Nel 2014, le auto di segmento B hanno toccato il punto più basso degli ultimi dieci anni in Europa: 2,6 milioni le unità vendute, pari al 22,5% del totale. Per l'anno in corso, i dati sono in leggero aumento, ma l'analisi effettuata dagli esperti della IHS Automotive riserva poche speranze in una ripresa importante per i prossimi anni. Il fattore che incide maggiormente è il "boom" dei crossover, che dopo aver surclassato le station wagon e aver quasi messo "al tappeto" le monovolume, stanno mettendo in discussione da qualche anno anche una delle tipologie di auto più apprezzate in Europa, le utilitarie. La controprova l'abbiamo dai numeri: i crossover sono infatti cresciuti del 54%, nel 2014, a quota 761.087. E il meglio deve ancora venire: Ian Fletcher di IHS prevede che il numero dei crossover possa ancora incrementare nei prossimi anni, toccando il milione e 300 mila immatricolazioni entro il 2020. Questo dato fa capire però che il mercato ma soprattutto l'economia globale poco per volta sta incrementando, permettendo al cittadino di "mirare" a vetture più importanti sotto l'aspetto meramente economico. Altri numeri interessanti all'interno del segmento B riguardano la ripartizione percentuale delle motorizzazioni: la sempre più diffusa offerta di motori sovralimentati da parte delle Case sta convincendo i clienti. Se nel 2011 erano il 33% i turbo venduti, nel 2014 hanno rappresentato il 49% del segmento, di cui il 37% a benzina. Per contro i motori aspirati caleranno dalle 2,77 milioni di unità del 2014 a 2,38, sempre entro il 2020. A vantaggio dei piccoli benzina turbo giocano le normative europee sull'inquinamento, sempre più restrittive e limitanti per le motorizzazioni diesel.

Top Five Crossover in Italia

1. Nissan Qashqai 7.535 unità (+19,6%)
2. Renault Captur 6.472 unità (+48,4%)
3. Opel Mokka 6.395 unità (+121,5%)
4. Peugeot 2008 5.159 unità (-1,2%)
5. Dacia Duster 5.111 unità ( +68,8%)

Fonte: UNRAE