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Addio crisi: intervista a Gian Primo Quagliano (Studi Promotor)

Addio crisi: intervista a Gian Primo Quagliano (Studi Promotor) Torna a Auto dell’anno 2018
Lunedì, 23 Aprile 2018

GIAN PRIMO QUAGLIANO: I DATI PARLANO CHIARO, IL MERCATO TRICOLORE DELL’AUTO È IN CRESCITA

Gian Primo Quagliano Centro Studi Promotor

Gian Primo Quagliano, presidente del Centro Studi Promotor, traccia un profilo dell’andamento del mercato dell’auto in Italia ben più che positivo. «Alla fine dell’anno le immatricolazioni toccheranno quota 1,97 milioni di unità, con una crescita dell’8% rispetto al 2016», dice, «ma nel 2018 si sfonderà abbondantemente quota 2 milioni…».

Questi dati preludono a una nuova era di vacche grasse?
I trionfalismi sarebbero fuori luogo, ma è certo che nel 2019 si arriverà a 2,2 milioni di auto vendute, un traguardo che rappresenta il livello fisiologico del nostro mercato.

La ripresa influenzerà le politiche commerciali delle Case?
Lo sta già facendo. Dopo anni passati a darsi battaglia a suon di sconti e promozioni, cercando di fare numeri ma riducendo all’osso i margini di guadagno, i costruttori stanno smettendo di forzare le immatricolazioni e si apprestano, finalmente, a mettere un po’ di fieno, ovvero di denaro, in cascina.

Quindi, il matrimonio tra gli italiani e l’auto non è più in crisi…
In realtà non lo è mai stato. Le patenti attive, per esempio, sono passate dai 31,9 milioni del 2010 ai 35,8 milioni del 2016, con un incremento dell’11,9% in piena crisi.

Merito della sempre più variegata offerta dei costruttori e delle accattivanti campagne pubblicitarie?
Sì, ma non solo. Il parco circolante non decresce anche a causa dell’inadeguatezza dei trasporti pubblici, soprattutto nei confronti dei pendolari, e della dispersione sul territorio della popolazione.

Insomma, in Italia alle quattro ruote piace vincere facile…
Lascio parlare i dati Isfort sulla soddisfazione per i diversi mezzi di trasporto nel 2016: in una scala da uno a dieci l’auto ha raggiunto quota 8,4, la moto 8,1 la bicicletta l’8. In coda ci sono le metropolitane, con un voto pari a 7,2, i bus con il 6,6, mentre i treni locali raggiungono a malapena la sufficienza.

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