David Hasselhoff, Supercar © Marka

IN PASSATO ERA IL FUTURO. David Hasselhoff, alias Michael Knight, al volante della mitica Pontiac Firebird Trans Am, la fuoriserie che nel telefilm Knight Rider (Supercar in Italia) dialogava col proprio conducente eseguendone i comandi impartiti a voce

Se appartenete alla categoria degli automobilisti che continuano a premere pulsanti e a usare levette per gestire i servizi di bordo vi dovete rassegnare: la vostra è una sottospecie di «homo guidans» destinata a una rapida estinzione, e non solo perché ogni distrazione distoglie lo sguardo dalla strada e aumenta in modo esponenziale il rischio di incidente. Il fatto è che tutte le case automobilistiche si stanno dando battaglia mettendo a punto sistemi di voice control via via più sofisticati, che permettono di dialogare in viva voce con il veicolo e, per esempio, di pronunciare il nome della persona che si vuole chiamare al telefono e trovarla subito in linea, o scandire al navigatore l’indirizzo della meta che si vuole raggiungere senza pigiare nessun tastino, reale o touch screen che sia. Proprio come si fa con gli smartphone più evoluti, capaci di creare un semplice e rapido contatto tra il bisogno (si dicono il nome e il numero di una persona) e soluzione (i dati vengono memorizzati nella rubrica del telefonino).
Negli Stati Uniti la possibilità di chiacchierare con i cruscotti è una realtà già molto diffusa e utilizzata, soprattutto per inviare e ricevere telefonate (circa l’80% dei casi) e per gestire le funzioni del navigatore satellitare (76%). Uno dei sistemi più avanzati a disposizione dei guidatori a stelle e strisce è lo Uconnect di Chrysler, montato anche sui modelli Jeep e Dodge, che consente, tra l’altro, la fruizione di programmi radio (incluse le emittenti satellitari), contenuti personali multimediali (anche per i passeggeri posteriori), informazioni sul traffico e informazioni varie sul viaggio. Alla fine dell’anno il sistema arriverà alla terza generazione e consentirà il caricamento di applicazioni in modo del tutto simile a quello utilizzato dagli smartphone e dai tablet; le auto saranno connesse utilizzando le tecnologie cellulare, Bluetooth e Wi fi per consentire la fruizione di servizi di navigazione, assistenza tecnica, di emergenza e contenuti radiofonici on-demand. Lo Uconnect (in versione 8.4) fa parte delle dotazioni della Lancia Thema e permette di comandare a voce il telefono, la radio, caricatore e lettore di Cd, il tuner Tv e tutte le funzioni principali del sistema di navigazione. I sofisticati microchip dell’ammiraglia di casa Lancia sono in grado di capire anche i desiderata di chi ha una forte inflessione dialettale e non si fanno spiazzare neanche da chi parla alla velocità di una mitraglia. Per attivare lo Uconnect si preme il pulsante Ptt (push-to-talk) posto sul volante: il primo comando seleziona l’unità da gestire, per esempio il telefono, poi si continua con i diktat per immettere il codice Pin, comporre numeri, immettere o cancellare nomi dalla rubrica…
Passando dalle italo-americane alle tedesche, merita una segnalazione particolare l’ultima evoluzione del sistema Mmi, il Plus, che equipaggia, e uno se l’aspetta, l’Audi A6 Avant, una familiare grande ed esclusiva, ma si trova anche, e qui è la sorpresa, sulla più piccola compagna di colori A3: oltre a riconoscere un’ampia gamma di comandi vocali, dispone di un touchpad che permette al guidatore, per esempio, di tracciare con un dito sullo schermo da otto pollici ad alta risoluzione le cifre di un numero di telefono o di scorrere elenchi e carte geografiche, il tutto senza mai perdere di vista la strada, dato che ogni inserimento viene confermato con un «bip». E se si vuol far sfoggio di una laurea in lingue orientali non ci sono problemi, dato che l’Mmi riconosce anche i caratteri asiatici.
Mercedes Benz ha investito e arricchito l’offerta di comandi vocali, grazie all’esclusiva con Apple Siri, in modo tale che la coupé a quattro porte Cls e la nuova e più economica compatta Classe A sono in grado di capire, attraverso il sistema Voicetronic, sette lingue per attivare le funzioni audio, telefono e navigazione. Chi acquisterà la Classe A non arriverà alle performance che resero famoso David Hasselhoff, alias Michael Knight, quando nella spettacolare serie Tv Knight Rider (Supercar in Italia) diceva «KITT, vieni qui» e la sua Pontiac Firebird Trans Am da fantascienza lo raggiungeva senza nessuno al volante. Ma una volta installata l’applicazione Drive Kit Plus sul proprio iPhone dialogherà con il display di bordo e potrà ordinare «twitta se ci sono code in superstrada», o «apri il sito di Business People », e dettare, mentre si guida, e-mail e messaggini. L’alleanza Mercedes-Benz-Apple probabilmente sarebbe stata apprezzata da Steve Jobs, famoso per viaggiare su una Mercedes Sl 55 Amg senza targa.
E chissà cosa succederà nei prossimi mesi dall’alleanza tra Toyota e Samsung (coalizzare giapponesi e coreani una volta sarebbe stato come mettere insieme il diavolo e l’acqua santa), annunciata il febbraio scorso al Mobile World Congress di Barcellona, con il lancio sul mercato di Car Samsung Mode che collegherà lo smartphone all’auto attraverso il Wi fi. Per adesso la Yaris, anche nella ultima versione ibrida, è stata già programmata in quasi tutte le versioni per essere sempre disposta a capirvi fin nelle sfumature del vostro carattere automobilistico. Sì, perché, per esempio, oltre al classico dualismo tra percorso più breve e più veloce potete domandarle di optare per il tragitto più «ecologico». Su che cosa significhi esattamente si potrebbe aprire un dibattito, ma a mettere tutti d’accordo, dagli attivisti di Greenpeace ai petrolieri texani, c’è l’applicazione che indirizza la piccola Toyota verso il distributore di benzina che nelle vicinanze propone il prezzo migliore.
La tecnologia Sync offerta per la Ford C-Max e per l’ancora più economica B-Max, ha invece come punto di forza la sicurezza attiva. In caso di incidente, infatti, è l’auto che “parla” perché telefona automaticamente al 112 per segnalare l’emergenza, comunicando le coordinate dell’auto ricavate dal Gps e permettendo così una maggiore tempestività dei soccorsi. Il sistema è anche in grado di selezionare automaticamente la lingua con cui comunicare, identificata in base all’area geografica in cui è avvenuto l’incidente. «L’Emergency Assistance è una funzione di cui speriamo i nostri clienti non debbano mai avere bisogno», dice Barb Samardzich, vicepresidente sviluppo prodotti di Ford Europa, «ma lo abbiamo ampiamente collaudato in Nord America, dove si chiama 911 Assist, e ha dimostrato di poter salvare molte vite».
Negli Stati Uniti anche la Hyundai Veloster in caso di gravi incidenti chiama da sola il 911 e dice all’operatore l’indirizzo in cui è ferma, non senza aver prima spento tutti i sistemi di bordo che potrebbero innescare un incendio. «Siamo contenti di vedere che questi sistemi vengono introdotti dalle case automobilistiche anche in Italia», dice Giordano Biserni, presidente dell’Asaps (Associazione sostenitori e amici della Polizia stradale), «perché tecnologie come l’Emergency Assistance, se diffuse su larga scala, potrebbero contribuire in modo determinante a ridurre la mortalità sulle strade».
A questo punto qualcuno potrebbe pensare a un fuori tema, dato che le Ford C-Max e B-Max per ora hanno dimostrato solo (si fa per dire) di saper parlare con la Stradale. E invece no, nessun deragliamento, perché la B-Max è la prima auto in Europa a integrare un sistema di connessione studiato per gli smartphone di nuova generazione ma, soprattutto, perché il Sync è maestro nella comprensione dei comandi vocali. Potete chiedergli di suonare un determinato brano e se la pronuncia dell’inglese è casereccia non ci sono problemi, dato che lui è in grado di capire le distorsioni linguistiche di quasi tutti gli abitanti del globo, naturalmente italiani compresi. Poi, agendo in coppia con un iPhone, ecco che Sync riuscirà non solo a decodificare il senso di frasi complesse, ma anche a ottenere il massimo della partnership con i sistemi di bordo. Ciò significa, in concreto, che potete dirgli cose tipo «Stasera ricordami di comprare il pane» e, finito il lavoro, verrete condotti dal navigatore al fornaio più prossimo al vostro itinerario.
Un’acrobazia tecnologica che non può riuscire a chi guida una Bmw Serie 7 immatricolata nel 2009. In compenso, quell’automobilista che ama i volanti alla bavarese avrà letto questo articolo con un pizzico di sufficienza perché lui comanda a bacchetta con la voce la sua vettura da tre anni dato che, appunto, la casa tedesca è stata una delle antesignane in Europa della tecnologia dalla “lingua lunga”. Ma per lui sono in arrivo notizie straordinarie: sulla nuova Serie 7, in uscita tra pochi mesi, non ci saranno problemi neanche se non si ricorderà più dov’è stata lasciata. Basterà chiederlo allo smartphone, che avrà memorizzato con il suo Gps collegato alla Serie 7 la posizione esatta e lo guiderà verso il luogo esatto del parcheggio.