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Problemi di ricarica auto elettriche: la svolta del Politecnico di Torino

Problemi di ricarica auto elettriche: la svolta del Politecnico di Torino Torna a Auto elettriche: cosa frena il mercato in Italia
Venerdì, 27 Ottobre 2017

 

La peggiore nemica delle auto elettriche in Italia è quella che in inglese viene definita range anxiety , ovvero la paura di non avere abbastanza energia nelle batterie per arrivare a destinazione sui percorsi più lunghi. Un timore che potrebbe essere spazzato via da un’idea sviluppata dal Politecnico di Torino: le auto potrebbero ricaricarsi via wireless mentre viaggiano su autostrade attrezzate con appositi sistemi a induzione, che funzionano grazie a un principio molto simile a quello che ci permette di cucinare sulle moderne piastre. Un uovo di Colombo che viene testato in un circuito di prova sotto la supervisione di Paolo Guglielmi e Fabio Freschi, che coordinano un gruppo di giovani ricercatori composto da Vincenzo Cirimele, Michela Diana, Riccardo Ruffo, Alessandro La Ganga e Mojtaba Khalilian (nella foto ). Ecco come il team ha risposto alle nostre domande.

Come funziona, in concreto, il sistema?
Sotto al manto stradale vengono collocate delle bobine trasmittenti che forniscono elettricità a quelle riceventi poste sotto il veicolo.

Sostenete che con il Polito Charge While Driving «si arriverebbe a destinazione con le batterie anche più cariche di quando si è partiti». In quanti chilometri, in media, un’auto elettrica quasi “a secco” potrebbe fare il pieno?
Dipende dalla velocità. Una vettura di classe media ha il bilancio tra consumo e ricarica in pareggio tra i 100 e i 110 all’ora. Quando va più piano, magari perché c’è traffico, immagazzina energia.

Come verranno addebitati i consumi “on the road” ai singoli automobilisti?
Durante il trasferimento si contabilizza l’energia trasmessa per poi procedere alle valutazioni di tipo economico, ovvero sul come, quanto e a chi pagare per l’energia. Potrebbe essere uno strumento di marketing, per esempio, per le tratte autostradali poco battute…

Vista la cronica assenza delle colonnine di ricarica sulle strade italiane, la soluzione potrebbe essere «l’elettrificazione» delle strade?
No. O, almeno, non solo. In città dove I percorsi sono brevi costano meno le tradizionali colonnine che, però, possono essere sostituite da parcheggi con sistemi a induzione che, tra l’altro, sono a prova di vandali. Nelle aree urbane poter ricaricare le batterie mentre si viaggia sarebbe un lusso inutile.

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