L'Audi TT sfoggia un display da 12,3 pollici

Provate a vagare per Internet alla ricerca della definizione di che cosa sia la tecnologia Tft, acronimo di Thin film transistor ovvero, in italiano, Transistor a pellicola sottile: la spiegazione più stringata, targata Wikipedia, impiega circa 500 parole per lasciare in chi non ha una laurea in ingegneria elettronica una serie di dubbi lunga come la Parigi-Pechino. Provate, allora, a chiedere a un concessionario Audi di accendervi l’ultima TT, la coupé dalla linea mozzafiato fiore all’occhiello della casa tedesca. La soluzione dell’inghippo sarà proprio lì, davanti ai vostri occhi e dietro al volante, sotto forma di un display da 12,3 pollici comandato da superprocessori capaci di gestire e visualizzare una mole impressionante di dati e informazioni al ritmo di 60 fotogrammi al secondo. Iniziamo scegliendo la configurazione “classica” e tutto sembra normale, con il tachimetro e il contagiri che la fanno da padroni. Basta poco, però, per capire che le lancette non oscillano, ma indicano con precisione assoluta la velocità e il regime di rotazione del motore garantendo, tra l’altro, un’ideale resistenza passiva ai vari congegni che cercano di multarci per eccesso di zelo sul pedale del gas. Ma la vera rivoluzione appare se si opta per la modalità “infotainment”, con cui si sceglie se avere come protagonista il navigatore oppure il telefono o, ancora, la grafica dei sistemi di assistenza, le immagini della telecamera che assiste la retromarcia…

Insomma: ognuno può farsi il cruscotto su misura, un’ebrezza tecnologica provata per la prima volta dai privilegiati acquirenti de LaFerrari, un Cavallino rampante ibrido da 963 cavalli. Loro, i 499 fortunati, di sicuro ci sono rimasti un po’ male quando hanno scoperto che i cruscotti Tft erano sbarcati sulle macchine delle persone dal rango economico quasi normale. Ma tant’è, l’hi tech è fatto per allargare le sue platee e così è passato dalla Ferrari che vale come un Van Gogh alla TT da 41 mila euro e, da qualche tempo, ha sdoganato il Tft anche su una city car come l’Abarth 595, o la Fiat 500 che nella versione Vintage ‘57 monta a sua volta il super display. È da sette pollici, è vero, ma non si può avere tutto a partire da 16.500 euro. Comunque, una volta che ci si è accomodati sui sedili realizzati da Poltrona Frau, si possono configurare le info secondo le esigenze del momento scegliendo, per esempio, tra consumo istantaneo, percorrenza e autonomia, mentre il sistema consente di vedere gli avvisi del navigatore e di gestire al meglio media player, telefono e trip computer.

Se, poi, quei sette pollici continuano a far insorgere un complesso d’inferiorità, non pensate ai facoltosi clienti dell’ultima Mercedes Classe S, una supercar cui è negato l’accesso a chi non può staccare un bonifico stellare: anche qui il teutonico display è da 12,3 ed è, noblesse oblige, ad alta definizione e full color. Quando si siede al posto di guida, il pilota è accolto dalla silhouette della vettura. Nel menù principale si trovano le indicazioni più utili per il viaggio, dal navigatore all’autonomia, dalla velocità di crociera alla distanza programmata per la frenata assistita. Poi la finestra sul futuro, sotto forma di tablet al centro della plancia (vale ulteriori 12,3 pollici), che si governa con il mouse posto davanti alla leva del cambio e che collega in tempo reale con il mondo intero.

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IL CRUSCOTTO "SU MISURA" HA DEBUTTATO

SULLA ROSSA, MA E' ORMAI SBARCATO

ANCHE SU ALCUNE COMUNI CITY CAR

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Non potete permettervi una Classe S e neppure una C, l’altra Mercedes che ostenta il suo bel Tft? Nessun problema, la Fiat 500 non è la sola auto abbordabile a montare il cyber cruscotto: c’è anche la Hyundai Tucson. Chi la vede da fuori apprezza soprattutto il nuovo design delle luci posteriori, ma quello che più conta è che dentro si impostano le informazioni come si vuole, alla faccia di chi si ostina a guidare una Getz e si deve accontentare di immutabili informazioni formato 1.0. Se qualcuno, a questo punto, magari per un’incontenibile nostalgia dei tempi che furono, avesse ancora dei dubbi, ecco l’argomento definitivo a favore dei Tft.

Avete presente gli inglesi, quelli che si fanno ancora un vanto del cruscotto della vecchia Mini, sì proprio quello con il grande tachimetro ovale e centrale, il livello benzina a destra, la pressione dell’olio a sinistra, qualche spia e nient’altro? È stato per decenni il massimo del minimalismo applicato all’automobile, vanto dell’Union Jack come la minigonna di Mary Quant e i Beatles. Ma adesso anche il marchio più british che ci sia, la Jaguar (il fatto che il proprietario sia l’indiana Tata è un incidente di percorso), si è adeguato e nel corso del recente New York Auto Show ha presentato la versione 2016 della XF, da scegliere rigorosamente con il propulsore V6 tre litri sovralimentato da 380 cavalli. La trasmissione è automatica e con un’overdose di rapporti, addirittura otto, ma mentre lei cambia per voi potete concentrarvi sul Tft di ultimissima generazione e divertirvi a giocare con le informazioni come fa vostro figlio con la sua PlayStation.

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DAL NAVIGATORE SATELLITARE AL TELEFONO,

FINO ALLA TELECAMERA DI RETROMACIA:

TUTTO E' PROPRIO SOTTO I NOSTRI OCCHI

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A proposito di vostro figlio, quello impallinato per le due ruote, neppure lui può essere immune al fascino della strumentazione più moderna che ci sia. A patto naturalmente, che abbia la fortuna di cavalcare una Ducati 1299 Panigale: sulla superbike da 205 cavalli che romba emiliano (con in tasca il passaporto tedesco), infatti, la configurazione del display a colori è variabile e si adatta automaticamente in base ai cambiamenti della luce ambientale e alla modalità selezionata. Se si sceglie Road e Wet la velocità diventa protagonista assoluta e viene visualizzata a cifre ingrandite in una posizione centrale, mentre i due riquadri di informazioni supplementari sottostanti offrono, rispettivamente, indicazioni sul chilometraggio totale e sulla temperatura del liquido di raffreddamento del motore. In configurazione Race, invece, il display sposta l’indicazione della velocità in basso a sinistra, facendo spazio per l’ultimo tempo sul giro, visualizzato a grandi cifre in posizione centrale.