Grandi manovre per i Mondiali di calcio del Qatar

Qatar, sogno mondiale tra petrodollari e deserto. Il Mondiale di calcio del Qatar sarà ricordato come una edizione “rivoluzionaria” sotto il profilo degli investimenti economici, a partire da quei 250 miliardi di euro, già previsti non solo per costruire gli stadi della Fifa World Cup 2022, ma, soprattutto, per fornire una immagine moderna di questo Stato.
L’organizzazione dell’evento iridato prevede la realizzazione di 12 stadi in sette città (per circa 4 miliardi di euro): l’Al Shamal stadium (Al-Shamal), il Lusail Iconic (Al-Daayen), l’Al-Khor stadium (Al-Khor), l’Umm Salal stadium (Umm Salal), l’Al-Rayyan, l’Education city, l’El Gharafa e il Khalifa stadium (Al Rayyan), il Doha Port, lo Sports city e il Qatar University stadium (Doha) e l’Al Wakrah stadium (Al-Wakrah). Tutte le arene calcistiche avranno impianti di raffreddamento a emissioni zero, grazie all’utilizzo di tecnologie solari per garantire che la temperatura non superi mai i 27° C, assicurando ottimali condizioni di gioco e un ambiente confortevole per i tifosi provenienti da tutto il mondo. Gli stadi saranno collegati al sistema autostradale del Qatar, e, per offrire un comodo accesso agli spettatori, alcuni potranno essere raggiunti anche grazie all’utilizzo dei taxi d’acqua. Tra i vari progetti ancora allo studio, anche l’ipotesi di uno spettacolare impianto galleggiante che, una volta concluso il torneo, potrebbe essere utilizzato lungo le coste africane o arabiche per ospitate match internazionali di calcio. Sempre il Qatar vorrebbe progettare almeno quattro di questi 12 stadi come impianti smontabili, da ricostruire nei Paesi in via di sviluppo, in modo da lasciare una eredità tangibile in Africa e nell’area mediorientale degli investimenti messi in campo.

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