La Peugeot Fractal, presentata a Ginevra, offre un super impianto hi-fi per gli automobilisti appassionati di musica

Per i grandi viaggiatori, intesi come gli automobilisti che non vedono l’ora di mettersi al volante per macinare chilometri a centinaia, si profilano tempi duri. Perché i driver duri e puri vecchio stampo stanno per diventare quasi inutili, soppiantati dall’intelligenza artificiale delle loro macchine, ancora prima che arrivino sul mercato quelle che guidano da sole. Prendete, per esempio, le nuove Mercedes Classe E: voi impostate una determinata velocità e loro frenano o accelerano in base alle condizioni del traffico, oltre a impostare le curve e a gestirsi in modo del tutto autonomo quando si è in coda. E quando si arriva a destinazione parcheggiare non è un problema, neppure se il box di casa era stato progettato per contenere al massimo una Fiat 124, dato che le berline extralarge della stella a tre punte si possono guidare in remoto con lo smartphone fino a calzare come guanti nei loro rifugi notturni. E senza rischiare le fiancate dato che un plotone di sensori si incarica di sovrintendere la manovra.

La qualità dei viaggi, insomma, sta cambiando a tutta velocità, dal momento in cui si inserisce la chiave (quando c’è ancora) a quando ci si congeda dalla propria amata supercar. Naturalmente i prezzi non sono modici, le Classe E hanno come prezzo base 41.200 euro, mentre ne servono almeno 84 mila per portarsi a casa una Tesla Model S. Già, ma volete mettere? Accompagnando in giro per il mondo l’elettrica californiana si capisce finalmente quale sia l’intenso significato del «sound of silence», ovvero il privilegio di filare via a velocità da ritiro patente senza che i timpani siano profanati da nulla più del fruscio aerodinamico. L’unica accortezza per chi decide di abbandonare gli ottani in favore dei watt consiste nel tenersi in forma, dato che la Tesla è alta solo 145 centimetri ed entrarci non è cosa da sedentari in sovrappeso. Ma se siete abbastanza smilzi le prospettive sono entusiasmanti: la versione meno potente è in grado di raggiungere una velocità di 225 chilometri orari. E se state pensando ai bei tempi in cui si poteva scatenare il tachimetro senza rischiare multe da capogiro ecco Coyote, nuovo supporto ai viaggi edizione 2016, un social che informa in tempo reale su blocchi del traffico, ma anche sulle postazioni mobili degli autovelox. Un piccolo lusso che fa la differenza con gli altri automobilisti, così come le sospensioni a controllo elettronico che smorzano ogni grinza dell’asfalto. Su questo fronte merita una segnalazione particolare la Maserati Levante, che, se irrigidita, è reattiva come una coupé d’altri tempi, ma può anche essere impostata in versione comfort per digerire con disinvoltura anche le buche più dure. Sì, ma chi l’ha detto che viaggiare significhi necessariamente restare sulle strade di tutti? Ed ecco che la Levante del Tridente si alza di 2,5 centimetri per raggiungere quota 23 ed è pronta ad affrontare percorsi che hanno come unico limite l’abilità di chi la conduce. Tutte le auto finora citate hanno in comune una dotazione che solo pochi anni fa era considerata dagli automobilisti italiani roba da americani o guidatori pigri: il cambio automatico. Il fatto è che sotto i ponti della tecnologia di acqua ne è passata davvero tanta e oggi vetture come la Volvo V90 gestiscono le marce senza alcuna impuntatura in pochi millesimi di secondo. La station wagon svedese, in particolare, ha otto rapporti, quasi un sogno per chi è cresciuto all’epoca in cui la quinta era spesso un optional da pagare a caro prezzo.

A proposito di driver vecchio stile, finalmente l’Alfa Romeo ha sfornato un modello a misura di chi non si rassegnerà mai alle vetture tanto ipertecnologiche quanto frigide. È la spider 4C, costruita come ai bei tempi, due posti ultra secchi e un motore da 1.700 centimetri cubi capace di erogare 240 cavalli, che in strada sembrano molti di più grazie al telaio in fibra di carbonio e alluminio. Se non avesse alle spalle tre decenni popolati da troppe Alfa annacquate, potrebbe dare ancor più fastidio alle supercar tedesche sui mercati esteri, con quello statunitense in testa. Se avete in banca i 75 mila euro necessari per acquistarla siete fortunati, ma per favore: quando uscite dal concessionario, non fatevi prendere dall’entusiasmo e non mettetela subito in modalità Race disattivando tutti gli aiuti elettronici, perché con auto come queste non si scherza. Pesa 940 chilogrammi, è una fracassona belva da viaggio come non se ne vedevano da tempo, ma il vero problema è la disabitudine a trovarsi soli con un volante in mano e tanta potenza che merita una presa di contatto graduale per evitare, nel migliore dei casi, una figuraccia da capottamento in parcheggio.

No, non si viaggia più come una volta, tra sedili che massaggiano, scaldano o rinfrescano, pannelli fonoassorbenti per limitare ai minimi termini il rumore a bordo, filtri del climatizzatore che proteggono da elementi patogeni o allergenici. E domani si cambierà ancora registro, con auto dedicate a singole categorie di utenti come la Peugeot Fractal, presentata in anteprima al Salone di Ginevra, che ha linee modernissime ma, soprattutto, è un mega impianto hi-fi su ruote. Pensateci: perché mai nell’era delle playlist su chiavetta Usb dovrebbe arrivare nel listino di una casa automobilistica la quintessenza dell’alta fedeltà esoterica? Ovvio. Se proprio non si può correre, almeno si inganna il tempo con un crescendo rossiniano, un acuto della Callas o, de gustibus, un assolo di Van Halen.