Jaguar XF 2010

Motore: V6 3.0 Diesel

Potenza massima: 240 cv a 4.000 giri

Coppia massima: 500 Nm a 2.000 giri

Prezzo: a partire da 56.300

Il motore biturbo da 275 cv montato sulla Jaguar XF 2010 vi era sembrato un’esagerazione? Questo fa per voi: abbiamo provato la nuova motorizzazione della berlina del giaguaro, un diesel 3.0 V6 da “soli” 240 cv. Iniziamo concludendo: ottima scelta, punto. Le prestazioni, l’elasticità e i consumi del propulsore sono in armonia con le esigenze di questa Jaguar. Raramente avremmo voluto più grinta sotto il cofano e altrettanto raramente ci siamo dovuti fermare dal benzinaio. Un connubio che strappa un voto alto. La ripresa da 0 a 100 è poco superiore ai 7 secondi, ma in autostrada a velocità codice ci si attesta sui 14 km/l. Unico neo è che ai bassi regimi questo propulsore fa lavorare di più il cambio del fratello maggiore e quando si affonda il pedale occorre attendere qualche istante per avere la risposta gradita. Neo al quale si rimedia con il cambio sequenziale o con un po’ di abitudine. Il comportamento del cambio automatico a sei marce è discretamente veloce anche in scalata e le migliorie sul modello 2010 si fanno sentire. Il comfort di marcia è davvero buono. Forse i sedili in pelle con regolazioni elettroniche potrebbero offrire qualcosa di più ma silenziosità e lavoro delle sospensioni sono ineccepibili. La cosa che stupisce della XF 2010 è la capacità di farti dimenticare delle sue dimensioni. In città non impensierisce e quando la strada si distende l’XF regala soddisfazioni impensate. La sua qualità migliore? L’equilibrio generale. Lo sterzo è leggero (forse un po’ troppo quando la velocità sale) ma davvero preciso e fa pennellare traiettorie che la Jaguar segue senza colpo ferire. Equilibrio e fluidità accompagnano un senso di sicurezza alla guida da elogiare. Da come segue le intenzioni del pilota alle alte velocità ci si aspetterebbe un reparto sospensioni rigido e sportivo e invece questa vettura digerisce bene anche le sconnessioni dell’asfalto e i pavé cittadini. In fase di parcheggio si benedicono i sensori posteriori che aiutano dove la scarsa visibilità dal lunotto e le dimensioni renderebbero le cose complicate. In compenso, però, di spazio a bordo ce n’è in abbondanza, anche per i passeggeri. Qualche fuoco d’artificio all’interno dell’abitacolo - come le bocchette dell’aria che si nascondono per poi ruotare e riapparire all’occorrenza o la rotella delle marce a scomparsa - non sporca l’eleganza del mix pelle-legno che caratterizza le vetture del Giaguaro.