Panamera, Porsche

La quattro porte Panamera,l’ultima nata in casa Porsche

L’auto aziendale in cima ai desideri della upper class in questo fine 2010, inizio 2011? Senza alcun dubbio l’Audi A7. La vogliono tutti, soprattutto i capi che sovente si mettono al volante al posto dell’autista. Perché la nuova Audi A7 promette di consumare poco e di inquinare poco. Tutto vero ma tutto anche relativo: le macchine dei capi consumano molto meno, in rapporto alla potenza, alla cilindrata, al peso, rispetto a 20 anni fa. Le emissioni sono diminuite di oltre il 90% (i diesel hanno sempre il problema del particolato) e i consumi si sono dimezzati. Perché le grandi Audi e Bmw, Mercedes e Maserati, Ferrari e Porsche, Range Rover e Jaguar, Lexus e Infiniti, i marchi in cima alle classifiche del gradimento da parte di amministratori delegati e presidenti, sono equipaggiate con dispositivi più efficienti per sfruttare ogni grammo di carburante. Hanno il recupero dell’energia in frenata, lo stop&start, il catalizzatore che immagazzina gli ossidi di azoto. Non manca l’offerta di soluzioni ibride (motori elettrici abbinati a propulsori a benzina).

Il cruscotto Hi Techdella Ferrari California Hele

Qualcuno, paradossalmente, è arrivato a dire che per salvare il pianeta bisogna mettersi al volante della nuova Ferrari California Hele (High Emotions, Low Emission), presentata a Parigi lo scorso ottobre. La prima cabrio Ferrari a 2+1 posti, con il tettuccio a scomparsa in metallo, tanto facile da guidare e affidabile al punto da venire ormai considerata un’alternativa alla Porsche 911 Turbo (altro modello che piace agli ad e ai direttori commerciali che amano girare senza autista). La California Hele, grazie a stop&start, utilizzo intelligente del clima, ottimizzazione dell’energia richiesta dal motore, abbatte a 270 i grammi di CO2 per km e riduce del 23% il consumo di benzina in una prova vera, fatta percorrendo il medesimo tragitto nella città di Modena ripetuto una trentina di volte.

La Jaguar Xj, testimone del nuovo corso stilistico della casa inglese che da sempre coniuga eleganza e sportività

Ovvio che il consumo medio nel “misto”, un modo per indicare un percorso standard che prevede 50 km in città, 25 in autostrada, 25 su strade provinciali, della California non è economico: 7,6 km/l, con un motore aspirato che scatena 459 cv contro i 7,8 della 911 Turbo dotata di un motore da 480 cv (dati forniti dalle case). Né riescono a fare meglio le ammiraglie super sicure che i presidenti fanno guidare agli autisti. Nel 2010, in cima alle preferenze si trova la Mercedes Classe S, seguita da Audi A8, Bmw Serie 7, Maserati Quattroporte, Porsche Panamera, mentre bene sta facendo la nuova Jaguar Xj, in commercio da pochi mesi. Sono vetture che assicurano a chi le usa di sentirsi bene di giorno e di notte. Con piccole differenze di prezzo offrono radar e sensori che controllano tutto quello che si trova intorno all’auto. La lista delle chicche è lunghissima.
C’è l’Head-up display, che mostra sul parabrezza, proprio davanti agli occhi di chi guida, velocità, indicazioni del navigatore e limiti di velocità.
La telecamere, poi, si trovano dappertutto, sui paraurti, sul porta targa, sui retrovisori. Riescono a offrire anche una vista dall’alto per essere certi che si può scendere dall’auto con tranquillità, perché nelle vicinanze non ci sono malintenzionati.
Quanto consumano queste corazzate? In linea di massima si può ipotizzare un range che va da 6,5 a 14,2 km con un litro. I motori offerti sono di tutti i tipi a 6, 8, 12 cilindri, a benzina e diesel, con cambi automatici elettronici molto efficienti e ci sono anche Bmw Serie 7 e Mercedes Classe S ibride, che consentono medie nel misto di oltre 13 km.

Un dettaglio della Range Rover Sport

Alla classe dirigente piace molto mettersi al volante di una crossover, specialmente nei fine settimana, quando con la famiglia ci si sposta nella casa della vacanza. La più gettonata del 2010 è la Bmw X6, la più anticonformista, una specie di Suv-coupé con un abitacolo a quattro poltrone individuali, confezionato senza alcuna sbavatura anche in formato Hybrid. A insidiare il suo primato è la Range Rover Sport, una 4x4 multiuso, che gestisce con classe e disinvoltura l’ordinaria e la straordinaria amministrazione. Grande interesse ha suscitato la nuova Porsche Cayenne, pronta a rimboccarsi le lamiere per affrontare itinerari off-road duri e puri, anche se a spingerla è un’abbinata ibrida elettromotore-6V a benzina. Per queste vetture il consumo sul misto, dichiarato dai costruttori, varia molto in base alla potenza del motore che si sceglie, al peso del modello, all’aerodinamica. In linea di massima si va da 7 (motori a gasolio) a 13,8 km (a benzina) con un litro.
Qual è il fatto più sorprendente, impensabile e sbalorditivo? Che tutti i dati sui consumi che sono stati indicati in questo articolo fino a questo momento sono, se si può dire così, da interpretare. I dati forniti dalle case sono veri, intendiamoci, però la realtà di tutti i giorni è un po’ diversa. Vediamo perché.
«Neanche il più bravo dei collaudatori di Quattroruote riesce ad avvicinarsi a queste percorrenze», spiega Carlo Bellati, ingegnere, responsabile del centro prove della più autorevole rivista italiana sull’auto. «Nei nostri test le differenze, da un modello all’altro, possono variare fino al 45%». Gian Primo Quagliano, responsabile del Centro studi Promotor del Motor Show di Bologna e di Econometrica, che fornisce a molte aziende le tabelle sui costi d’esercizio dei vari veicoli che costituiscono le flotte aziendali, afferma: «Aumentiamo i dati di percorrenza divulgati dai costruttori minimo del 20%», dice Quagliano. «Solo in questo modo riusciamo a stabilire delle statistiche sui consumi in modo che i rimborsi chilometrici si avvicinano alla realtà». I numeri, in altre parole, sono convenzionali. «I dati forniti dalle case costruttrici sono “quasi veri” perché non fanno altro che usare le procedure di prova stabilite dalle leggi in vigore», spiega Bellati. Che aggiunge: «Il test legale prevede una prova con velocità e accelerazioni molto blande, che al massimo potrebbero andar bene per le utilitarie. Non tiene conto, per esempio, dell’aerodinamica, né dell’aria condizionata, ormai montata pure sulle auto più economiche e che alza i consumi».

Fonte Unrae

Insomma la metodologia legale, usata in 50 Paesi, prevede che i consumi siano calcolati “simulando” il viaggio (le auto sono poste al chiuso su rulli) per un tempo complessivo di 1.180 secondi, circa 20 minuti: per 780 secondi si misura il consumo nel percorso urbano, per 400 secondi in quello extraurbano e gli ultimi 10 secondi a una velocità di 120 km/h. Il risultato è quello che viene divulgato dalle case sulle loro schede di omologazione.
Come si fa allora a sapere davvero quanto consuma la propria auto? Il sistema più classico, approssimativo ma abbastanza efficace, è il vecchio “faccio il pieno, segno i km, rifaccio il pieno e divido i litri rabboccati per i km che ho percorso”. «Ma poi ci si dimentica, non si guardano i litri, ci si confonde con il prezzo del carburante e le cose si complicano», fa notare Bellati. «Durante i test sul circuito di prova di Quattroruote e nei viaggi, abbiamo visto che il computer di bordo segnala consumi medi abbastanza vicini alla realtà, specialmente se si estende il test su una distanza di 2-3.000 km».
«Presto cambierà qualcosa», spiega però Enrico De Vita, ingegnere, socio fondatore di Altroconsumo e Movimento dei consumatori. «Alcuni importanti costruttori giapponesi sono convinti che questi test siano ormai anacronistici e stanno studiando formule più aderenti alla realtà, che tengano in conto la potenza ai massimi giri, la coppia al minimo, la sezione frontale, cioè il coefficiente aerodinamico, il peso».
E allora che fare quando la pubblicità reclamizza tre litri per 100 km? È vero, ma è da “interpretare”.