donne, la spesa destinata a questi trattamenti è maggiore: il 39% spende oltre 50 euro. E sono, ovviamente, le over 44 a spendere di più. Più contenuta è la spesa per i cosmetici, soprattutto tra gli uomini: iI 48% spende al massimo 25 euro, mentre tra le donne il 23% oltre i 50 euro. Non solo gli italiani si prendono cura della propria persona sono sempre di più e sono anche diventati più esigenti di prima. E così negli ultimi anni il mercato del benessere italiano è stato interessato da un notevole sviluppo sia quantitativo che qualitativo. Si sono affermati nuovi modelli di consumo, con una domanda crescente da parte degli utenti di servizi che integrano i trattamenti termali con il fitness, la bellezza e il relax. A confermare questo recente cambiamento è Giancarlo Rossi, presidente dell’Aiceb, che spiega: «Chi si reca in un centro benessere vuole praticare dello sport, tonificarsi, migliorare la propria salute e, soprattutto, acquisire serenità ed equilibrio interiore. In passato a utilizzare i centri benessere sono state principalmente le donne, ma negli ultimi anni è aumentata in modo sensibile l’utenza maschile e quella delle famiglie con bambini. Questo perché da parte dei consumatori si attribuisce un valore crescente al benessere e anche in Italia la ricerca del benessere sta diventando un’esigenza sempre più diffusa. Il wellness è ormai un vero e proprio must che, peraltro, non sembra risentire dell’attuale crisi economica e del calo generalizzato dei consumi».

La forma in palestra

La palestra rimane il luogo prediletto dagli italiani per praticare sport. Ma anche, sempre di più, per socializzare. Soprattutto per chi vive in grandi metropoli come Milano, Roma o Napoli. È il luogo ideale per sfogare le tensioni accumulate durante la giornata. Dalla Federazione italiana fitness (Fif) si apprende che sono circa 7.500 le palestre operanti nell’intera penisola. I frequentatori sono tra i 3,5 e i 5 milioni, di cui circa il 55% sono donne e il 45% uomini. «A eccezione dei club di elite, il cui abbonamento annuale supera abbondantemente la cifra di 1.000 euro, gli abbonamenti oscillano mediamente tra i 300 e i 1.000 euro». In merito alle motivazioni che influiscono nella scelta della propria palestra, Stefano Carlini della Federazione italiana fitness spiega che «principalmente la scelta è influenzata dal fatto che è già frequentata da amici e dal prezzo, oltre che, ovviamente, dalla sua ubicazione». Tra le attività più praticate, ci sono gli allenamenti tradizionali eseguiti in sala pesi e quelli di tonificazione eseguiti nella sala di fitness musicale, solitamente praticati in gruppo. Nel settore olistico dove continua a predominare il Pilates, sta emergendo il walking, allenamento di gruppo che si pratica su un tapis roulant meccanico. Da circa tre anni, nelle palestre più attrezzate, si possono anche fare corsi di “suspension training”. Sono esercizi fatti appesi che intensificano il lavoro dei muscoli. Ma la vera grande novità è il fitness funzionale, ispirato ai movimenti della vita quotidiana.

Il wellness per sentirsi bene

Al fitness, c’è chi, invece, preferisce il wellness. Chi ama farsi coccolare e farsi bello grazie a cure e trattamenti esclusivi eseguiti in spa (salus per aquam), o centri termali. Chi vuole raggiungere l’equilibrio mentale grazie a percorsi termali, trattamenti a base di massaggi, aromaterapia, cromoterapia o perfino tramite una pianificazione nutrizionale appropriata. «Nel wellness rientrano non solo attività per la salute del corpo, ma anche terapie olistiche, per esempio esercizi per la respirazione e la meditazione, provenienti da altre culture, che interessano il corpo, lo spirito, la mente e le emozioni» spiega Giancarlo Rossi dell’Aiceb. A frequentare questi centri non è più soltanto una cerchia ristretta, ma una clientela trasversale che va dall’operaio al libero professionista. Sono persone attente al loro benessere, la cui età oscilla tra i 25 e i 65 anni. Il benessere è diventato una necessità per migliorare salute e qualità della vita e si avvicina sempre di più un pubblico diverso, portatore di modelli di consumi nuovi. La domanda di benessere non riguarda più solo segmenti di mercato caratterizzati da un elevato livello di reddito e cresce la domanda di benessere associata più al divertimento e meno al sacrificio: si preferiscono servizi che integrano cura di sé, alimentazione sana, riposo, attività fisica». Aumenta il numero di donne che ricorrono a trattamenti di bellezza per eliminare i segni dell’età con iniezioni di acido ialuronico o botox. Ma aumenta anche la richiesta da parte degli uomini di trattamenti contro gli inestetismi del viso. Anche la bellezza, d’altra parte, è democratica.

Sempre più spa e palestre
34.542 le imprese del wellness in Italia
+24 % il tasso di crescita del numero di attività tra il 2004 e il 2008
70 mila gli addetti dell’industria del benessere
4 miliardi il giro d’affari complessivo considerando centri benessere, palestre e il loro indotto