Quanto dura la veglia che precede un sogno? Solo 14 secondi. Tanto impiega il tettuccio di alluminio della Ferrari 458 Spider a ripiegarsi nel suo vano. Per toccare il cielo con un dito, dopo aver aperto la capote, pigiate sull’acceleratore: i 570 cv del poderoso V8 Ferrari vi porteranno sul filo dei 100 km/h in 3,5 secondi

Negli anni ‘80 venivano spacciate dai maghi del marketing come le auto ideali «per chi vuole sentire il vento tra i capelli» anche se, in realtà, chi poteva permettersene una, di solito, di capelli in testa ne aveva ben pochi per ragioni anagrafiche. Perché trent’anni fa le cabriolet rischiavano l’estinzione: sul mercato delle vetture scopribili c’erano praticamente solo alcune costosissime supercar, riserva esclusiva di caccia per automobilisti dal conto in banca bulimico. Poi le cose sono cambiate, la crisi ha cominciato prima a mordicchiare poi ad azzannare senza pietà il mercato delle quattro ruote ma, paradossalmente, le vetture apribili sono andate in controtendenza e hanno vissuto una vera e propria escalation. Vetture per gente un po’ esibizionista, direbbero tanti psicologi da talk show, ma anche auto capaci di accendere una scintilla di passione in questi tempi grami e di evocare il sogno di una guida felice all’aria aperta. E siccome sognare non costa niente, pensate di essere al volante di una Ferrari 458 Spider. Il tettuccio in alluminio scompare in 14 secondi nel vano motore e per la prima volta nella storia un motore V8 centrale-posteriore convive con un tetto rigido ripiegabile per garantire emozioni di guida davvero uniche. Sì, perché i numeri di questo cavallino purosangue sono impressionanti: 570 cavalli, 3,5 secondi per passare da zero a 100 all’ora, 320 chilometri orari di punta velocistica…

Ma è ora di svegliarsi. Per consolarvi, fate finta di aver scartato la 458 non per il prezzo (226.875 euro), ma a causa del bagagliaio che si annulla quando è occupato dalla raffinata capote e dei due posti secchi che limitano la gioia di godersi la propria auto in compagnia. Una volta tornati sulla Terra, scopriamo che il trend delle scoperte “normali” è quello del ritorno alle capote in tela che, per prima cosa, fanno capire anche da chiuse che l’auto che le indossa è una sbarazzina cabrio e non una più formale coupé. E poi la tela di oggi non è neppure lontana parente di quella di ieri. Niente infiltrazioni d’acqua quando piove, azzerato l’effetto palloncino che gonfiava in modo grottesco i tetti alle andature da autostrada. Le coperture in tessuto, poi, sono più leggere per consumare meno, occupano meno spazio quando sono ripiegate e si aprono in tempi record. Bastano nove secondi, per esempio, per scoperchiare il nuovo Maggiolino Cabrio, completamente rinnovato nelle forme, mantenendo l’aplomb classico, dal designer italiano Walter de’ Silva. Ci si sta comodi anche in quattro e per portarne a casa le chiavi si parte da quota 23.800 euro. A far girare la testa non è tanto il vento (fino a 90 all’ora a bordo c’è calma piatta anche senza frangivento) quanto il gran numero di versioni sia a benzina sia Diesel, con potenze comprese tra i 105 e i 200 cavalli.

 

Nella corsa a chi si apre prima il Maggiolino edizione 2013 doppia la Opel Cascada (prezzi da 29.400 euro), che impiega 17 secondi per completare l’operazione. Alle forme paciose e tondeggianti della rappresentante di casa Volkswagen, si contrappone una linea piuttosto aggressiva, che mimetizza dimensioni generose (4,69 metri di lunghezza). Ovviamente la taglia “large” si traduce nel comfort dei passeggeri. Un aspetto che alla Opel interessa in modo particolare: la pelle degli interni è termoriflettente e non scotta neanche quando l’auto è stata lasciata parcheggiata a lungo sotto il sole. Una meritoria operazione “salvaglutei” che solo i possessori di spider e cabriolet possono apprezzare fino in fondo: quando il sole picchia duro, e la capote è spalancata, sulle sedute si potrebbe tranquillamente friggere un uovo all’occhio di bue.

 

Nessun salvacondotto per le terga, invece, per la Citroën Ds3 Cabrio, discendente in linea diretta della Déesse, ovvero la Dea, che piaceva tanto al generale Charles De Gaulle, ma anche della Due cavalli, la spartanissima col tetto completamente apribile che lavorava con rustica fedeltà insieme ai contadini francesi, ma anche a fianco dei protagonisti della beat generation. Oggi il movimento beat non c’è più, ma ci sono i bit intesi come unità di misura della modernità. Che sulla cabrio francese è incarnata dai fanali posteriori a led con effetto tridimensionale e da un devio-aria montato sopra al parabrezza, che toglie una volta per tutte quel vento dai capelli che fuori dal mondo di Heidi descritto nei messaggi pubblicitari è solo una gran seccatura. Il prezzo di attacco della nouvelle vague francese a cielo aperto è di 18.950 euro. Tenendo conto dei vari allestimenti, colori, gadget ed equipaggiamenti vari le combinazioni sono più di settemila. Roba da perdere la testa, ma anche un preciso segno dei tempi, dato che per la Due cavalli l’unica opzione in campo era il colore della carrozzeria.

 

Ha radici nel passato pure la Porsche 911 Cabriolet edizione 2013, anche se della vettura capostipite della dinastia non conserva neppure una vite. La capote in tela è un capolavoro di tecnologia: non mancano piastre in leggerissimo magnesio che assicurano una silhouette da miss universo a tetto chiuso. Non è alla portata di tutti – costa 104.984 euro con la trazione posteriore – ma ai piloti della domenica è caldamente raccomandata quella integrale, che richiede uno sforzo economico in più.

 

Se la 911 è una splendida cinquantenne giunta all’ennesimo e riuscito lifting, l’inedita Mercedes E Nuova Cabrio esplora nuovi orizzonti. Le grandi prese d’aria, i parafanghi muscolosi e la stella a tre punte formato maxi sulla calandra strizzano l’occhio a chi ha il piede pesante sul pedale del gas, i 47.110 euro del prezzo d’attacco cercano estimatori anche fuori dal ristretto club degli Epuloni, i quattro cilindri 1.8 turbo benzina da 184 e 204 cv coniugano prestazioni e bassi consumi. E se proprio si vuole dare uno schiaffo morale a chi guida al chiuso ecco l’Airscarf, una sorta di sciarpa d’aria calda che arriva dai sedili e l’Aircap, il deflettore che elimina le turbolenze. Volete mettere la soddisfazione di alzare la capote (ovviamente in tela) anche quando il termometro scende a livelli di guardia?

 

Per chi vuole guidare cabriolet made in Italy senza svenarsi, la scelta migliore è la Lancia Flavia Cabrio. Sì, è vero, il motore romba italiano ma con uno spiccato accento d’Oltreoceano, dato che si tratta della sorella gemella della Chrysler 200 Cabrio, e anche la carrozzeria fa poco per nascondere le sue vere radici, che stanno ad Auburn Hills, nello stato del Michigan. Lo stemma Lancia che orna gli esemplari venduti da noi, però, riesce a ringalluzzire almeno un po’ chi è cresciuto con il mito delle scoperte degli anni dei “cumenda” e del boom economico. Un boom finito, purtroppo, nel solaio dei bei ricordi, ma la quotazione della Flavia (37.900 euro) non la rende irraggiungibile.

 

Ma torniamo a sognare: una Formula 1 stradale come la Ferrari 458 vi pare troppo vistosa? Puntate sull’aplomb della Bentley Gt Speed. Inutile sapere quanto costa (i 191 mila euro del listino sono virtuali perché bastano pochi dettagli personali per farli levitare): ci si sveglierebbe di soprassalto e sarebbe un vero peccato perché farsi cullare da un 12 cilindri da sei litri che spinge questo macchinone fino a 326 chilometri orari, la cabrio più veloce sulla Terra, è troppo bello…

Niente da fare, suona la sveglia. Godetevi gli ultimi minuti di dormiveglia pensando alla Jaguar F-Type: costa meno della Bentley (listino da 75.850 euro), e questo è un fatto. Ma, soprattutto, si fa notare senza “spaccare”, fatto che, al netto del gergo degli under, significa che pone l’asticella esattamente al confine tra ammirabile buon gusto e disdicevole ostentazione.