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Un’immagine della serata

«Signori, benvenuti a casa». Inizia con queste parole, pronunciate dal Presidente Andrea Agnelli, la nuova avventura della Vecchia Signora nella sua nuova casa, lo Juventus Stadium. «Siamo decine di milioni nel mondo - continua il Presidente - siamo milioni in Italia e siamo centinaia di migliaia in questa città. Oggi scriviamo un nuovo capitolo di questa leggenda. Una leggenda che supera amarezze e gioie, che supera i presidenti e i calciatori, una leggenda che ha scaldato i cuori di intere generazioni. Una leggenda che oggi entra in casa sua: la Juventus». Una nuova casa da 41mila posti, ieri completamente esauriti. La scheda tecnica dello stadio Come previsto, ad affiancare Andrea Agnelli nel taglio del nastro, portato in campo da Cristina Chiabotto, un altro juventino doc, il sindaco di Torino Piero Fassino. Ma la solennità del taglio lascia presto spazio allo show. Introdotto dal dj Linus comincia con un omaggio ai colori della squadra, con giraffe zebrate, suoni della savana, percussioni. Oltre 400 figuranti ballano all’unisono. Uno spettacolo molto suggestivo dove le grandiose coreografie, gli effetti speciali e i colori sono tutti costruiti per stupire, ma sempre nel segno della continuità rispetto alla storia e alla tradizione bianconera. E così scorrono le parole di Boniperti e Del Piero, le immagini di Gianni e Umberto Agnelli, e l’enorme numero 6 dedicato a Gaetano Scirea.

Dal passato al presente, alle dieci, con un po’ di ritardo sul programma della festa finalmente si passa al calcio giocato. In campo la Juventus e la squadra più antica del mondo (dopo lo Sheffield) il Notts County, quella che le regalò le maglie bianconere nel 1903 e oggi gioca in terza divisione. Un gol per parte, che segna alla fine della gara un pareggio che rimarrà sempre il primo risultato della prima partita dello stafio. Vincere è importante, l’unica cosa che conta (parola di Boniperti), ma per questa sera va bene cosi.