Sergio Marchionne

Sergio Marchionne

L’appuntamento era troppo importante per mancare. Dopo il successo ottenuto negli Stati Uniti con Chrysler (con tanto di complimenti del presidente Barack Obama e standing ovation dei dipendenti) Sergio Marchionne si presenta a Mirafiori per partecipare all'incontro con i sindacati sul futuro produttivo dello stabilimento. Nel corso del suo discorso l’amministratore delegato di Fiat è tornato sul “Qui si fa, in Italia si parla” toccato in Indiana martedì scorso. “Non voglio fare paragoni sono Paesi completamente diversi, storicamente, culturalmente e anche per le caratteristiche del lavoro – sottolinea - Ma penso che ci sia un elemento che vale a livello universale ed è il fatto che si possono raggiungere traguardi incredibili se c'è la volontà comune, se c'è la voglia di fare e di cambiare il proprio destino. In questo senso, credo che Torino e Mirafiori siano il luogo ideale per avviare un percorso del genere. Qui, la cultura del fare è qualcosa di solido e radicato”. Insomma, bisogna rimboccarsi le maniche per ottenere quel successo raggiunto negli Stati Uniti.

Marchionne provoca, il sindacato risponde

“Iniziamo a scrivere qualcosa di reale, di concreto”
Per Marchionne l’incontro di oggi serve per “ripartire da un foglio bianco” per poter scrivere finalmente “qualcosa di reale e concreto. “Se condividiamo questa visione – spiega – è il momento di smettere di parlare e iniziare a lavorare per renderla vera”. Massima apertura anche a un confronto coi sindacati, “ma una cosa deve essere chiara e condivisa sin dall'inizio – sottolinea Marchionne –. Dobbiamo impegnarci, tutti quanti, per garantire le migliori condizioni di governabilità dello stabilimento. ”Una volta raggiunto un accordo su queste modalità, dobbiamo rispettarlo.

Politica fuori dalla porta
L’appello di Marchionne ai sindacati è quello di “stringere i tempi il più possibile. Non possiamo permetterci di passare mesi a discutere, ci sono ragioni industriali che non possono aspettare. Ci sono anche ragioni di serietà e responsabilità che spingono verso una soluzione rapida”. Anche per questo motivo la politica “deve rimanere fuori dalla porta” e “gli estremismi lontani dalla fabbrica. Portiamo anche la disponibilità a rinunciare a qualcosa , nessuno escluso, in vista di un obiettivo più alto di un titolo su un giornale”.

Jeep e Alfa Romeo nel futuro di Mirafiori
Per quanto riguarda il futuro dello stabilimento di Mirafiori il manager italo-canadese ha annunciato che I modelli prodotti saranno vetture di punta di Jeep e Alfa Romeo, “i marchi più internazionali che abbiamo nei nostri due gruppi e che hanno potenzialità di sviluppo sul mercato globale”. Dagli Stati Uniti sarà introdotta una nuova piattaforma che “servirà per produrre Auto e Suv di classe superiore. Oggi è diventata la piattaforma universale comune ai due gruppi, da cui nasceranno tutte le future vetture dei segmenti C e D, automobili e suv”. La produzione annuale sarà di 280 mila vetture “più di 1.000 auto al giorno” che comporterà “la saturazione degli attuali addetti e aprirà anche la strada a una possibile crescita occupazione. Noi siamo disponibili - ha concluso Marchionne - a partire subito per mettere in pratica il progetto per Mirafiori. Se lo finalizziamo in tempi rapidi, saremo in grado di adeguare l'impianto alle nuove produzioni nel giro di un anno e mezzo. In questo modo, potremo rispettare i tempi previsti per il lancio commerciale di futuri modelli Jeep e Alfa Romeo, che potrà avvenire nel corso del terzo o al massimo del quarto trimestre del 2010”.