Alfa Romeo MiTo

Dejà vu, una storia già vissuta. Una storia nella quale le buone intenzioni si scontrano con il buon senso. Dal 9 febbraio 2011 chi prende la patente B non solo deve sottostare ai limiti in vigore da tempo per i neopatentati (Leggi), (l’articolo 117 del nuovo Codice della strada prevede che per i primi tre anni dal conseguimento della patente B non è consentito guidare oltre i 100 km/h sulle autostrade e oltre i 90 km/h sulle extraurbane principali, inasprisce il taglio dei punti, le multe per gli eccessi di velocità e vieta l’alcol), ma per un anno non può guidare autoveicoli con potenza specifica superiore a 55kW/t. E se il veicolo è la normale macchina di casa non può guidarla se ha una potenza superiore a 70 kW (circa 95 cv), nemmeno se la potenza specifica è inferiore a 55 kW/t. Risultato? Da tre mesi tanti neopatentati non possono più mettersi al volante.
Ed è polemica. Per molti si tratta di un’altra brutta figura di una pubblica amministrazione che non è capace di capire i reali bisogni della gente, per altri invece si tratta di una norma educativa. Ci si scontra sulla logica del provvedimento. Da una parte c’è chi sostiene che bisogna fare esperienza su ogni genere di automobile e di potenza. Che tra i neopatentati c’è gente che utilizza la patente per lavoro. Che le macchine più potenti sono anche le più sicure. «C’è da sfatare un luogo comune. Molto spesso le vetture dei segmenti superiori sono più sicure e rispettose dell’ambiente rispetto a quelle più economiche e piccole», dice Vittorio Braguglia, direttore generale Mercedes-Benz Italia.
«A cominciare proprio dai tanto criticati Suv. La gamma Mercedes-Benz BlueTec, dalla Glk alla Gl, ha livelli di protezione molto elevati, un’elettronica che monitora, per esempio, lo stato di attenzione di chi guida. Su alcuni modelli ci sono dispositivi che assistono la frenata fino quasi a fermare la macchina in automatico se individuano un ostacolo improvviso. Eppoi rispetta già la normativa Euro 6».
Molti avversari della norma taglia potenza ricordano che quando presero la patente in famiglia c’era una sola macchina, al di fuori dei limiti stabiliti dalla nuova legge. Ma poterono guidarla lo stesso e fare la necessaria esperienza, alternandosi con gli altri patentati e con le diverse esigenze della famiglia. Che non è giusto generalizzare e che a causa di pochi che non sanno rispettare le regole, che non sanno guidare che bevono, o sballano, si condannino tutti. Sul versante opposto ci sono quelli convinti che far guidare a un ragazzo un’auto eccessivamente potente per la sua esperienza sia una cosa assurda. E ammoniscono: mai sentito parlare di ragazzi neopatentati, e passeggeri, che muoiono a causa dell’alta velocità? Forse questa non è la soluzione finale al problema, ma può contribuire ad aumentare la soglia di sicurezza, a salvare qualche vita, quindi ben venga questo provvedimento. E a chi fa notare che basterebbe solo un po’ più di buon senso la risposta è perentoria: «Ma dove vivete? Il buon senso non lo si può imporre, tanto meno ai ragazzi. Però li si può costringere a guidare un’auto poco potente».
Muro contro muro. Gaetano Thorel, presidente di Ford Italia non ha dubbi: «È una legge tampone, con una portata molto limitata e con un alto tasso di superficialità. Basta mettersi in viaggio per vedere un numero esasperato di esempi negativi, che occorre ben altro che limitare la potenza ai neopatentati per rendere le strade sicure. Penso che occorrano più agenti sulle strade, un piano vero per accrescere la sicurezza di tutti, lavorare sulle infrastrutture e, soprattutto, sull’educazione. Alzi la mano chi in coda non si è mai imbattuto nel solito furbo che sgattaiola di qua e di là in mezzo alle auto o sorpassa tutti sulla corsia d’emergenza». Una legge con un sacco di contraddizioni anche per Braguglia, con una discriminante pesante: «La limitazione dell’utilizzo ai neopatentati di determinati modelli e motorizzazioni può creare delle difficoltà in quelle famiglie che posseggono già una o più vetture che non rientrano nei nuovi limiti legislativi, costringendole in alcuni casi all’acquisto di un nuovo veicolo».
Al punto che Quattroruote , la più autorevole rivista italiana nell’automotive, è scesa in campo e ha promosso una raccolta di firme per chiederne l’abolizione: «Una norma ingiusta, inutile, discriminante», è stato il giudizio. Perentorio ma anche motivato. La legge, varata a luglio del 2010, d’altronde aveva già alle sue spalle un iter travagliato. Introdotta inizialmente nel 2007 è stata successivamente congelata in attesa di rivedere i limiti di potenza. Secondo i promotori della raccolta firme, la legge è ingiusta perché discrimina tra famiglie abbienti, che possono permettersi un’eventuale seconda macchina con i requisiti richiesti, e famiglie che invece possono permettersi esclusivamente un’automobile per tutti i componenti. Ed è giudicata controproducente nei confronti di chi non potendo permettersi un’auto in regola passerà un anno senza esercitarsi perdendo così le capacità acquisite nel periodo dell’esame. Ma ci sono altre evidenti contraddizioni. Il paradosso viene dal foglio rosa, con il quale il futuro neopatentato può esercitasi con qualsiasi auto senza sottostare ai limiti di potenza (anche la Ferrari di papà), purché accanto ci sia un accompagnatore esperto, con 10 anni di patente B, o anche un diciannovenne con patente C (quella per i camion), ottenuta “un anno prima”. O dalla multa che potrebbe raggiungere il padre o la madre intestatari di una vettura vietata alla guida della quale viene pizzicato il neopatentato per “incauto affidamento del mezzo”. Sanzione per i genitori 39 euro e fermo del veicolo per 30 giorni, in base all’articolo 115, comma 5, del nuovo Codice della strada. O ancora dai dubbi che sorgono sui neopatentati stranieri poiché, secondo l’interpretazione prevalente, chi ha la licenza straniera, in Italia non è soggetto ad alcuna limitazione. Cosa rischia un neopatentato trovato alla guida di una vettura sovrappotenziata? La multa è di 152 euro, più la sospensione della patente da due a otto mesi.
Alcuni sostengono che è una legge fatta per vendere più macchine. «Alla Ford non abbiamo ancora pensato a creare modelli per neopatentati», dice Thorel. «Stiamo studiando di importare una speciale Focus diesel, da 95 cv, che non abbiamo in listino in Italia, e di caratterizzarla per i giovani in generale, con un allestimento speciale, sedili sportivi, musica e intrattenimento Web». Alla Nissan si sorprendono, invece, che la loro Nuova Micra, un’economica tre cilindri 1.2 da 88 cv (pesa 910 kg), pensata espressamente per una clientela giovanile, sia vietata ai neopatentati. Alla Mercedes-Benz, più che ai modelli tagliati su misura per i ragazzi, pensano alla loro sicurezza: «Al momento collaboriamo con la scuola Asc (Automotive safety center) di Quattroruote con un’ampia offerta di corsi che soddisfano tutte le esigenze in termini di guida sicura ed ecocompatibile», fa notare Braguglia.
Il listino delle auto per i neopatentati offre circa 110 modelli (vedi elenco). Se si escludono le elettriche, Citroën C Zero, Mitsubishi iMiev, Peugeot iOn, che costano oltre i 36 mila euro, mentre la Smart Ev può essere soltanto presa a noleggio (480 euro al mese, Iva inclusa), la più economica risulta la Dr1 (6.330 euro) seguita da Dacia Sandero 7.350 euro. Tra le più costose si trovano l’ibrida Honda Insight (21 mila euro), che sorprendentemente entra nella lista delle vendibili ai neopatentati perché la legge considera solo i cavalli del motore a benzina (88) senza tenere conto della potenza aggiuntiva offerta dall’elettro-propulsore (circa 14 cv) e la Mercedes-Benz Classe B (22.600 euro), l’Audi A3 SportBack (23 mila euro), la Toyota Urban Cruiser 4x4 diesel (21 mila euro). Altri modelli a trazione integrale sono Dacia Duster, Dahiatsu Terios, Fiat Panda 4x4, Lada Niva 4x4. Pochissime le sportive: ci si può barcamenare tra un paio di cabriolet, la Fiat 500C e la Smart Fortwo cabrio e la Renault Megane Coupé; mentre si contano sulle dita di una mano le proposte con uno stile innovativo: Citroën C3 Picasso, Opel Meriva, Skoda Roomster, Toyota iQ. Solo due i modelli per chi predilige viaggiare con tanti amici: Fiat Multipla (sei posti) e Dacia Logan Mcv (sette posti). Infine nella categoria sfiziose, cioè le più desiderate dai giovani patentati che possono scegliersi un’auto tutta per loro, spiccano Alfa Romeo Mito, Audi A1, Citroën Ds3, Fiat 500, Mini One, Suzuki Swift, Vw Polo Cross.
E ora qualche consiglio. Se decidete di acquistare un modello nuovo o usato controllate che ci siano le principali dotazioni di sicurezza, dall’antibloccaggio dei freni Abs al controllo di stabilità Esc (se quest’ultimo manca, poiché non si può montare in aftermarket, meglio puntare su un altro modello). Pretendete il climatizzatore: svolge un’importante funzione di disappannamento dei vetri. Non rinunciate, se possibile, ai fendinebbia. E ai sensori di parcheggio: possono rivelarsi molto utili nelle manovre, aiutarvi a salvare paraurti, fiancate e verniciatura e ad abbassare o meglio ancora evitare il conto del carrozziere.