Carlo Bianchini, amministratore delegato di Coty Italia

«Abbiamo la fortuna di lavorare in un comparto che regala sogni, emozioni, gioia e questo ci consente di affrontare anche i momenti più difficili con positività». È così che Carlo Bianchini ha imparato a navigare controcorrente. Senza nascondersi di fronte alle difficoltà. «Nel corso del 2013 anche il mercato del beauty, che vale circa 2 miliardi di euro (in Italia, nelle profumerie, ndr), ha registrato una chiusura negativa con investimenti in pubblicità che si sono assestati al valore più basso dell’ultimo decennio. Ritengo che il cambiamento in atto da due anni rifletta una vera e propria evoluzione negli stili di consumo». Che fare? «Le nostre ricerche», dice il manager che guida il business delle due divisioni, Beauty e Prestige, della filiale italiana di Coty, «si stanno concentrando su questo fenomeno con l’obiettivo di capire al meglio le tendenze e di definire le migliori risposte. Ed è così che abbiamo individuato fenomeni come lo spostamento dei consumi verso formati di taglia maggiore grazie al più conveniente rapporto fra prezzo e unità di misura». In un contesto in cui tutti i comparti principali stanno faticando, Coty riesce però a vantare alcune tendenze positive. «Il brand ultraprestige Chloé, per esempio, sviluppa performance in controtendenza grazie alla qualità del progetto che trascende la situazione del mercato. E se passiamo al make up, il low budget brand New York Color è quello con il più alto tasso di crescita degli ultimi tre anni». Il successo, per Bianchini, si fonda su due pilastri: un portafoglio prodotti che copre con marchi leader tutte le categorie e un corretto posizionamento distributivo per canale e insegna, con il rapporto qualità prezzo più coerente. «La mia parola d’ordine è partnership con i nostri clienti per garantire forte focalizzazione sul consumatore finale: è quest’ultimo il vero riferimento, colui che decreta il successo o l’insuccesso di ogni nostra iniziativa. Tutti noi dobbiamo essere fortemente concentrati su di lui: dobbiamo studiarlo, anticipare le sue esigenze, coccolarlo, invogliarlo a entrare nei punti vendita per vivere la più piacevole esperienza d’acquisto».

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