La gioia incontenibile di Sebastian Vettel dopo il trionfo di Sepang

«Sì, ragazzi! Mi senti, mi senti? Grazie mille ragazzi, grazie, grazie, GRAZIE! Dai! Forza Ferrari!». Arrivano molte cose inaspettate, dal secondo GP stagionale di Formula Uno. La prima, la più importante, è la notizia che la Ferrari sa ancora vincere; era dall’autunno che il Cavallino pareva aver fatto giganteschi balzi in avanti, ma pensare di essere davanti alle Mercedes dal secondo weekend di corse? Pura fantascienza. La seconda, la più pragmatica, è la quarta piazza di Kimi Raikkonen, partito undicesimo in griglia e finito, sfortunatissimo, in fondo a tutti dopo una foratura.
Ma la terza, la più bella, è la voce di Sebastian Vettel, pilota pulito, preciso, teutonico, che ci arriva sotto forma di un urlo liberatorio senza precedenti. Vettel grida, come il più scalmanato dei fan di Maranello, alle orecchie degli ingegneri della Rossa , esprimendo una gioia incontenibile...
ed esprimendola tutta in italiano. Tutta.

L’URLO DOPO LO ZIG ZAG. «Mi senti? Mi senti?». Ti sentiamo, Seb, e che quella di ieri non fosse una vittoria come le altre - in fondo in carriera ne hai già collezionate 40, una meno di quelle ottenute dal leggendario Ayrton Senna – lo si era capito da come hai tagliato il traguardo, a zig zag, disinteressandoti del tempo dell’ultimo giro. Come la Ferrari, non vincevi dal 2013, e da come salti sul palco dei vincitori, si vedeva che la voglia di tornare sul gradino più alto del podio era molta.
L’urlo liberatorio che ci regala il team radio , uno strumento solitamente portatore di rigide e asciutte comunicazioni tecniche fra piloti e ingegneri, vale da solo l’essersi alzati presto la domenica mattina. Gli ingegneri di Maranello urlano in un maccheronico inglese, ma Seb risponde in italiano: un impegno, quello verso la nuova lingua, che avevamo già imparato ad apprezzare nelle scorse settimane.

MONDIALE DIFFICILE, MA POSSIBILE. Michael Schumacher, l’ultimo ad aver fatto suonare l’inno italiano dopo quello tedesco, era un pilota forse superiore, ma non ha mai mostrato l’entusiasmo che Vettel ha portato sul podio di Sepang: una gioia molto poco dignitosa, molto poco tedesca, italianissima, quasi folle. E per una sola vittoria, in un GP favorevole alle Rosse , che appaiono comunque ancora distanzi dalle Mercedes di Hamilton e Rosberg. I due restano favoritissimi per la lotta al titolo, ma la Ferrari c’è. E quando vince Vettel – perché Kimi è un campione del mondo, ma la simpatia italiana non lo contagerà mai – sa anche godersela molto di più. In italiano.
«Dai! Forza Ferrari!».