La Jaguar F-Pace rappresenta il debutto della casa inglese nel settore delle Sport Utility Vehicle

Sull’impero dei Suv continua a non tramontare il sole, le berline sono tornate dall’oblio in cui le avevano confinate i designer e le loro mutevoli matite, mentre le station wagon che erano state date per estinte battono un colpo, naturalmente dopo essersi adeguate ai tempi che corrono. Queste, in estrema sintesi, le tendenze emerse dall’edizione 2015 del Salone di Francoforte, che ha fatto segnare il record di più di 100 anteprime mondiali e mille espositori, provenienti da 40 Paesi. Altri punti di discussione emersi al salone tedesco sono state le cifre faraoniche (si sussurra decine di milioni di euro) spese da Audi, Bmw e Mercedes per dare vita ai loro sfarzosi mausolei; la crisi cinese con l’introduzione del politically correct, che sta tagliando di oltre il 30% l’acquisto di beni di lusso da parte dei milionari ex comunisti; il nuovo record annuo di produzione di veicoli nel mondo, che sfiora i 90 milioni di pezzi; il duello per la vetta della classifica dei costruttori tra Gruppo Volkswagen e Toyota, che vendono oltre 10 milioni di “pezzi” ciascuno; la ventilata alleanza tra General Motors e Fiat Chrysler, che darebbe vita al super colosso mondiale delle quattro ruote.

La regina della rassegna, tuttavia, come sempre avviene, appartiene al regno dei sogni di chi vorrebbe il massimo ma, ahilui, non se lo può permettere. E porta, noblesse oblige, le insegne del Cavallino Rampante, perché a Maranello hanno tirato fuori dal cilindro l’ennesimo prodigio sotto forma della 488 Spider. Le sue esagerate caratteristiche? Seicentosettanta cavalli, tanto per gradire, e poi tre secondi per passare da zero a 100 all’ora e 8,7 per arrivare a quota 200. Una pin up Ferrari che si potrà godere solo l’élite dei Paperoni, tanto quanto un’altra italiana (a proprietà tedesca) ipercattiva, la Lamborghini Aventador Lp 7504 Superveloce Roadster

Meglio, quindi, tornare alle auto destinate a noi “diversamente ricchi” come la Jaguar F-Pace, prima sport utility della casa inglese. «La volevamo piacevole da guidare, ma anche comoda e rilassante», spiega Mike Cross, Chief Engineer in quel di Coventry, che aggiunge: «Appena ci si entra si capisce che è un ottimo posto dove stare…». Lasciato il progettista e il suo aplomb anglosassone, e sottolineato che la Maserati Suv Levante sta per essere prodotta nello stabilimento di Mirafiori e sarà presentata in gennaio a Detroit, che la Mercedes Glc Coupé lanciata a Shanghai comincia le vendite con una specie di mosca cieca sui social in Italia, ecco un altro Suv, stavolta compatto, firmato Kia e battezzato per la quarta volta Sportage. Il design è coraggioso, ben lontano dal manierismo che ha caratterizzato per decenni le Case coreane, ma la vera sorpresa sono i materiali utilizzati per realizzare gli interni, che sono di categoria silver, se non gold, a fronte di un prezzo che si annuncia alla portata di moltissime tasche.

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LE BERLINE SONO TORNATE

DALL'OBLIO

E PURE LE STATION WAGON,

DATE PER ESTINTE,

BATTONO UN COLPO

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Contrariamente a quello che è stato definito «il Suv più lussuoso e veloce del mondo», la Bentley Bentayga, che prende il nome da una formazione rocciosa dell’isola Gran Canaria. Si strizza l’occhio, dunque, al popolo dell’offroad, anche se quando si parla di un’auto che, a spanne, costerà 200 mila euro il popolo c’entra come i classici cavoli a merenda. Comunque chi è tanto pazzo da andare per pietraie con una Bentley da 301 km/h ha la garanzia di poterlo fare con le nobili terga assise su sedili cuciti a mano. E se non si è proprio un rallysta finlandese, non c’è problema, dato che una decina di dispositivi di assistenza alla guida rimediano finché è possibile agli errori di chi sta al volante. Un’ulteriore finezza è il sistema di infotainment che si comanda a gesti proprio come un fedele famiglio. Qui i cavalli sono circa 600, ma non è il caso di bullarsi perché in certi ambienti rischi di trovare quello che si è prenotato una Lyons Streamliner, la megacar artigianale made in Usa che di purosangue sotto il cofano ne ha ben 1.700… Sempre in tema di Suv, Francoforte ha tenuto a battesimo la seconda generazione della Volkswagen Tiguan, dimagrita di 80 chilogrammi e disponibile anche nella versione ibrida con la tecnologia Plug-in. Per gli smanettoni tradizionalisti sarà comunque bello sapere che al top della gamma c’è la Gtd con un 2 mila biturbo da 240 cavalli. Roba forte per piedi pesanti, insomma, solo in apparenza. L’esatto contrario di una vettura per tutta la famiglia.

E, a proposito di famiglie più o meno tradizionali, a Francoforte si è riaffacciata con forza la station wagon, data troppo presto per spacciata sotto i colpi delle crossover e di altre assortite tipologie di auto contemporanee. Le più fulminanti per bellezza e razionalità? L’Audi A4 Avant e la Renault Talisman Sportour. Il modello di punta della Casa dei quattro cerchi rivendica la sua modernità con un coefficiente di penetrazione aerodinamica di 0,26, quasi un record assoluto per la categoria, con il massimo equilibrio nel rapporto tra qualità e prezzo incarnato dalla 2.0 Tdi da 150 cavalli, quotata nel fixing del listino Audi 38.250 euro. Dalla Francia, invece, arriva una familiare 2.0 che strizza l’occhio alle generazioni che hanno dimestichezza con la PlayStation: con un joystick si passa in un batter d’occhio dalla modalità comfort, quella con bimbi a bordo, all’assetto Sport che ti fa tornare ai tempi in cui eri single…

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SE SIETE TIFOSI DI SPIDER E COUPE',

NON TEMETE, FRANCOFORTE

HA SFORNATO NUOVO PANE

ANCHE PER I VOSTRI DENTI

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La vera inversione a U di Francoforte è però stata il prepotente ritorno delle berline, sia pur rivisitate in molti modi. L’Opel Astra, per esempio, un nome giunto alla generazione numero 11, che aumenta le prestazioni e riduce i consumi grazie a una cura dimagrante da 200 chilogrammi, e una chicca made in Italy, la nuova Giulia Alfa Romeo, finalmente a trazione posteriore (o, meglio ancora, integrale). Si sa, il lustro del marchio del Biscione nell’ultimo ventennio ha perso parecchi pezzi per strada, ma forse questa è davvero la volta buona, almeno a giudicare dalle reazioni del pubblico della rassegna tedesca.

Siete tifosi delle spider e delle coupé e fin qui non avete trovato soddisfazione alle vostre brame? Niente paura, Francoforte ha sfornato nuovi pani anche per i vostri denti. Per esempio, Citroën mostra per la prima volta una concept car ispirata alla Mehari, la Cactus M, con la quale propone una rivisitazione “outdoor” di una scoperta che trasudava voglia di mare e gioia di vivere. E poi Mercedes con due modelli presentati in anteprima assoluta. La “scoperta” è della Classe S, la sportiva della C, entrambe trasudano da tutti i pori della carrozzeria il lusso e la razionalità che si convengono a novità con la stella a tre punte sul cofano. E se la coppia di Stoccarda vi pare troppo impegnativa, fate un pensierino alla sorellina che di cognome fa Smart: la nuova cabrio in formato lillipuziano ha tutte le carte in regola per diventare, nel 2016, la reginetta di tutte le movide nostrane.