Il ritorno della Ferrari Dino. Per gli appassionati del Marchio del Cavallino Rampante è una di quelle notizie che fa tornare indietro negli anni e fa rivivere un sacco di emozioni. Probabilmente è la stessa sensazione che ha provato Sergio Marchionne quando ha pensato di poterla riproporre. La risposta alla domanda se mai ci poteva essere un ritorno della Dino, il numero 1 di FCA ha risposto dando un assenso positivo e dicendo che " è un quando, non un se." Il dado, insomma, è tratto. Perché la nuova Dino Ferrari dovrebbe debuttare non prima del 2018-2019 e potrebbe posizionarsi all'ingresso della gamma del Cavallino, prima della California. Ma senza abbassare troppo l'asticella del prezzo, che rimarrà - a quanto si dice - per pochi. Altre voci sostengono che, con 500 cv sprigionati dal V6 biturbo, la Dino si affiancherà al listino della California T, con una decisa virata sulla sportività. La storia della Ferrari Dino nasce da un progetto, quello del figlio di Enzo Ferrari, che di nome faceva proprio Dino. Prima prima di morire di Distrofia Muscolare nel giugno del 1956, lasciò in regalo al genitore il progetto di un motore. Da qui Enzo, decise di costruirci attorno una macchina che nel tempo diventò la Dino GT, che visse con un marchio proprio all'interno della gamma Ferrari. In principio fu la 206, arrivata sul mercato solo nel 1968 e prodotta in soli 100 esemplari. Ma è nell'anno dopo, con la 246 GT, che la Dino si consacrò nel mondo delle sportive: il V6 posteriore trasversale, grazie al basamento in ghisa, erogava 195 cv a oltre 7.000 giri e l'handling poteva rivaleggiare senza problemi con quello degli altri modelli Ferrari. Nel 1972, al Salone di Ginevra, venne presentata anche la versione spider, denominata 246 GTS: Pininfarina lasciò invariata la stupenda linea e riuscì a ricavare un piccolo tetto nella parte centrale dell'abitacolo. Un nome che rievoca la storia, che mette in fibrillazione il cuore degli appassionati. Chissà se la futura Dino riuscirà a suscitare le stesse emozioni.