Vittorio Brumotti

Vittorio Brumotti

Sulla tua pagina ufficiale parli di un impero su due ruote, ipertecnologico, creato da te e dal tuo staff: la “100’’% Brumotti Enterprise”…
Praticando uno sport estremamente di nicchia, mi sono dovuto inventare delle imprese da record proprio perché diventassero un faro puntato su di me e perché venissi conosciuto dalla gente. Per differenziarmi dagli altri atleti rider, mi sono concentrato sull’altezza dei posti su cui “saltellare” con la mia bici. Il record che mi sta più a cuore? Quello messo a segno all’Aguglia di Cala Goloritzè (Og) nel 2010: 71 saltelli su un mq, a 143 metri sopra il livello del mare.

Quali altre sfide ti attendono, televisive e sportive, sempre ad alto tasso di adrenalina?
A settembre ho ricominciato con Striscia la Notizia . Il prossimo anno parteciperò a molti eventi, tra cui il Giro di Dubai e la Parigi-Roubaix… E poi il Web, ottenendo più visite possibili ai video online delle mie performance. Inoltre ho disegnato una bici che realizzerà un telaista di mia fiducia. Con il tempo potrei anche commercializzarla creando una mini-serie ad hoc, ma solo con le dovute premesse e condizioni. Come diceva il grande Hannibal Smith di A-Team: “Adoro i piani ben riusciti”! Senza contare che una bella sfida quotidiana è fatturare sempre di più, ogni anno, rispettando le regole del nostro Paese. Portare avanti un business pulito, regolare, nella Penisola alla fine è come segnare un altro record da Guinness!

In questi anni hai messo a segno anche una serie di partnership di successo…
Sì, mi sostengono una decina di imprese e, insieme a quello dei fan, il loro supporto è fondamentale. Tra queste ci sono brand del calibro di Bianchi, per esempio, il cui dipartimento ricerca e sviluppo ha creato una bicicletta ad hoc per supportare al meglio le mie esibizioni e gare. E poi Sbs, con cui porto avanti attività di comunicazione e licensing. Soddisfacendo le mie esigenze di essere sempre connesso pur in continuo movimento fisico sulla sella il marchio ha creato ad hoc un vero e proprio kit di accessori per il mio cellulare. Così è come se avessi l’ufficio sempre con me sulla mia bici.

Nella primavera 2012 è sfumato il tuo sogno di scalare l’Everest per un’autorizzazione negata dal governo nepalese. Ci riproverai?
No, a livello legislativo e burocratico su quel fronte è tutto bloccato. Ma ci sono tantissime altre montagne da scalare… Nella mia testa ora c’è il Monte Bianco: 4.810 metri d’altezza. Io e il mio staff stiamo aspettando le dovute autorizzazioni. E poi, con la mia bici da corsa, mi sto allenando a compiere il Giro della Morte: faccio le prove in Liguria, dove ho creato una piscina ricoperta di gommapiuma…

A proposito di «essere stato progettato in Liguria», come ami presentarti. La voglia di superare ostacoli sempre più difficili, quanto rientra nel tuo Dna e quanto è stata una risposta al contesto in cui sei cresciuto?
Fa parte della mia natura, ma anche del Dna della mia gente. Magari, di primo acchito, noi liguri risultiamo poco cordiali, ma certo non ci perdiamo in chiacchiere, badiamo al sodo. Siamo di poche parole, e intanto lavoriamo duramente, mantenendo un basso profilo e rimboccandoci le maniche. Si è visto anche dopo i disastri alluvionali…

Pensando a te, però, viene difficile immaginarti calmo, in silenzio…
E invece stare da solo, saltare, creare ogni giorno qualcosa di nuovo è un’alta forma di meditazione. Credo fermamente in Gesù Cristo, ma rientra nei miei recenti interessi culturali la filosofia buddista, un pensiero che insegna a trovare la pace interiore e aiuta a coltivare una propria vena altruistica. Lo considero uno stimolo molto importante anche per un imprenditore.