Jaguar F-type

La nuova proposta di Jaguar a tetto scoperto, la F-type

La crisi? Può avere effetti benefici», dice Daniele Maver, presidente di Jaguar e Land Rover Ita­lia al Mondial de l’Automobile di Parigi, «per esempio se i costruttori investono in nuovi mo­delli che hanno l’obiettivo di risvegliare il desiderio del pubblico per l’automobile. Con la sportiva Jaguar F-Type e la nuova Range Rover noi lo facciamo e l’interesse, l’entusiasmo, l’emozione che si avverte nei nostri stand è talmente alta di tensione che è difficile non esserne contagiati». La F-Type mostra una si­nuosa e vigorosa semplicità, il cofano bombato a conchiglia, un muso aggressivo, un abitacolo confortevo­le e motori generosi di potenza e di cavalli. Una “convertible” sottoposta a una dieta dimagrante con l’uso dell’alluminio, che riduce la massa a 1600 kg e assicura un bilanciamento ottimale. La Baby Jaguar arrive­rà in primavera a un prezzo di circa 70 mila euro. Tutta un’altra storia l’ultima maxi Range Rover, lunga quasi cinque metri, che con il nuovo look enfatizza l’eleganza del modello (prezzi da 91.500 euro). Presto ci sarà anche una versione ibrida, con l’accoppiamento del V6 diesel da tre litri da 286 cv a un elettromo­tore da 47 cv sistemato nella scatola del cambio.
Un bel biglietto di visita per il salone dell’auto più frequentato al mondo, con 1,3 milioni di visitatori, l’oc­casione per ridare alle case la loro autorevolezza e confrontarsi sui grandi problemi che pesano sull’auto eu­ropea azzannata da una crisi che ha fatto calare le consegne di oltre il 7% e che non fa intravedere nessuna luce in fondo al tunnel. Perché a Parigi, al Mondial de l’Automobile, possono succedere cose sorprenden­ti. Per esempio, è scoppiata la pace tra Sergio Marchionne, il vate maximo di Fiat Chry­sler Group e il numero uno del Gruppo Volkswagen, Martin Winterkorn, dopo le pesanti punzecchiature reciproche dei mesi scorsi. Dal mee­ting dell’Acea (l’Associazione dei costruttori europei d’au­tomobili, di cui Marchionne è presidente) sono usciti a braccetto, dopo un incontro chiarificatore che, comun­que, non sembra aver modificato in maniera radicale le posizioni dei due manager. Photogallery - Le novità in mostra al Salone
Ma veniamo alle vetture: al salone di Parigi tutti i costrut­tori sperano di avere sul loro stand la perla rara che sarà la nuova campionessa del mercato. Dal gruppo Fiat parte la Panda in versione 4x4 e c’è la consacrazione della 500L come modello capace di conquistare consensi non solo per la macchinetta Lavazza che fa l’espresso in viaggio, ma per l’elettronica che permette di collegare lo smartphone con il mondo intero. Non c’è vettura, tra le piccole, che non punti su una sofisticata iniezione di elettronica che assicu­ri, mentre si è in viaggio o in coda, la possibilità di naviga­re, andare su Facebook e Twitter. Lo fanno le nuove am­miccanti city car Renault Clio e Peugeot 208. Clio ha gua­dagnato in personalità. Lo stile creato da Laurens Van den Acker è dinamico, moderno grazie alle maniglie delle por­te posteriori nei montanti che le danno un’aria da coupé. Anche Opel, marchio che ha le sue gatte da pelare (Alfred Rieck, responsabile vendite, dichiara che «in Europa que­st’anno Opel venderà quasi 200 mila veicoli in meno e si aspetta un mercato ancora più difficile per il 2013») sale sul carro delle piccole sfiziose, Mini, Fiat 500, Citroën Ds3, e lancia Adam. L’alternativa tedesca del genere è una city car originale, fortemente personalizzabile al femminile o al maschile, equipaggiata con motori a benzina 1.2 e 1.4 litri, da 70 a 100 cv, per assicurare un comportamento strada­le divertente. Stile ed ecologia per la starlette dello stand Citroën, la sfiziosa Ds3 Cabrio. «La vocazione green della Ds3 Cabrio sta nel nuovissimo tre cilindri 1.2 turbo che as­sicura minimi consumi e quindi basse emissioni», dice Oli­vier Mornet, a.d. di Psa Peugeot-Citroën Italia. «La versio­ne più verde emette 99 grammi di CO2 per chilometro».

Piacerà ai puristi di Porsche?
La Casa di Stoccarda presenta una familiar coupé, una shooting brake secondo la terminologia ortodossa, spinta da una tecnologia ibrida plug-in. Lunga 495 cm, larga 199, alta 140 cm è tutta nuova dietro, con luci allungate tipo 911 e con due telecamere che fungono da specchietti retrovisori. In modalità ibrida eroga 416 cv percorrendo 30 km con un litro di benzina ed emissioni di Co2 di 82 g/km. In modalità elettrica percorre 30 km a una velocità massima di 130 km/h.

Il design è il nuovo cavallo di battaglia per Mini, che a Pa­rigi amplia la sua gamma con la versione coupé della Coun­tryman, un modello a tre porte che si inserisce nel filone dell’altro fenomeno di stile del momento, la Range Ro­ver Evoque. Si chiama Paceman e sarà offerta con un’am­pia gamma di motori. Andrà in vendita nella seconda par­te del 2013 con prezzi da circa 22 mila euro. Anche la Smart Forstars è una Suv coupé. Molto differente dalla Mini Paceman. E più grande di una Fortwo, ma sempre a due posti ed è totalmente elettrica (spinta da un pro­pulsore da 80 cv alimentato da una batteria al litio). Le caratteristiche sono un design che arriva dai cartoon, due occhioni, cerchi in lega di grosse dimensioni. E un sacco di tecnologia: il cofano anteriore nasconde un videoproiettore che può mostrare su una su­perficie davanti all’auto video ed immagini contenute nell’iPhone. Al posto del­lo specchietto retrovisore c’è una videocamera che fa vede­re cosa succede dietro la vettura.

Bmw, avanti tutta
La Concept Active Tourer è una familiare a cinque porte lunga 430 cm che utilizza il telaio della Mini Countryman. È una ibrida plug-in equipaggiata con un tre cilindri benzina 1,5 litri turbo che trasferisce il moto alle ruote anteriori, mentre un elettromotore aziona le ruote posteriori. A emissioni zero percorre una trentina di km e, secondo i dati Bmw, la percorrenza media con un litro di benzina è pari a 40 km e 60 g/km di Co2.

Ford lancia la nuova Mondeo in tempo di decisioni dolo­rose, quando sono a rischio alcune centinaia di posti di la­voro nei settori amministrativo e commerciale della filia­le europea a causa della perdita, prevista per il 2012, di un miliardo di dollari. Il costruttore americano è, comunque, intenzionato a sostenere il ridimensionamento volontario con prepensionamenti. Per la classica berlina la carta del­la forma è fondamentale. Mondeo assomiglia a una Aston Martin dell’epoca Ford, con la bocca spalancata, i fianchi scolpiti, il tetto filante da coupé a quattro posti.
In controtendenza, nello sfacelo generale europeo, Toyo­ta, che al salone presenta la nuova famiglia della compat­ta Auris, nelle varianti cinque porte e station wagon, ben­zina, diesel e ibrida plug-in. La casa giapponese prevede di aumentare la capacità produttiva nello stabilimento di Burnaston, in Inghilterra, incrementando le 180 mila vet­ture all’anno per soddisfare la domanda futura. Didier Le­roy, presidente di Toyota Europe, aggiunge che «Toyota in Europa non ha problemi di sovraccapacità produttiva nei suoi sette stabilimenti, ma ha posticipato di un anno, al 2015, l’obiettivo di vendere un milione di veicoli».
Arriva, invece, alla settima generazione l’icona Volkswa­gen, il modello che da quando fu lanciato nel 1974 ha ven­duto 29,1 milioni di esemplari. È la Golf 7, che non stravol­ge alcunché, poiché la continuità del design per Volkswa­gen ha il valore di una religione. Nessuna rivoluzione, ma l’uso della stessa piattaforma dell’Audi A3 (che al salone debutta in versione Sportback, a cinque porte), con più elettronica, più spazio, più comfort e un’offerta di moto­ri enorme. In vendita da novembre costa da circa 17.800 euro. «La Golf è stata un fattore economico di straordina­ria importanza, una garanzia di sicurezza a livello occupa­zionale e, per decenni, un punto di riferimento nel campo del progresso tecnico», dice Winterkorn, forte dei sei mi­lioni di veicoli venduti nei primi otto mesi dell’anno. «Ma Vw non è solo Golf». E nella “Notte Vw”, una festa con 1.200 invitati, il super manager annuncia che il gruppo lan­cerà 140 nuovi modelli entro il 2014 e che «faremo il possi­bile per raggiungere il nostro target: diventare il primo co­struttore al mondo entro il 2018». E allora si capisce perché Bentley (marchio Vw) ritorna alle competizioni. La versio­ne racing della Gt Speed parteciperà dal 2013 al Campio­nato Gt3 e dovrà sfidare modelli molto competitivi come la Ferrari 458 Italia, la Mercedes Sls e la Lamborghini Gal­lardo. La Mercedes esplora il mondo della sportività elet­trica con la Sls Amg Electric Drive che porta in dote quat­tro motori elettrici al posto del tradizionale cuore benzi­na. Potenza e coppia schizzano ai vertici, mentre una fon­damentale ricerca di contenimento pesi, a cominciare dal­la monoscocca in fibra di carbonio, compensa il sovracca­rico causato dalle batterie, dal sistema di raffreddamento e dai motori elettrici. Arriverà nel luglio del prossimo anno, a cifre intorno ai 420 mila euro. E, alla fine, la regina del Salone, la McLaren P1, che prende il posto nella storia del­la scuderia inglese della F1. Non fa della velocità massima un dato fondamentale, ma punta a dare a chi la guida han­dling e spinta aerodinamica. «Costruita in serie limitata, in meno di 500 unità, sarà venduta a 700 mila sterline (circa un milione di euro)», dice Antony Sheriff, a.d. McLaren, il quale fa intendere che il rapporto peso/potenza sarà nel­l’ordine dei 600 cv per tonnellata e che la P1 sarà spinta da una versione potenziata del V8 biturbo 3.8 litri della Mp-4, arricchito dal sistema ibrido con Kers.

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