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Intervista ad Andrea Pontremoli, Ceo di Dallara Automobili

Intervista ad Andrea Pontremoli, Ceo di Dallara Automobili Torna a Dallara Automobili, i signori della velocità
Venerdì, 05 Agosto 2016
Andrea Pontremoli-Dallara-Automobili

Entra in Ibm nel 1980 come semplice tecnico di manutenzione per diventarne nel 2004 presidente e a.d., ma è nel 2007 che il CeoAndrea Pontremoli - nominato dal presidente Carlo Azeglio Ciampi Cavaliere di Gran Croce Ordine al Merito della Repubblica italiana - decide di salire a bordo di Dallara Automobili per guidare un business che affascina milioni di persone ogni settimana.

Negli anni di crisi siete andati in controtendenza continuando a investire. Un azzardo o una scelta vincente?
Diciamo che non ci siamo fatti condizionare troppo dai fattori esterni. Chi ha investito in innovazione negli anni 2009-10 oggi si trova con un grande vantaggio competitivo. In un mondo sempre più veloce, il rischio peggiore è rimanere fermi.

Siete impegnati anche nella Formula E. Una categoria creata per dare alle corse una facciata verde o un reale banco di prova per le gare del futuro?
Molte soluzioni hanno già un utilizzo nel mondo reale, come il contenitore delle batterie, una delle parti più complesse. Altra novità è il coinvolgimento dei giovani attraverso i social: i loro like su Facebook valgono per un pilota 40 cavalli in più da utilizzare a suo piacimento in gara: è la prima volta che il pubblico influisce sul risultato in tempo reale.

A proposito di sostenibilità, qual è secondo lei la soluzione migliore per le auto stradali di oggi tra ibride, plug-in ed elettriche pure?
Penso che non ci sarà una sola tecnologia vincente, ma il giusto mix tra propulsione elettrica ed endotermica senza dimenticare l’idrogeno, la riduzione del peso attraverso nuovi materiali e l’efficienza aerodinamica. Ma mancano le infrastrutture: oggi è questo il vero limite.

Siete sempre stati radicati nel territorio di Varano dè Melegari poi, nel 2012, l’apertura del centro di ingegneria a Indianapolis. Come vi sentite nei panni di multinazionale della velocità?
Tutte le aziende dovranno pensare in un’ottica globale. Proprio per questo motivo abbiamo deciso che Indianapolis doveva essere la nostra prima sede fuori dall’Italia, e lo Stato dell’Indiana ci riconosce il merito di aver contribuito allo sviluppo della loro economia continuando a sostenerci nei nostri investimenti. Grazie a questa credibilità, l’Indiana sta aiutando altre aziende italiane a fare lo stesso percorso. Fra pochi mesi, la Omr di Brescia aprirà uno stabilimento di fianco al nostro centro, insieme stiamo ricreando l’ecosistema italiano…

Qual è il bilancio del vostro ritorno in Formula 1 con la Haas?
Molto positivo. Il senso di tutto è nel filmato che la Nbc ha mandato in onda negli Usa, dove sono stati ripresi i momenti salienti dell’assemblaggio della macchina e la messa in moto. Il tutto si chiude con questa frase: «A Varano de Melegari, in Italia, si sono trovati un gruppo di sconosciuti provenienti da tutto il mondo e hanno lavorato insieme per costruire la F1 americana. A febbraio si sono lasciati per andare a correre nelle piste di tutto il mondo sapendo di far parte di una famiglia». Ecco qui c’è un po’ del valore Dallara, i nostri clienti diventano parte di una famiglia e si lavora insieme per un obiettivo comune.

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