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Intervista a Michele Crisci, presidente di Volvo Car Italia

Intervista a Michele Crisci, presidente di Volvo Car Italia Torna a Auto, la nuova generazione di Suv e crossover
Venerdì, 15 Aprile 2016
Michele Crisci, presidente di Volvo Car Italia

Dici Volvo e pensi alla sicurezza. Per esempio, alla cintura di sicurezza a tre punti per i sedili anteriori, proposta in anteprima nel 1959, o al primo seggiolino per bambini in senso opposto a quello di marcia, datato 1972, due tappe di un percorso che, secondo un alto dirigente, potrebbe portare nel 2020 al raggiungimento dell’obiettivo mortalità zero per chi guiderà una vettura della casa svedese. Come? Lo abbiamo chiesto a Michele Crisci, presidente di Volvo Car Italia.

Niente più morti negli incidenti: non sarà stata una boutade?
È una meta ambiziosa, ma stiamo rispettando alla perfezione la tabella di marcia. Pensi alla Xc90: ogni sistema di sicurezza dialoga con gli altri e risulta efficace nella misura in cui interagisce con una quantità di altri dispositivi o funzioni. È come un team in cui tutti giocano per la squadra e non per sé.

Qual è il dispositivo più innovativo tra quelli che state sperimentando?
I sistemi di assistenza automatica alla guida o di guida semi-autonoma sono affascinanti e sono già una realtà sulla famiglia 90. Ma sapendo quello che ha in serbo Volvo sul fronte della guida autonoma, è davvero impossibile immaginare che cosa potranno fare le auto nel momento in cui l’ambiente circostante sarà in grado di dialogare con loro.

Non crede che le assicurazioni dovrebbero applicare sconti per ogni dispositivo di sicurezza innovativo in più come, per esempio, i sistemi di frenata automatica?
Di fatto accade, in forma più o meno evidente a seconda dei Paesi. Come spesso succede, l’Italia è lenta a recepire questi segnali, ma ci si sta muovendo in quella direzione. Prova ne sia il fatto che Allianz ha recepito il primato di sicurezza espresso da Xc90 e offre una polizza meno cara del 15% a chi acquista quell’auto.

Avere a bordo tanta tecnologia incide sul piacere della guida dei Suv?
No. La tecnologia migliora la qualità della vita a bordo, semplifica i compiti e toglie quegli aspetti della guida che di divertente hanno ben poco. Quando c’è da guidare sul serio, poi, l’hi tech sa anche esaltare le caratteristiche dinamiche dell’auto. E con loro il piacere di chi è al volante.

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