Solo pochi mesi fa, a Napoli i Carabinieri, dopo un buon numero di appostamenti con le telecamere, hanno scoperto un impressionante giro di revisioni false, pianificate a "tavolino", con software illegali su ben 4.000 automobili. Un numero davvero impressionante, basti pensare che l'indagine è avvenuta solo in una parte della città. Dopo essere stati pizzicati dalla Polizia, i proprietari delle autovetture dovranno ripetere l’operazione, oltre ovviamente alla sanzione da pagare, che può andare da 398 a 1.596 euro. 12 sono le persone denunciate per falsità ideologica in certificati, sostituzione di persona e frode informatica, appartenenti a otto centri di revisione della città partenopea. Anche nel mese di febbraio dello scorso anno, sempre a Napoli, furono denunciate penalmente per falso ideologico altre 13 persone e vennero scoperte ben 1.578 revisioni effettuate da un tecnico che era deceduto. A novembre 2011 la Polizia stradale di Cosenza sequestrò 7 centri di revisione, denunciando 21 persone fra titolari e tecnici degli stessi, ritirando 1.500 carte di circolazione falsificate. Anche a Cuneo, sei anni fa, la Polizia Stradale scoprì un giro di revisioni false denunciando 16 persone di due centri di revisione per falso ideologico, corruzione e truffa. All'interno di queste officine, la revisione veniva completata nel giro di pochi minuti, grazie ad un software pirata col quale venivano stampate nel giro di pochi minuti ricevutefalse che poi il titolare dell'autovettura avrebbe applicato sulla carta di circolazione. La cosa più grave, ovviamente, era che le vetture non venivano minimamente controllate, e che probabilmente non rispettavano affatto i parametri di sicurezza stabiliti, diventando un pericolo per la circolazione. Inutile ricordare che, a luglio 2013, in uno degli incidenti stradali più gravi nella storia del nostro Paese, che causò la morte di 38 ragazzi in gita scolastica, un pullman precipitò in Irpinia da un viadotto dell’autostrada per lo scoppio di un pneumatico e mancato funzionamento dei freni: l’inchiesta successiva portò all’arresto del titolare della ditta che noleggiò il bus e di due dipendenti della Motorizzazione per aver falsificato la revisione obbligatoria del mezzo. Questo per far capire quanto è importante fare la revisione in un centro autorizzato e avere così la certezza di viaggiare in totale sicurezza, sia per noi che per terze persone. Da "oggi" però sarà più difficile fare una revisione fai da te, infatti, il Ministero ha introdotto una nuova normativa, molto più severa e stringente e già in vigore da poco: la nuova piattaforma software “MCTCNet2”, grazie alla quale le operazioni di revisione devono obbligatoriamente essere effettuate sotto l’occhio di una telecamera che riprende il veicolo in esame e la sua targa, trasmettendo i dati in tempo reale al Centro della Motorizzazione che, verificata la coerenza e la sincronia delle varie rilevazioni strumentali, a conclusione delle stesse emette il fatidico tagliando di esito positivo.