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Le imprese italiane di design che operano nelle fasce più elevate dominano il mercato mondiale con una quota di circa il 30%, che raggiunge il 39% nel segmento Pure Design, il più alto. Questi alcuni dei dati emersi dalla prima edizione dello studio Altagamma Bain Design Market Monitor 2015 presentato da Fondazione Altagamma in collaborazione con Bain&Company.

IL VALODE DEL DESIGN MADE IN ITALY. I brand italiani (190 su 360 a livello mondiale) rappresentano 8,3 miliardi di euro dei 29 miliardi registrati nel 2014 dal mercato di alta gamma; ancora più forte la presenza nel segmento Pure Design, dove l’Italia si aggiudica 7 di 18 miliardi. Lo studio, volto ad analizzare le sfide cui sono chiamate le aziende italiane, sottolinea che queste ultime, nonostante la posizione preminente, hanno dimensioni per lo più piccole, sono “molto specializzate e concentrate nella fascia più a monte della filiera”.

LE SFIDE. La sfida per queste realtà, che hanno davanti un mercato che potenzialmente potrebbe triplicarsi, sempre secondo l’analisi, è allora quella di avvicinarsi ai consumatori potenziando il ruolo dei canali di vendita, sviluppando in particolare l’online, ma non solo: occorre sviluppare capacità multi specialistiche e stringere collaborazioni tra imprese, soprattutto per seguire il mercato del contract.

UN MERCATO DA 90 MILIARDI. A livello mondiale lo studio segnala che il mercato del design nel 2014 ha raggiunto 90 miliardi di euro, che arrivano a 360 se si include il mercato unbranded per la casa; il segmento Core Design, con 29 miliardi, “si è avvicinato ai livelli pre-crisi”. I risultati positivi registrati lo scorso anno sono attribuibili al “rimbalzo del mercato americano”, cresciuto del 6%, al “miglioramento di quello europeo (+1%), alla crescita dei Paesi emergenti (+6-7%) e al crescente ruolo del segmento contract (+15%)”.