Roma e non solo, l'Italia non è un Paese per stadi

Il progetto dello stadio della Roma

No allo stadio della Roma. Come era stato no alle Olimpiadi. Certo, lo stop imposto dalla Giunta Raggi non è ancora definitivo, ma ormai la sensazione è che la sindaca del Movimento 5 Stelle difficilmente darà il via libera a un progetto bollato come speculazione da buona parte dei suoi sostenitori.

Problemi idraulici, di sicurezza stradale, di funzionalità e con il solido depuratore: contano poco qui le motivazioni, in attesa di vedere se in un mese i progettisti riusciranno a rimediare a tutte queste eccezioni. Il parere negativo con riserva agita un po' tutti, ma non la Eurnova di Parasi che potrebbe intentare causa al Comune per danni. E di questi tempi, non c'è polizza che possa salvare Virginia Raggi dall'ennesima bufera.

La questione, per una volta, non tocca però solo Roma. Con l'eccezione di Torino – dove la Juventus ha costruito il suo Stadium e sta lavorando per il rifacimento dell'area della Continassa, mentre il Torino ha varato il rilancio del Filadelfia e occupa l'Olimpico – i nuovi stadi non hanno vita facile in Italia. Il Sassuolo ha rilevato l'impianto del Giglio trasformandolo nel Mapei Stadium, ma a Reggio Emilia. Persino a Udine, dove la famiglia Pozzo ha presentato un progetto bello e funzionale, ci si è riuscito a incartare all'ultima curva al momento di dare il nome all'impianto: «Non si può rinunciare al Friuli», hanno deciso le istituzioni partorendo un ibrida denominazione “Friuli Dacia Arena”.

Stadio-Milan-Portello

Il progetto dello stadio del Milan al Portello

Ci aveva provato il Milan, ma dopo aver vinto la gara per i padiglioni della vecchia Fiera, il club rossonero si è tirato indietro davanti agli extra-costi di bonifica dell'area e alle prime proteste degli abitanti del Portello. Così l'Inter, dopo aver vagliato diverse opzioni tra cui il trasloco a Pioltello, ha deciso di investire nel rinnovamento di San Siro, già abbellito per la finale di Champions League. Anche il Napoli è riuscito finalmente a ottenere importanti investimenti nel San Paolo, lo stadio che a ogni ispezione Uefa faceva tremare i polsi per il futuro europeo degli azzurri. La Lazio sognava di uscire da Roma, ma sentito l'andazzo forse punterà al rilancio del Flaminio abbandonato dall'Italrugby.

Il Mondiale tedesco ha rivoluzionato il panorama degli stadi in Germania, aiutando la crescita dei club. Lo stesso ha fatto la Francia grazie agli Europei. L'Italia di questo passo non vedrà grandi eventi per molti anni, ma i segnali sono pessimi anche per i club più piccoli. La Fiorentina ha appena depositato il progetto di un nuovo stadio, ma ci sono voluti anni per digerire il no alla Cittadella viola. Genoa e Samp sognavano le tribune vista mare, si sono dovute accontentare di spendere per migliorare il Marassi. L'unica buona notizia recente arriva da Frosinone, dove l'amministrazione comunale ha lasciato il passo ai privati: dieci milioni di investimenti in campo di 45 anni di gestione. Quando era stata avviata la costruzione del Benito Stirpe per abbandonare il vecchio Matusa? Negli anni Settanta...