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La fortuna non c'entra

La fortuna non c'entra Torna a Freccette sport batte pandemia
Venerdì, 25 Settembre 2020

All’inizio del secolo scorso, quando i giochi d’azzardo erano vietati nei pub inglesi, un certo Foot Anakin, gestore di un locale di Leeds, fu denunciato per aver organizzato un torneo di freccette, con l’accusa che si trattasse proprio di azzardo.

Il giorno del processo, per difendersi, il barista si presentò in aula con un set di freccette e un bersaglio, ottenendo il permesso di sistemarlo e tirare: centrò tre volte lo spicchio del 20, poi chiese chi volesse provare a fare altrettanto. Il giudice ordinò a un giovane messo di tentare l’impresa, ma il ragazzo mancò il bersaglio con le prime due freccette e la terza lo sfiorò appena.

A questo punto il giudice chiese all’imputato se potesse farlo di nuovo e il barista centrò ancora il 20, per tre volte. A quel punto tra la meraviglia del pubblico in aula risuonarono le storiche parole del giudice: «Questo non è un gioco d’azzardo», e la causa venne archiviata.

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