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A dimostrare quanto sia rilevante l’interesse per il Salone dell’Automobile di Ginevra bastano tre dati: il risultato della vendita degli spazi (sono rimasti fuori dai cancelli espositori per altri 6.500 mq), le 10 mila richieste di accrediti stampa, un record per una manifestazione che non offre agevolazioni ai media, le quasi 700 mila presenze di visitatori molti dei quali provenienti da Francia e Germania (6% di italiani).È l’occasione per i tycoon dell’automotive di confrontare idee, di mostrare i muscoli, di cercare alleanze, di lanciare joint venture. Quest’anno sancisce il momento di annunciare l’exit strategy dalla crisi. Ogni top manager ha la propria personale ricetta: a cominciare dai franco giapponesi di Renault-Nissan che, dopo la rivoluzione elettrica, intendono consolidare il traguardo raggiunto nel 2010, la conquista della terza piazza nella classifica mondiale di veicoli venduti (7,27 milioni di unità), superando il gruppo Volkswagen (7,14 milioni) grazie al contributo determinante della controllata russa Avtovaz. Prima si è confermata Toyota (8,42 milioni i veicoli).
Tutti, comunque, partono da dati comuni, che vanno ben oltre i confini del mercato italiano, stagnante e avviato a fare il record negativo di immatricolazioni da 15 anni a questa parte. Tre quinti del milione e 850 mila vetture che si prevede di vendere nel 2011 in Italia (2,25 milioni nel 2010), saranno vetture economiche, dei segmenti A e B, city car con basso valore aggiunto e non sono indicative del trend mondiale che, secondo i più autorevoli centri studi, quest’anno crescerà di 6-7 punti, passando da 62 a 66 milioni veicoli prodotti. All’Europa occidentale (dove il calo delle immatricolazioni previsto quest’anno dell’1,5%) e al Giappone (dove dopo la tragedia dello tsunami il mercato automobilistico subirà inevitabilmente una contrazione impossibile da prevedere) si contrappone il resto del mondo, in fortissima crescita. Negli Stati Uniti s’ipotizza un incremento a due cifre, in Russia un balzo di oltre il 70%, in India e in Cina tra il 5 e il 10%. Facile intuire che la presenza in Russia, secondo gli analisti, diventerà sempre più strategica. Ma Putin ha imposto nuove regole per poter continuare a non pagare dazi sulle importazioni dei kit di assemblaggio. Entro cinque anni il raddoppio dal 30 al 60% di componenti locali nei veicoli che le case estere montano in Russia e una produzione locale che non potrà essere inferiore a 300 mila unità annue.
Ecco perché Sergio Marchionne, dopo la rottura dei rapporti con il gruppo Sollers, ha deciso di rimanere sul mercato russo con un progetto che prevede la creazione di uno stabilimento da 300 mila veicoli l’anno. Anche Volkswagen ha affrettato i tempi e ha siglato un accordo con la Gaz, di proprietà del miliardario Oleg Deripaska, per la produzione di oltre 100 mila vetture l’anno, targate Vw e Skoda. Bmw e Psa Peugeot-Citroën hanno atteso il salone per annunciare l’ampliamento della loro collaborazione al campo dei propulsori elettrici e ibridi: le due case investiranno un capitale iniziale di 100 milioni di euro in una joint venture 50-50 battezzata Bmw Peugeot Citroën Electrification.
E per chi non ha occhi che per le auto? In anteprima mondiale la Lancia Ypsilon, che ha tanti assi nella manica per far parlare di sé. Per prima cosa le cinque porte, una manna per le donne che hanno bimbi piccoli da traghettare da casa all’asilo. Poi lo stile elegante e la progettazione intelligente dell’abitacolo, con tanti posti dove mettere tutte le cose che servono e ritrovarle facilmente e un optional molto gradito: l’aiuto elettronico al parcheggio. Volkswagen fa rinascere la Golf Cabrio, un modello cult per generazioni di golfisti en plein air. È decisamente bella, filante, perché perde il montante centrale che divideva l’abitacolo sostituito da un roll-bar di sicurezza nascosto dai poggiatesta dei sedili posteriori. La capote in tela si apre in 9,5 secondi e quando è chiusa sorprende per come sa filtrare i motori e per la capacità di isolare dal caldo o dal freddo.
Non manca un duello ad altissime prestazioni. La sfida tra la Ferrari FF (660 cv, 260 mila euro) e la Lamborghini Aventador (700 cv, 255 mila euro). Della prima Ferrari con la forma wagon coupé e la trazione integrale, Luca Cordero di Montezemolo, presidente della casa di Maranello, dice: «La FF è una vettura rivoluzionaria che apre un nuovo capitolo della nostra storia. Da sempre abbiamo in listino vetture a 12 cilindri 2+2 posti, ma nessun modello aveva saputo conciliare prestazioni estreme con una grande fruibilità e una straordinaria tecnologia innovativa».
Mentre Stephan Winkelmann, presidente e ad di Automobili Lamborghini dichiara: «L’Aventador rappresenta un salto di due generazioni in termini di design e tecnologia utilizzata, è frutto di un progetto totalmente nuovo, che al tempo stesso dà continuità ai valori del marchio Lamborghini con coerenza lineare. È estrema nel design e nelle prestazioni, senza compromessi in termini di tecnologia, è inconfondibilmente italiana in quanto a stile e perfezione di finitura. Per dinamismo e competenza tecnologica l’Aventador LP 700-4 è senza concorrenti nel mondo delle supersportive».

SALONE DA RECORD 10 mila giornalisti accreditati
6.500 i mq di esposizione richiesti che non è stato possibile soddisfare 700 mila i visitatori dell’edizione 2011

Accanto a FF e Aventador non sfigura, certo, un altro gioiello italiano: si chiama Huayra, è una supercar da oltre 370 all’ora, costruita nell’atelier di Horacio Pagani a Modena, in una ventina di esemplari all’anno e venduta a 1 milione di euro mentre Jaguar fa un altro record: per festeggiare i 50 anni della Type-E, la macchina dei fumetti di Diabolik e Eva Kant, presenta la Xkr-S la più potente Jaguar di sempre, grazie al motore V8 sovralimentato da compressore volumetrico che eroga 550 cv per spingerla a 300 all’ora e scattare da 0 a 100 in 4,4 secondi.
Ma non ci sono solo sportive tradizionali. A Ginevra si può provare la scossa delle supercar elettriche, come la concept Nissan Esflow, che mette le batterie al centro della coupé per tenere basso il baricentro e assicurare una tenuta di strada esemplare. A spingerla, due elettromotori sulle ruote posteriori, per scattare da 0 a 100 km/h in 5 secondi. Bmw, invece, con la concept Vision Connected-Drive, fa una proposta e insieme un’anticipazione. Mostra le linee della piccola spider Z2 che potrebbe arrivare nel 2013, con un cofano lunghissimo, i cupolini, le porte a scomparsa, e propone le potenzialità dei sistemi multimediali di nuova generazione, che offriranno servizi e informazioni attraverso codici colore proiettati in parte sull’head-up display, cioè sul parabrezza proprio davanti agli occhi del pilota.
Renault esalta nel suo stand un nuovo ragionamento: crea una sintonia tra i suoi modelli e i suoi clienti in occasione dei momenti salienti dell’esistenza: quando s’innamorano, scoprono il mondo, creano una famiglia, lavorano, vivono il tempo libero e arrivano all’età della saggezza. Le concept car che indicano il nuovo corso sono Captur e R-Space. Captur è innovativa, provocante, con le ruotone da 21 pollici, il colore arancione fluorescente scelto per la carrozzeria e gli interni, l’abitacolo progettato con una rete di fibre elastiche tese che ricordano il mondo della vela o dell’alta montagna. R-Space è una monovolume dedicata alla famiglia, con la parte dei sedili posteriori molto rassicurate, quasi una sala giochi per i bimbi.
A metà strada tra futuro e passato si trova un’altra proposta di Volkswagen: il Bulli, la riedizione del mitico van amato dai figli dei fiori e dai rockettari negli anni ‘60. Di design straordinariamente semplice, com’era l’originale, con la sua grande doppia w sul muso, è lungo 399 cm ed è spinto da un elettromotore da 115 cv, alimentato da batterie al litio con un’autonomia di circa 300 km (ma ci saranno, se andrà in produzione, motori diesel e benzina).
Dedicata in particolare alle famiglie giovani con figli è la Ford B-Max, che rivoluziona il mercato delle small car, poiché è una vera e propria monovolume in 4 metri con doppie porte scorrevoli e senza montanti centrali. Interessante il motore: un EcoBoost a tre cilindri da 1000 cc con iniezione diretta e tecnologia Start&Stop. E la sicurezza? «Speciali dispositivi di blocco e meccanismi di chiusura rinforzati», spiegano alla Ford, «garantiscono che le porte rimangano saldamente ancorate alla struttura tetto-pianale durante un impatto per proteggere gli occupanti».
Estrosa, innovativa e provocatoria è la Mini Rocketman Concept. Riprende le dimensioni della Mini classica, quella di Alec Issigonis, circa 3 metri di lunghezza e offre 3+1 posti e 3 porte. È stata progettata per essere equipaggiata con un propulsore capace di esaltarne la capacità di spunto, limitando i consumi medi di carburante a circa 3 litri per 100 km. Si sale bene a bordo, grazie all’ampio angolo di apertura delle portiere. I sedili sono regolabili in diverse posizioni e il portellone del bagagliaio bipartito è composto da una sezione attaccata al tetto che si apre generosamente verso l’alto e da una inferiore mobile che esce dalla carrozzeria come un cassetto.
La provocazione arriva dalla Rolls-Royce. Siglata 102 Ex, è una concept realizzata sulla carrozzeria della Phantom, che utilizza la propulsione elettrica. Una specie di ammiraglia extra elitaria a emissioni zero fatta per rispondere alla domanda: «Ma gli sceicchi andrebbero in giro con una Rolls-Royce elettrica?». L’esemplare unico in mostra a Ginevra, lungo 580 cm, pesante quasi 4 tonnellate, potrebbe essere l’icona del lusso che non inquina con costi di gestione ridotti a pochi centesimi usato come courtesy car alle Olimpiadi di Londra del 2012. Quanto costa? 1 milione di sterline, baby!